Il futuro della pubblicità online

Google sta testando il cost-per-action. La differenza rispetto ai classici circuiti di affiliazione è, ci scommetto quello che vuoi, che Google non scaricherà le inefficienze del sistema – la pubblicità funziona quello che funziona, insomma – sugli affiliati, costretti a capire quali pubblicità funzionano bene e quali invece no, oppure a rassegnarsi a dare visibilità gratis a degli advertiser che tanto li pagano solo a risultato. Innanzitutto, come già oggi con Google con AdWords e con AdSense a pay-per-click, e tanto più quindi in un futuro a pay-per-action, se vuoi lavorare a risultato, ti puoi scordare qualunque elemento grafico. Vuoi i risultati, no? E allora smetti di scroccare la visibilità.



Se vuoi visibilità, vai sui grandi portali, sui grandi giornali online, oppure sui network di blog come Blogo che, giustamente, rifiutano ogni forma di pay-per-action. Vuoi visibilità? La vuoi oggi, che stai lanciando il tuo prodotto? Vuoi un botto di traffico? Vuoi delle iniziative promo-editoriali? Vuoi andare sui siti dove ci sono i trendsetter? Benissimo. Paga. I grandi editori e anche quelli piccoli ma bravi, quindi, se la caveranno bene. Chi avrà invece dei seri problemi saranno quelle concessionarie che vendono banner a un tanto al chilo su siti altrui; secondo me, sopravviveranno solo fino a che i piccoli webmaster e i piccoli editori sfigati non li scaricheranno, il che succederà non appena queste concessionarie smetteranno di riuscire a vendere pubblicità su di loro a prezzi sopra il valore di mercato stabilito da Adsense. Presto, penso e spero, se la devo dire tutta.
Sui piccoli siti, il lavoro di ottimizzazione, quel capire cosa funziona bene e dove, se non anche perchè – che i due ragazzi sono figli di scienziati e professori universitari – lo farà Google, in automatico e grazie a raffinati algoritmi e alle loro quasi infinite capacità di number crunching. Saranno loro a scegliere per te le pubblicità testuali che, pur pagandoti a risultato, hanno la maggior probabilità di generare, sul tuo sito, più soldi per te per ogni impression, scegliendo in automatico fra decine o centinaia di migliaia di advertiser. Se invece vuoi mettere il tuo bel loghino e i tuoi banner in Flash perchè sei un’azienda creativa, va bene. Ma paghi a impression.
E paghi ad esempio il 50% in più del valore di mercato stabilito da AdSense – Google diventerà una specie di Borsa-valori – per quello spazio pubblicitario, perchè col tuo loghino e il tuo Flash e la tua creatività dai fastidio ai navigatori che preferirebbero una pubblicità testuale e poi dietro un sito quello sì creativo, ma nel senso di intelligente, informativo, non ingessato, con elementi di comunità, un approccio aperto da parte dell’azienda, un linguaggio umano etc. invece del solito siamo i leader di mercato e i comunicati stampa e tutte queste cose che ormai sanno solo di muffa. Ma se preferisci fare branding e dare un’immagine alla tua azienda, va bene. Paga.
Cambiamenti anche per chi investe con obiettivi di ROI. Oggi per essere in alto su AdWords devi o presentare pubblicità testuali molto cliccabili oppure pagare di più per ogni clic. Un domani, o pagare di più per ogni action, oppure migliorare le tue conversion. Per avere più visibilità della carta di credito di marca A non è necessario pagare di più per ogni carta di credito emessa, ma solo generare più soldi per chi espone le tue pubblicità. Se per ogni milione di impression B riesce a emettere tre volte il numero di carte di credito di A, avrà più visibilità di A anche se paga metà dei soldi per ogni carta emessa. Ovviamente, Google saprà tutto delle tue conversion…
Tutto bene? Quasi tutto. Uno dei problemi che avremo è che Google non sarà più Altavista2.0, ma Doubleclick2.0 : i loro algoritmi più importanti sono o saranno presto quelli che massimizzano la rendita degli spazi pubblicitari sui siti altrui, non quelli che decidono dei risultati del motore di ricerca. La parte media e di advertising, con centinaia di migliaia di clienti e centinaia di migliaia di siti che espongono AdSense sarà presto – se non lo è già – anche più redditizia, oltre che più difendibile, di quella legata al search. In altre parole, secondo me è possibile e anzi fin probabile che le innovazioni in campo search arrivino non da Google ma da qualcun altro.

