Democrazia Renziana

Viviamo in una fase di dittatura o pre-dittatura che in confronto il berlusconismo era quanto si auguravano i padri costituenti. Tutto quello che la cosiddetta “sinistra” non lasciava passare a Berlusconi, ora lo sta facendo il bimbominchia di Rignano sull’Arno.

Legge elettorale truffa; peggioramento del diritto del lavoro; stravolgimento della Costituzione; compravendita di parlamentari. E non è finta qui: occupazione della televisione pubblica peggio che ai tempi di Berlusconi; giornalisti che plaudono invece di fare domande; abuso delle dichiarazioni a cui quasi mai seguono i fatti, ben peggio del “Fatto!” del primo Berlusconi che venne tanto preso in giro; un giorno dice una cosa, tipo “siamo d’accordo con Tsipras”, e il giorno dopo dice la cosa opposta, e nessuno dice niente.

Twitter usato come se fosse l’Istituto Luce; veline o supposte tali al governo, ma meno belle e altrettanto sciape di quelle di Berlusconi; abuso del decreto-legge. Politica intesa come potere e nient’altro, promozioni e incarichi a chi appoggia la linea di Renzi, o promozioni per levarsi di torno critici scomodi, come nel caso di Tito Boeri. Politica come puro scambio, con favori o dispetti alle aziende del Condannato in cambio dell’appoggio ai diktat politici del Bimbominchia. E tutti zitti. Nessun girotondo, nessun giornale di sinistra che lo attachi, niente scioperi, niente sindacati di traverso. Nulla. Anzi, tutti in piedi ad applaudire quanto è spregiudicato e quanto ha fatto fesso l’uno o l’altro. I pochissimi che si oppongono, è noto, sono o dei professoroni, o dei rosiconi, o dei gufi.