Abbiamo degli utenti molto fidelizzati, gongola il marketing manager. L’80% dei nostri utenti sono utenti che ritornano. Bravo idiota, vuol dire che il tuo sito è indicizzato proprio male sui motori di ricerca! Se vuoi arrivare al 90%, fai il sito in Flash, così poi sui motori non ti trova proprio più nessuno e quelli che tornano saranno solo gli amici tuoi…
Dire che l’80% dei tuoi utenti sono utenti che ritornano è ben diverso da dire che l’80% dei tuoi utenti ritornano, su questo siamo d’accordo, vero? Che se no hanno ragione i Fini, Buttiglione, Casini, quelli che dicono che il 90% di coloro che si bucano si sono fatti una canna. E (quasi) il 100% di essi hanno due occhi, due gambe e due braccia! ;-)
Quindi, aiutatemi : quali sono gli strumenti per isolare i due diversi dati su Google Analytics?
24 Responses
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:))
mi stai dicendo che è meglio se torno a parlare di calcio e di figa, come al solito? ;-)
provo a capire anch’io, perchè è interessante (a volte anche se non parli di figa o calcio sai essere interessante).
allora:
ottimizzazione marketing -> rendimento segmento visitatori -> nuovi e di ritorno
cliccando sulle 2 freccette accando (sx) a “Visitatori di ritorno” e poi su “rendimento cross-segment” e poi su “sorgente”, puoi vedere da dove provengono quelli che tornano sul tuo sito.
resta da interpretare i dati della sorgente. se tornano da te attraverso google, hai vinto?
era questo che volevi sapere?
no, non è quello che volevo, ma facciamo finta di nulla, che anche qui ci sono cose che non mi convincono. prendiamo dotcoma (ottobre 2006)
1/3 dei miei “returning visitors” arrivano DGTando http://www.dotcoma...
e 1/6 arrivano da google (spero pochi cercando “dotcoma” su google!)
Ma ciò che non mi convince sono i “nuovi”. Come è possibile che 1/5 dei miei “nuovi” visitatori arrivi digitando http://www.dotcoma.it, visto che non è ancora partita la mia campagna pubblicitaria su canale5 ?
(che voi che eliminate i cookie in teoria dovreste essere gli stessi che mi leggono via feed, o no ?)
Max, da noi gli utenti che arrivano da google digitanto http://www.chatta.it sono molti di più (in %) dei tuoi.
Ora la tua utenza è sicuramente più “avanzata” della nostra (non ho dubbi), ma moltissime persone iniziano a navigare partendo dal motore di ricerca ed utilizzando la box di ricerca come se fosse la barra dell’indirizzo del browser. Da qui il risultato che ti trovi poi in Analytics.
In rete avevo trovato un po’ di questi studi con dati “imbarazzanti” per quanto riguarda la internet usability del navigatore medio.
“There are three kinds of lies: lies, damned lies, and statistics”
– Benjamin Disraeli –
Ciao Marco, non ho dubbi che voi abbiate una percentuale molto maggiore, sul totale delle keyword con cui venite trovati su Google, di persone che usano la keyword “chatta.it” in Google rispetto a quante non ne abbia io che mettono “dotcoma.it” in Google (stiamo parlando dei pirla che lo scrivono su Google o nella toolbar invece che nel browser). Non ne ho dubbi per almeno due motivi: 1)perchè voi avete più niubbi di dotcoma 2)perchè dotcoma è indicizzato meglio su google ;-) – e quindi esce anche per altre parole, il che fa scendere la percentuale di quelli che cercano “il brand”. Ecco i numeri: “dot coma” è la 22esima keyword più usata, e “causa” 32 visite; “dotcoma.it” è la 39esima, con 17 visite; e “www.dotcoma.it” è la 40esima, con altre 17. In totale, fanno 66 visite, meno dell’1% di quelle che sono arrivate grazie a Google questo mese di ottobre.
Però, di nuovo, stiamo non capendoci. Ultimo paragrafo del mio commento: io stento a credere che 1/5 dei miei “nuovi” visitatori – “nuovi”come definiti dal percorso segnalato da Alberto – mettano http://www.dotcoma.it NEL BROWSER (quelli che mettono “dot coma” o “dotcoma.it” in Google sono poca roba, come abbiamo visto sopra). Voglio dire, se sono NUOVI, come fanno a conoscere la mia url?
non è che è tutta colpa del google.co.ma? :D
Magari leggono il nome del sito sul blog di qualcuno che, come repubblica, scrive il nome del blog ma non ti linka nemmeno a morire, chè poi perdono pagerank… tsk
Nemmeno io credo a questa ipotesi più di tanto.. ;)
Per capire meglio sarebbe utile sapere che rapporto di grandezze c’è tra il totale dei “nuovi” e quello dei visitatori di ritorno.
Se restiamo all’ipotesi 80/20, allora, fatte 1000 le visite di Ottobre, ci sarebbero 40 (1/5 di 200) nuovi visitatori che arrivano digitando “dotcoma.it” direttamente nel browser.
Secondo me ,IMVHO, e sempre se i numeri da me ipotizzati non sono troppo distanti dal reale, tu fai l’errore di concentrarti su quell’1/5, tralasciando di considerare che 40 è solo il 5% dei tuoi 800 visitatori di ritorno, il 4% del totale.
Vale a dire che se i tuoi visitatori abituali (gli 800) ti visitano dal computer di un collega (amico, moglie, internet cafè, pc nuovo o appena formattato ecc.) una volta su 20, questo basterebbe da solo a spiegare il fenomeno. Un visitatore abituale che si trova ad usare un computer non suo, e quindi senza bookmarks, è il tipico indiziato del comportamento che descrivi.1 su 20, mi rendo conto, è un valore piuttosto elevato: piu’ verosimilmente ci saranno alcuni nuovi visitatori che leggono il tuo indirizzo su carta (libri, giornali?) e altri che lo trovano web ma senza link (soprattutto nei forum gli url senza link sono molto frequenti).
