Leggo in un comunicato sui Rich Media che grazie a questi formati…
Si stimola la memorizzazione del messaggio attraverso un gioco e/o un suono (e quindi ad una azione diretta sullo spot), in grado di generare emozioni e affascinare l’utente.
Non vi ricorda quegli studi di etologia con le scimmie e i babbuini?
Davvero pensano di “generare emozioni” e di “affascinare” qualcuno?
Ovviamente,
Coinvolgendo il babbuino (no, loro dicono: il visitatore) in video o giochi, si rafforza l’immagine positiva di un certo brand.
Certo, non ho nessun dubbio: noi babbuini amiamo molto i giochi, suoni e colori!
Ma la cosa (ancor) più sconvolgente, secondo me, è il nome, rich media. Il giorno in cui capiranno che la ricchezza del Web è altrove, e che vi è una ricchezza infinitamente maggiore nelle semplici parole che le persone comuni si scambiano online, forse potranno provare a rimettersi in carreggiata. Garantito: in questo mare magnum di persone che non hanno capito un cazzo di quello che sta succedendo online, chi avrà le palle per provare a fare qualcosa di diverso e di intelligente avrà davvero un first mover advantage!