31 Responses

  1. Paolo 24 June, 2006 / 13:35

    Max, come vedi il futuro dei network di affiliazione di fronte a questa innovazione di Google? E in che tempi?

  2. Massimo Moruzzi 24 June, 2006 / 16:40

    spazzati via, se gli affiliati non dormono in piedi. o, meglio, faranno – e anzi già fanno, in buona parte, altro: tracking di campagne (TD su yahoo, ad es) e tracking dei click dei comparatori prezzi.

  3. Massimo Moruzzi 24 June, 2006 / 16:42

    meglio: o provano anche loro a fare qualcosa di simile – non hanno migliaia e migliaia di clienti, ma hanno migliaia e migliaia di prodotti – oppure sì, addio, è stato bello finchè è durato…

  4. Massimo dalla Lituania 24 June, 2006 / 17:27

    le aziende di affiliazione stanno facendo già altro, io sono iscritto a tradedoubler che nella loro mensile newsletter oltre a dirmi che sono I MIGLIORI mi comunicano che hanno comprato un sistema simile ad ADSENSE di qui e una compagnia telefonica vol ip di là……vi ricorda qualcuno?
    PER MAX: LA FESTA QUI E’ STANOTTE…la vera notte bianca, peccato molto morigerata.
    le stat che mi hai fatto vedere non funzionano bene, perchè da qui su..ti leggo sempre

  5. Massimo Moruzzi 24 June, 2006 / 18:09

    sei iscritto a TD Lituania? ti ricordi come si chiama la società simil-Adsense che hanno comprato? Per Google Analytics in effetti a giugno porti – da solo, immagino – la Lituania al 9° posto dei Paesi in cui mi si legge di più, dopo Italia, Svezia, Svizzera, UK, USA, Germania, Francia e Brasile :-)

  6. Massimo dalla Lituania 24 June, 2006 / 18:23

    la società si chiama advertigo ed è una start up o come dice td non ha ancora fatturato (e magari non fatturerà mai..che kattivo che sono).
    Al 9 posto….si decisamente SONO IO

  7. Massimo Moruzzi 24 June, 2006 / 19:17

    ecco il comunicato stampa. attendiamo fiduciosi, anche se oltre alla parte contestuale servirà una parte di number crunching per decidere quali pubblicità rendono meglio su migliaia e migliaia di siti…

  8. Massimo Moruzzi 24 June, 2006 / 19:56

    (e poi c’è il problema che hanno abituato male gli inserzionisti… no, lei paga solo i risultati e intanto ha pubblicità gratis – e non sarà facile convincerli a passare a un modello sì a cost-per-action ma simile ad adsense dal punto di vista grafico, con 4 pubblicità testuali per banner)

  9. Massimo dalla Lituania 24 June, 2006 / 20:28

    comunque anche se non mi piace molto TD (forse perchè non ci faccio un $) mi piace che ci siano altri competitor…tutto questo potere che ha (e che stiamo dando)a Google non mi piace..anche perchè poi ci tira questi scherzi….
    ripuliamo i nostri siti da Adsense…vedrete che ci rispetterà di più ..anche se sò che quello che dico ormai è pura utopia

  10. Massimo Moruzzi 24 June, 2006 / 20:32

    io sono felicissimo se TD riesce a far loro concorrenza, e anche zanox, ebay, amazon etc…

  11. Paolo 25 June, 2006 / 12:13

    Comunque e’ tutto molto interessante. Il pay-per-performance verra’ ripulito da tutti quegli inserzionisti che hanno prodotti inadatti e form di registrazione deliranti, e bruciano il mercato anche degli inserzionisti sani, che pagano CPA decenti, fanno guadagnare gli editori ma vengono ostracizzati perche’ c’e’ gente che continua ad affrontare il pay-per-performance in maniera piu’ furba che intelligente. Ci sono soggetti che propongono un pay per lead addirittura inferiore al cost per click equivalente che sopportano nella pianificazione “tabellare, di brand, prematurata con la frequenza scappellata al centro”.
    Il problema e’ che gli editori fanno girare lo stesso le creativita’ di questi personaggi da avanspettacolo… salvo poi lamentarsi che non si guadagna (e te credo…).
    L’innovazione di Google e’ un passo verso il mercato perfetto: prodotti piu’ competitivi, siti che funzionano, meccaniche promozionali adeguate e… il prezzo reale, ne’ troppo alto ne’ troppo basso :-)

  12. Massimo Moruzzi 25 June, 2006 / 14:37

    sì, lo penso anch’io. l’unico problema è che quelli con la G sapranno tutto di tutti…

