Parliamoci chiaro: il Porcellum era una legge elettorale geniale.
Abusiva, certo, in quanto votata solo dalla maggioranza, pochi mesi prima delle elezioni e con il solo scopo di non far vincere Prodi nel 2006 – roba che neanche in Burundi.
Anti-costituzionale, come ci ha detto la Consulta con “soli” 8 anni di ritardo, perché con le liste bloccate (come il Renzuschellum) e con un grande premio di maggioranza (idem).
Però aveva un senso, quasi una sua eleganza. Con premio di maggioranza (esagerato) alla Camera (nazionale) e tanti premi di maggioranza in ogni regione al Senato (delle regioni).
Se consideri che fu scritta da un federalista, ci si può vedere un disegno dietro. Era un piccolo capolavoro. E poi serviva allo scopo del padrone per il quale l’ha scritta.
Il Renzuschellum è una schifezza anticostituzionale simile, con delle liste bloccate e un enorme premio di maggioranza. L’unica vera differenza è che, mentre il Porcellum voleva, nel 2006, la parità fra i due schieramenti ma almeno rispettava e anzi per certi versi esaltava e portava a compimento il bicameralismo (e nel 2008 un vincitore c’è stato), il Renzuschellum vuole a tutti i costi un vincitore anche se gli schieramenti sono ormai tre, il che è una forzatura potenzialmente pericolosa, e riduce la contesa a una specie di voto per il “sindaco d’Italia” in cui basta però il 35% dei voti per vincere, trasformando l’Italia di fatto in una repubblica delle banane presidenziale e monocamerale.
