Cosa succederà al PD? Mi pare evidente che l’unica – e tenue – speranza di vero rinnovamento per il Partito Democristiano sarebbe stata quella di avere il blogger Civati segretario, lo scout organizzatore di eventi Renzie candidato premier e tutti gli over 40 fuori dai coglioni per sempre. Invece, Civati prenderà il 5% dei voti; Renzie, un uomo d’azione ma uno con profondità di pensiero uguale a zero, dovrà fare il segretario e mediare fra le infinite correnti; e tutti gli scadenti apparatchik senza né arte nè parte collusi con Berlusconi e interessati solo alla poltrona e alle comparsate da Floris si sono sistemati sul carro del sindaco di Firenze per essere sicuri al 100% che nulla cambi. A iniziare dal governo di “compromesso storico” col Condannato. Che forse non faranno neppure decadere da senatore.
5 Responses
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Come mai ti interessi alle sorti del PD, un partito ormai cadavere?
E come mai lodi Renzi, il vuoto assoluto?
Non è una questione di età. Anzi, forse è il contrario.
Chi è sotto i 40 ha meno cultura, meno esperienza, ha condotto meno battaglie politiche, insomma, in genere è molto meno attrezzato di chi ha superato i 50.
Basta vedere i grillini, che credo siano i più giovani in assoluto ma sono già completamente fuori dai giochi.
Renzi – almeno quello – non è psicologicamente suddito di B.
io in generale sono molto contento degli eletti del M5S.
Secondo te il problema dell'Italia è Berlusconi?
Ammettiamo che lo sia.
Il problema della Grecia, qual è?
E quello della Spagna, del Portogallo, della Slovenia, dell'Irlanda?
Questi paesi vanno economicamente malissimo ma non hanno né Berlusconi né un suo equivalente…
della Grecia, l'Euro, il FMI e la corruzione, quindi simile al nostro.
della Spagna la bolla delle grandi opere inutili e del real estate.
del Portogallo e della Slovenia l'Euro.
L'Irlanda non si è ripresa? Ho un'amica che cerca un appartamento
da comprare su e mi dice che c'è da impazzire…
Nel caso dell'Irlanda non bisogna guardare il PIL ma il PNL, cioè il Prodotto Nazionale Lordo.
La crescita irlandese ha avuto come propellente i capitali stranieri.
Certo, si è trattato di investimenti diretti orientati alla produzione, quindi infinitamente meno volatili dei portfolio investment, ma non sono gratis.
I profitti sono infatti destinati a tornare nei paesi d'origine.
I miracolosi tassi di crescita irlandese non sono quindi destinati ad incrementare la ricchezza dei cittadini nella misura in cui ci si potrebbe aspettare.