  13. Vale 25 June, 2006 / 20:49

    Sembra che tutto il problema sia la creatività grafica.Creatività grafica sì?Paghi a impressions, creatività grafica no? Allora ti puoi permettere di pagare per action.
    Lo trovo un po’ riduttivo.
    Il problema vero che in questi anno passati si è verificato con chi sul mercato proponeva pay-per-action secondo me è un po’ più complicato.Gli inserzionisti pretendono di misurare autonomamente i risultati delle campagne e comunicarle all’editore “partner” che si affretterà a fatturare il numero di “actions” che il cliente avrà la bontà di comunicargli.Premesso che la mia fiducia nei confronti di questi clienti può anche essere infinita e smodata, c’è un altro problema.Che si faccia manualmente o con avanzate tecnologie l’editore o la concessionaria ha la necessità di minimizzare le impressions e massimizzare le action: nasce quindi l’esigenza di dotarsi di un sistema che permetta in modo del tutto indipendente dal cliente di monitorare e gestire la campagna pubblicitaria.La maggior parte degli operatori che hanno accettato le PPA in questi anni si sono affidati a una gestione un po’ casereccia e pochi si sono dotati di strumenti di monitoraggio.Inoltre anche quei pochi che i sistemi li avevano, dovevano competere con le allettanti proposte di chi invece, lasciava la gestione nelle mani dell’investitore pubblicitario.
    Credo che chi accetta PPL, assumendosi il rischio dell’investimento debba avere possibilità decisionale su creatività, proposta pubblicitaria, planning e garantire al cliente esattamente e solo cio’ per cui paga.
    Insomma, bravo Google, che sta imponendo delle valide regole al mercato, ma apprezzerò molto di più la capacità di gestione che la scelta di accettare solo creatività testuali.

  14. Massimo Moruzzi 25 June, 2006 / 21:44

    ma no, Vale(rio?). non solo se non vuoi pagare la visibilità non metti il tuo marchio (il che per me è giusto, btw), ma l’altra grande differenza rispetto ai vari TD, zanox etc. è che sarà Google a gestire lo spazio pubblicitario dei siti affiliati e a scegliere in modo automatico le pubblicità (testuali) che rendono il più possibile su questo spazio. Sul fatto che sia pieno – strapieno, anzi – di investitori cazzoni mi trovi d’accordo al 100% – gente che magari butta via soldi offline o a casaccio sui grandi portali ma poi vuole spremere gli affiliati come dei limoni, ad esempio.
    però, quel minimizzare le impressions e massimizzare le action (che in parte i vari TD, zanox etc. devono fare proprio per contrastare questi investitori stupidi, col braccino corto e che pensano di essere intelligenti) scomparirà – meglio ancora, sarà fatto in modo automatico, e gli investitori cazzoni scopriranno che esiste un prezzo di mercato (il prezzo Adsense).
    quanto agli affiliati, secondo me la gran maggior parte di essi sarà ben felice di lasciar fare google invece di avere possibilità decisionale su creatività, proposta pubblicitaria, planning etc. – perchè la maggior parte di essi pensa che il proprio lavoro sia offrire un servizio, oppure fare contenuti, comunità, moderazione etc, non fare il media planner o il media optimizer.

  15. Massimo Moruzzi 25 June, 2006 / 22:09

    Ciao Vale,
    ora ho capito chi sei, sorry. Aggiungo qualcosa, allora. Le concessionarie che vendono su siti altrui hanno, secondo me, due generi di siti: quelli (pochi, secondo me) super ma che non vogliono vendere pubblicità da soli e che sono più che vendibili, e poi tanti di livello medio o medio-basso. Su questi ultimi, ogni tanto riescono nel colpaccio di venderli a buoni cpm come fossero siti super, e più spesso dovranno scendere a compromessi con quelli che lavorano a performance, e magari addirittura lasciare che siano questi ultimi a comunicare quanti iscritti o vendite hanno fatto, il che vuol dire non solo che ti devi fidare, ma anche che non lo sai in real-time e non sai cosa ha portato a quali risultati, e quindi non puoi migliorare. E cosa importa all’investitore? Se non migliori, ti scrocca ancora più visibilità gratis. Non è una bella situazione. Avete, in questi casi, sì maggiori conoscenze e capacità rispetto all’affiliato medio che gestisce le sue campagne TD, zanoz etc, ma meno possibilità di tracking e quindi di indirizzare bene le campagne e di ottimizzare quanto portate a casa a cpa. Quindi, di fatto, sul grosso dei propri siti una concessionaria ogni tanto riesce a fare il colpaccio (anche perchè non c’è ancora un prezzo di mercato Adsense) e più spesso si ritrova a fare numeri cinesi per portare a casa probabilmente poco più di quello che il webmaster porterebbe a casa da solo con Adsense. Solo che prima o poi ci sarà un prezzo di mercato Adsense (quindi, meno colpacci) e inoltre una volta che sarà a cpa questo prezzo di mercato Adsense tenderà a salire per sempre, e presto a sorpassare quello che portate a casa col vostro duro lavoro e i numeri cinesi.

