In the dime stores and bus stations
People talk of situations,
Read books, repeat quotations
Draw conclusions on their blogs (was: on the wall)– Bob Dylan, Love Minus Zero / No Limit
Social
Dicono – ma io non ci credo
I media dicono, con un’insistenza che secondo me non può che essere sospetta, che facebook in Italia si è fatto da solo, è diventato un fenomeno di costume incredibile senza che i media stessi abbiano avuto alcun ruolo in tutto ciò.
Io non ci credo. Una settimana fa ho sentito Radio 101 che, la sera, ha snocciolato i dati di facebook, non fermandosi a quelli degli utenti, ma raccontando quanti utenti unici, quante pagine viste, forse anche cosa si può fare a livello pubblicitario.
Per me era il segnale inequivocabile che si è passati alla seconda fase della più grande e riuscita campagna di PR della storia di Internet: dopo averlo reso un grande successo, ora dovete aiutarci a vendere facebook agli inserzionisti pubblicitari.
Una campagna PR secondo me da diversi milioni di Euro all’anno per la sola Italia, con numeri eclatanti, tipo il libro su facebook de Il Sole24ore, addirittura, e adesso un servizio strepitoso sul nuovo Wired Italia, con tutte le pagine brandizzate.
E che dire? Se fai 6 milioni di iscritti in 6 mesi, siete bravissimi.
Social Networks
There are no such things as “social networks”. There’s Facebook.
When was the last time you logged in to Friendster, Bebo or Orkut?
And what is “social media”? Is it what social networks become once
you have to try to monetize them by sticking ads all over the place?
Corporate twittering…
L’azienda x è leader di mercato…
L’azienda x presenta il nuovo modello di SUV
L’azienda x inaugura un concept-store a Roma
Il titolo dell’azienda x sale ancora in borsa
Non so perché, ma mi sembra abbia senso, che le aziende sono abituate a conversare in 140 caratteri quando va bene, e spesso anche molti di meno…
