rétrolien

cazzo, hanno tradotto anche trackback. Se pensi che il walkman est le balladeur, rétrolien non è male. Facciamo allora un rétrolien a questo articolo: Google avrebbe potuto essere francese?
In un mondo ideale, lo sarebbe stato sicuramente. Altro che rincorrere a vuoto con Quaero ;-)

11 Responses

  1. morbìn 13 June, 2006 / 11:33

    figo.
    anche noi allora, possiamo:
    retrolink?
    meglio di trackback, comunque…

  2. Massimo Moruzzi 13 June, 2006 / 16:30

    è un’idea. mi piace sia la Francia, sia il francese, ma un po’ esagerate. è vero che le souris (il mouse) anche in spagnolo è le raton e l’ordenateur (il computer) diventa el ordenador, ma poi…
    le SIDA (l’AIDS), l’OTAN (la NATO) vtt (vélo tout terrain, le mountain bike)…

  3. Jean-Marie Le Ray 13 June, 2006 / 17:04

    Massimo, ti posso assicurare che ti sembra strano perché lo vedi dall’esterno, anzi da un’altro paese in questo caso, ma i francesi non si pongono il problema e usano e considerano questi termini normalissimi, alla stregua di pane, albero o casa. Quando una parola non prende, alla fine la gente usa quella inglese, ma nella maggior parte dei casi non si pone più il problema.
    Ti faccio un esempio: in Italia, se leggi una rivista d’informatica senza sapere l’inglese, meglio chiuderla perché non si capisce un accidente.
    In Francia leggi una rivista di informatica in francese, con parole francesi. Questa è la differenza. Poi parli con uno che mastica lingua e parole 24/7/365, quindi credimi, è un argomento che mi sta molto a cuore.
    Complimenti per il tuo blog (PR 6, io sto appena a meta :-)
    Ciao, Jean-Marie

  4. morbìn 13 June, 2006 / 17:15

    in francia hanno gente che pensa…
    noi non pensiamo, invece…
    :)

  5. Massimo Moruzzi 13 June, 2006 / 17:27

    Jean-Marie, complimenti per il tuo italiano, innanzitutto! :)
    secondo me non è vero che da noi non si pensa. secondo me si pensa, ma troppo spesso si pensa a rendere difficili le cose semplici. è la cultura del principe, come la definiva Montanelli : a nessuno o quasi interessa la diffusione della cultura – molto meglio parlare con un linguaggio da iniziati che ti fa sembrare un figo anche se magari non capisci un cazzo. E sì, c’è troppo inglese – e la cosa è sospetta, in un Paese in cui pochi lo parlano. Se a qualcuno interessasse la diffusione dell’inglese, si potrebbe vietare il doppiaggio dei film. Oddio, e i posti di lavoro? Tutto quell’inglese, e per di più spesso usato alla cazzo – il Ministero del Welfare, ad esempio – mi sa che serve proprio a NON far capire nulla a chi legge le riviste di informatica, i libri universitari etc… per tenere la cultura chiusa.

  6. Giuseppe Mazza 14 June, 2006 / 23:42

    D’accordo con Massimo: c’è qualcosa che accomuna tutti noi europei e non è per niente positivo.

  7. Massimo Moruzzi 14 June, 2006 / 23:47

    eh, no, Giuseppe, io però non la penso così. Non è una malattia europea, e Montanelli mai accuserebbe ad esempio la Francia dove se ne andò apposta a studiare alla Sorbona per non fare l’università in Italia della stessa malattia. E nè l’Inghilterra, nè i Paesi Scandinavi, ad esempio, ne soffrono. La cultura del Principe è, temo, una malattia tutta italiana.

  8. Domiziano Galia 15 June, 2006 / 15:01

    Aspetta, com’è che han tradotto CSI? Ah sì: “Les Experts”… A Lost è andata un po’ meglio. Mi aspettavo “Perdù” e invece ha tenuto “Lost: les disparus”.

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