  16. Vale 26 June, 2006 / 00:34

    Max,
    ti devo contraddire.:-)
    Prima di tutto non è detto che un prezzo creato a bid abbia più valore di un prezzo fatto da un commerciale, se questo è definito secondo determinate logiche, basate sul valore del servizio intrinseco ed esperienze passate.Secondo poi, ti assicuro che ci sono operatori di mercato che hanno già (e con qualche anno di anticipo su google) sistemi che permettono sia il tracking puntuale sulle campagne, sia agli editori di monitorare in tempo reale le performance. Stesso sistema che viene utilizzato dall’operatore suddetto per ottimizzare puntalmente la campagna.
    Allora perché fidarsi di Google e di altri no?
    Inoltre, sono d’accordo con te quando dici che le concessionarie hanno all’interno del loro network siti “super” e siti medio-piccoli, ma mi piace distinguere sempre tra la grandezza del sito(pages views, uniques), la sua “vendibilità” e la sua qualità editoriale(che per la mia esperienza, hanno buone possibilità di non concidere).
    Quindi, se (manualmente o utilizzando un sistema di bid automatico) questa benedetta ottimmizzazione funziona, anche gli editori (piccoli, medi, grandi, super) accettano volentieri questo tipo di campagne.
    Un’ultima considerazione: se il pagamento è basato sull’action mi viene il dubbio che l’utilizzo del marchio possa facilitare il raggiungimento di migliori performance.Un esempio: trovo un link che mi dice di registrarmi per vincere premi favolosi. Poi ne trovo un altro che mi dice che Coca cola mi fa vincere premi favolosi.Dopo anni e anni di riuscite campagne di brand awarness di coca cola, è possibile che un utente sia senta “rassicurato” a lasciare i propri dati (a cliccare e registrarsi, finalizzando l’action quindi) sapendo esattamente e fin dall’inizio che si tratta di una determinata azienda? In fondo non utilizzare il marchio, potrebbe voler dire rinunciare a un’opportunità in più di finalizzare l’azione?Anche se sono d’accordo con te nel pensare che il marchio per le campagne a performance in generale (anche per le cpc, che talebana!J)non dovrebbe comparire, mi pongo comunque il problema.
    Voglio lanciare un ultimerrimo spunto di discussione: se Google sarà in grado di dettare le regole e i prezzi del pay-per-action, come mai per il pay-per-click questo non è avvenuto?

  17. Massimo Moruzzi 26 June, 2006 / 09:06

    Ciao Vale,
    sul punto 1 – il ‘prezzo adsense’ secondo me non avrà più ‘valore’ nel senso che è il prezzo giusto, ma in qualche modo sarà o potrebbe essere il prezzo ‘pubblico’. Se vuoi comparire col tuo logo su un sito dove adsense rende 1.2 euro cpm, potrai vedere al volo che dovrai spendere 1.8 euro cpm (oggi, e domani magari un po’ di più o di meno, come in ogni borsa valori). Poi magari questo sito vale di più o di meno, ma c’è un benchmark, dato appunto da quanto rende (renderà) con il nuovo Adsense a cpa. Quanto ai tool di tracking, quelli che ci sono oggi servono a ottimizzare dei ‘pezzi’ di inventario (di inventario comprato dall’investitore x oppure di invenduto usato dall’editore y per provare a guadagnare qualcosa con dei programmi di affiliazione) e ovviamente i dati, quando anche fossero ‘sommabili’ (mele + pere, spesso) vengono invece tenuti ‘privati’.
    2) certo che i siti accettano – anche perchè spesso non possono fare altro. Dico solo che con Google la cosa potrebbe diventare per loro sia più semplice sia più redditizia, anche perchè Google potrebbe lasciar loro una % maggiore di quella che lasciano le concessionarie (pagano elettricità, banda e server, non stipendi agli ottimizzatori).
    3) hai assolutamente ragione a porti il problema. Un altro esempio potrebbe essere: clicca e apri un conto-non-conto senza spese e che ti dà il 6% di interesse. Se è Conto Arancio magari nonlo apro perchè so che il 6% lo prendo solo per un mese, ma se fosse qualcun altro probabilmente non mi fido del tutto e avrei una conversion molto minore.
    4) Google potrebbe farcela perchè :
    – lato investitore, perchè il cost-per-action finale è ciò che un’azienda vuole tenere sotto controllo, mentre i click o il cpm sono solo un ‘costo intermedio’, per così dire.
    – lato editore perchè io penso che, una volta stabilito il ‘valore adsense’ di ogni sito dell’universo, Google passerà a vendere pub grafica sugli stessi a un +50% del prezzo. Non so se già oggi fa così oppure no (non penso), e in effetti se volessero potrebbero farlo già oggi facendo un +50% sul valore adsense a click. In effetti, se non lo fanno oggi non vi è nulla che fa pensare che lo faranno domani, se non che la cosa è, imho, una buona idea.

