Sono 60 anni che facciamo finta di essere una democrazia, in Italia. In verità, anche se non ci sono più squadristi — tranne che a Genova, luglio 2001 — e olio di ricino, abbiamo quasi solo sostituito al dominio di un solo partito il dominio di più partiti.
E sempre Per Necessità Familiare. La nuova Legge Elettorale voluta da Berlusconi, come noto, ci riporta indietro di 15 anni e cancella quei pochi passi in avanti verso la rappresentatività del territorio e la responsabilità nei confronti dei propri elettori che erano stati compiuti grazie a Mario Segni e al suo Referendum.
Anzi, più indietro ancora. Le liste, come noto, sono decise a porte chiuse e in base a logiche tutte loro – e che raramente aiutano a far emergere nè leader nè persone competenti – dalle segreterie dei partiti. In esse trovano sovente posto anche i fratelli di candidati già di per sé impresentabili, dal fratello di La Russa alle comunali a Milano al fratello di Pecoraro Scanio, l’unico Verde in Europa che parla di tutto tranne che di problemi ambientali.

verrebbe voglia di mandar tutti a quel paese…ma le cose si cambiano dall’interno…
Finalmente il corsera è uscito allo scoperto.
Dopo mesi di militanza rosa nel pugnesca ora gioca a karte skoperte.
Almeno si sa da che parte stanno.
sì, davvero, che vergogna. korsera, kmq ;-)
Con amarezza concordo pienament con il tuo post… Cosa accadrebbe se un giorno la tv non funzionasse più all’improvviso? Mi immagino scenari imprevedibili ;)
beh, è facile. se non ci fossero le televisioni, che come noto sono tutte di sinistra tranne solo rete4 che è equilibrata, e se non ci fossero neppure i giornali, che sono tutti di sinistra, e le scuole, le università, i magistrati, i sindacati, i no global, le associazioni di pesca sportiva etc…
e se, tolte tutte queste persone, rimanesse ancora qualcuno in Italia, ecco, quelle persone, non traviate dalla propaganda comunista vedrebbero un sacco di bei manifesti 6×3, penserebbero certamente che va tutto bene in Italia e voterebbero tutti per Silvio. ah, se solo si potesse! ;-)
Vuoi vedere che il fido Emilio stasera ne parlerà?
Che tristezza. Dici sacrosante verità che mi rendono proprio triste, ma fai bene a dirle.
Sottoscrivo il post, anche se con qualche perplessità sul modello Zapatero.
a me Zapatero, dall’esterno, piace moltissimo. Ma la Spagna sarebbe comunque un Paese normale anche senza di lui. Non amo Aznar, ma è innegabile che per molti versi ha fatto un buon lavoro, e direi che ogni confronto col signor B. è improponibile. E la Spagna in 30 anni è arrivata ad avere una vera classe dirigente e una vera democrazia dell’alternanza, e noi in 60 anni invece no… sigh.
Olè, l’ha detto! ;-)
Emilio ne ha parlato?
al TG1 ne hanno parlato.
Il mio riferimento alla televisione era riferito solo alla frase sulla quale concordo in pieno: “un Paese lanciato a velocità folle verso un analfabetismo di ritorno figlio della televisione”.
Se in piena campagna eh? ;)
Ps.: Sui blog bisogna rispettare la parcondicio?
sono in campagna? per forza :)
bisogna rispettare la par condicio? spero di no ;-)
grande Milan, comunque, questa sera. Stasera si sono finalmente messi Istanbul è alle spalle.
Ho sentito solo i titoli di apertura dei TG e anche Fede ne ha subito parlato. Le cavolate che avrà detto poi però non le ho sentite.
In realtà il pentapartito era la cosa più lontana dalla democrazia che si possa immaginare, chiariamo, non che adesso questo bipolarismo sia poi cosi vicino alla democrazia ma almeno non si ha una spartizione del potere cosi squallida come nella Prima Repubblica.
Ipotizzo due modi di leggere le parole di Mieli.
– Il Corriere ha ammesso di essere a sinistra e ha perso la sua imparzialità. Ora è schierato è ha sposato un ideologia escludendo laltra.
– Il Corriere ha fatto unaanalisi e ha compiuto una scelta, senza addentrarsi nelle questioni ideologie ma pensando come un cliente che deve scegliere tra due prodotti concorrenti.
Ecco io ritengo che nel 2006, parlare di ideologie e paragonare la lotta destra-sinistra a quella fascismo-comunismo di sessantanni fa non abbia alcun senso. Per un motivo soprattutto. Oggi queste persone non rispecchiano alcuna ideologia.
Questo è un sistema che già ci costringe a scegliere tra persone da cui non ci sentiamo rappresentati, non diamogli il vantaggio di avere la certezza che noi voteremo a prescindere per unideologia più che per un progetto o per delle persone. Tanto lideologia non cè più. E forse è giusto cosi.
Magari prima o poi cercheranno di fare veramente quello che la gente vuole.
>Magari prima o poi cercheranno di fare veramente quello che la gente vuole.
solo se vi saranno costretti, imho.
e l’unico modo per costringerli è un sistema uninominale secco in cui in ogni collegio vince uno solo, e sarà anche bene che lavori bene e si faccia rieleggere, perchè la pensione la prenderà dopo 40 anni di lavoro come tutti gli altri. vi prego, qualcuno mi dia un pizzicotto, così la smetto di sognare.
Stavo proprio pensando di abbonarmi al corriere ma dopo l’editoriale di Mieli, sapendo di acquistare un quotidiano ormai di sinistra, penso che opterò per un giornale differente.
Liberissimo di abbonarsi a un altro giornale, ovviamente. Magari al Foglio di Ferrara o a Libero di Feltri, giornali liberisti finanziati coi soldi dello Stato… [link]
Credo che l’articolo di Mieli sia coraggioso indipendentemente dai contenuti, riprende un giornalismo anglosassone molto pragmatico che sceglie e si schiera per una parte politica, ma non in modo ideologico. Probabilmente lo stesso giornale potrebbe in futuro schierarsi per la parte avversa.
E’ il principio dell’alternanza. Nelle democrazie mature, gli elettori scelgono in base ai programmi, come se si selezionano i fornitori. Se ci fosse più concorrenza e meno incrostazioni ideologiche, i diversi schieramenti non prenderebbero nulla per scontato e dovrebbero lottare per convincere ogni singolo elettore.