A un anno dai moti di piazza di Tehran, finalmente Foreign Policy ha il coraggio di dirlo: la Twitter Revolution iraniana fu un falso storico.
But it is time to get Twitter’s role in the events in Iran right. Simply put: There was no Twitter Revolution inside Iran. As Mehdi Yahyanejad, the manager of “Balatarin,” one of the Internet’s most popular Farsi-language websites, told the Washington Post last June, Twitter’s impact inside Iran is nil. “Here [in the United States], there is lots of buzz,” he said. “But once you look, you see most of it are Americans tweeting among themselves.”
E’ nuova, questa cosa delle cosiddette avanguardie in campo tecnologico che parlano addosso solo fra di loro, vero? Una balla, un colossale abbaglio di quelli che si prendono volentieri, quando si vuole vedere il futuro a ogni costo.
Western journalists who couldn’t reach — or didn’t bother reaching? — people on the ground in Iran simply scrolled through the English-language tweets posted with tag #iranelection. Through it all, no one seemed to wonder why people trying to coordinate protests in Iran would be writing in any language other than Farsi.

Verissimo Max! Quello che segnali non è altro che l'ennesima riprova di come tutto il sistema dell'informazione sia andato in pappa in questi ultimi anni. L'altro giorno mi son dovuto sorbire un giornalista della CNN che spiegava quanto fosse figo seguire le partite del mondiale su Twitter… persino meglio che vedersele comodamente in poltrona sorseggiando una bella birrozza fresca!
Sull'Iran poi il discorso sarebbe davvero lunghissimo. L'immagine che se ne ha in occidente è totalmente distorta e allora vada anche per i patetici tentativi di fomentare una presunta rivolta, contro un "regime", che in realtà è amatissimo dal suo popolo, quello rurale, quello vero, quello che poi conta quando si tratta di votare… una volta anche noi questa la chiamavamo democrazia.
cmq non è solo twitter, ma anche la democrazia a essere sopravvalutata.
Il regime iraniano amato in campagna, come dici giustamente tu, Thaksin Shinawatra amato in campagna in Tailandia, le frange più islamiste amate in Turchia un po' ovunque tranne che a Istanbul (più esercito, università e magistratura), il Nano amato in Italia…
siamo seri: non va mica necessariamente bene per tutti i popoli, sta democrazia.
Non so quella iraniana ma la "rivoluzione" dei giovani moldavi in seguito alle elezioni politiche dell'anno scorso è stata effettivamente coordinata via SMS e social network (twitter incluso) almeno per le sue prime giornate.
Effettivamente io avevo scoperto questa rivolta per lo più ignorata dai media europei (anche se in qualche modo è stata coperta da quelli americani) attraverso uno status su Facebook di una amica che abita a Chisinau.
Effettivamente durante i giorni della rivolta l'unica fonte di informazione era unimedia.info dove venivano ripubblicati tradotti gli status, sms, mandati dalla piazza e le foto e i filmati caricati su internet direttamente di cellulari.
Non ci vedo nulla di clamoroso comunque: semplicemente evoluzione.
Ne ho scritto qui: http://www.kromeboy.net/archivio/rivolte-a-chisin…