  18. morbìn 26 June, 2006 / 12:03

    mi sembra che non stiate parlando del mercato italiano…. per quel poco che ne so, siamo un po’ lontani da una sensibilità su tutte queste tematiche da parte di centri media, responsabili marketing delle grandi aziende tradizionali.
    o no?

  19. Massimo Moruzzi 26 June, 2006 / 12:05

    siamo la punta dell’iceberg, sì, mi sa di sì :-)

  20. Massimo Moruzzi 26 June, 2006 / 12:12

    ma l’iceberg arriva, e sul Titanic ballano ;-)

  21. Paolo 26 June, 2006 / 12:32

    Questo thread mi ha dato un sacco di idee e spunti di riflessione… per iniziare, cerchero’ di dirottare tutte le campagne adsense sul bid tool di Zanox. Per il resto, e’ ora di guardare con attenzione i risultati di MSNDR :-) che, in teoria, fa gia’ il lavoro che e’ stato prospettato per il futuro di Google

  22. Massimo Moruzzi 26 June, 2006 / 12:36

    io stavo pensando che MSFT avrebbe dovuto copiare adwords/adsense, invece che copiare Google…
    ma mi stai dicendo che l’hanno fatto?

  23. Paolo 26 June, 2006 / 12:42

    MSNDR lo fa su MSN… corro a Malpensa e poi ti dico con calma

  24. cagliostro 26 June, 2006 / 16:13

    rammento che alcuni attori che proclamano campagne ppa sono poi capaci di stupirti con effetti speciali proclamati dalla mega struttura che li segue dal punto di vista affiliation (uno dei due big player italiani) con dichiarazioni del tipo…”si, e’ vero che dovevamo pagarti le lead – registrazioni e le sales – vendite o stipule.. ma sai, il nostro sistema non è in grado di comunicare quali siano le vendite effettuate tramite gli affiliati perche’ poi la chiusura della procedura e’ a backoffice fatta da un operatore. se vuoi ti paghiamo un po’ di più la lead.

  25. paolo 28 June, 2006 / 16:31

    @ Cagliostro: la scusa del merchant e’ pretestuosa, se il lead e’ identificato in maniera univoca lo potra’ essere annche la vendita conseguente. Se poi e’ troppo difficile implementare il processo, allora il PPL *deve* essere piu’ alto.
    Riguardo a quello che diceva Max, ormai MSNDR e’ un sistema che lavora con molti clienti, e fa esattamente cio’ che Google fara’ sul CPA (e gia’ fa sul CPC): la creativita’ che genera l’equivalent CPM piu’ alto verra’ visualizzata piu’ spesso. Credo che anche gli altri portali dovrebbero utilizzare il medesimo sistema…
    Paolo

  26. ale 30 June, 2006 / 11:41

    salve,
    ho cercato di seguire il filo del discorso, ma mi sa che l’ho perso, vorrei solo avere dei suggerimenti su dove e come investire “non molti” soldi per pubblicizzare il mio nuovo portale a livello europeo
    grazie

  27. Paolo 30 June, 2006 / 14:02

    @ Max: credo proprio che DR stia per “direct response”

  28. Massimo Moruzzi 4 July, 2006 / 23:54

    Ale,
    o con le televendite stile materassi in tivù come Jumpy, oppure con gli aperitivi gratis in smau come Ciaoweb. Ok, stronzate a parte, non so bene che portale tu debba lanciare, ma compra un po’ di adwords e vedi cosa succede.

  29. Ale 10 July, 2006 / 17:24

    …televendite non è poi una cattiva idea, si tratta di abiti su misura per lui e per lei, non è proprio un portale
    proverò con adwords, grazie

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