Quindi, credo che ci sia una percentuale fisiologica di “falsi nuovi utenti” che dipende direttamente dal numero di visitatori abituali.
My 2 cents
LLoyd
Ciao Lloyd, complimenti – e grazie! – per il tuo tentativo, la tua analisi e l’ipotesi molto ben ragionata che fai (mica come Alberto che ha scritto la prima cosa che gli è passata per la testa! ;-)
Malheureusement, però, come dicono i francesi, l’è minga inscì (non è così). Ovvero: fatti mille i miei visitatori di ottobre, solo 427 sono di ritorno, mentre 573 sono nuovi, perché io non sono come il marketing manager idiota di cui parlavo nel post – dotcoma è messo discretamente su Google :-)
Quindi, 1/5 di quelli nuovi che digitano dot coma o http://www.dotcoma.it o simile nel browser vuol dire 114 circa, ovvero dovremmo avere più di 1 persona su 3 che mi conosce ma usa il computer del collega, della moglie etc, visto che quelli di ritorno sono 427 e non 800 il che non può essere.
il mistero rimane.
returning visitor = numero di visitatori (tra quelli unici) che tornano sul sito. Viene calcolato attraverso cookie (che scadono) e weblogs (su google analytics e tanti counter gratuiti, il log e’ limitato)
quindi alcuni dei nuovi probabilmente non sono in realta’ nuovi (ma e’ scaduto il cookie oppure sono uscita dal log).
ovviamente alcuni come fa notare lloyd magari usano pc (=ip) diversi (oppure usano reti che assegnano diverse ip).
rapport 80/20 = sono tutti tuoi amici. concordo con l’ipotesi ;)
infine, strano, e stupisce anche me, ma sono tanti quelli che arrivano a un sito digitando la url in google…
ce l’avevo con l’altro Alberto, non con te! ;-)
certo, cookie che scadono e gente che usa altri computer e gente che legge http://www.dotcoma.it sul Magazine del Corriere (ehi, grazie!) epoi viene sul web a fare http://www.dotcoma... Ma i numeri sono troppo grandi, secondo me. Su mille visitatori, 119 (conto esatto) secondo Google Analytics sono dei “nuovi” visitatori che però arrivano a me digitando in modo corretto l’url nel browser. Stiamo parlando di oltre 2000 persone il solo mese di ottobre. Sembra davvero che io abbia fatto pubblicità su canale5 come ai bei tempi…
:)
Non soi poi cosi’ tanti, il 12%. Secondo me non sono visitatori nuovi, solo che il weblog di analytics si aggiorna ogni “X” vistatori. Tu hai molti visitatori quindi si aggiorna spesso ;)
davvero si aggiorna e cancella tutto ogni “x” visitatori? Ma “x” quanti ?
Dipende dal sito: Google Analytics se non erro funziona per “active date range” quindi aggiorna i log ogni 5 giorni. StatCounter e MyBlog Community ha log dettagliati per 100 visitatori.
A cio’ aggiungi che i cookie scadono, quindi i dati relativi ad utenti nuovi e returning effettivi sono sicuramente diversi da quelli visualizzati.
Massimo grazie a te, il dilemma che poni è molto interessante.
In effetti numeri del genere non mi sembrano compatibili con la mia ipotesi. Ci dev’essere qualcos’altro. Anch’io pensavo alle sessioni scadute ma poi ho trovato questo che, se non ho frainteso (probabile) sembrerebbe escludere anche tale possibilità.
(Va a finire che i tuoi “nuovi” sono davvero tali ed è tutto un word of mouth…)
Passaggio 3: Registrazione delle informazioni su campagna e attività utente
Google Analytics legge il cookie first-party del client, aggiornando i dati di monitoraggio dell’utente. Ad esempio, se si tratta della prima visita dell’utente al tuo sito, il codice di monitoraggio aggiungerà le informazioni sul monitoraggio al cookie. Se l’utente ha in precedenza già trovato e visitato il tuo sito, il codice di monitoraggio aumenterà il contatore di sessione nel cookie. ****Indipendentemente dal numero di sessioni o dal tempo è trascorso****, Google Analytics “ricorda” il referral originale. Questo dà la possibilità ad Analytics di effettuare un vero monitoraggio multisessione.
Da:
http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=27253&query=cookie&topic=&type=
Saluti LLoyd
Ciao LLoyd,
stavolta non sono sicuro di capire cosa vuoi dire. Per caso dici, al contrario di quanto sostiene Alberto, che Analytics è un mastino e non perde mai nessun dato e che quindi ho davvero un 12% delle mie visite totali che arrivano da un autentico word of mouth fra colleghi o amici o fidanzati che si passano la buona novella… “vai su http://www.dotcoma.it, nonte ne pentirai!” ?
Esattamente. Solo che, piu’ che dirlo io, mi pare che lo dica Google stessa nel tutorial di analytics, come da link nel mio commento precedente.
Chiedevo appunto conferma a qualcuno piu’ esperto che la mia interpretazione fosse corretta.
Se così fosse, non ti rimarrebbe che andare a monitorare gli aperitivi in Ticinese per avere un analisi piu’ dettagliata dei tuoi referrals :) ma potresti comunque bearti del fatto che tutti (o quasi:c’è sempre da considerare chi cancella regolarmente i cookie) i tuoi visitatori nuovi siano genuinamente tali.
Ti assumo, prepariamo un comunicato stampa e poi mettiamo giù i piani per l’IPO!
ciao sono Alberto, quello che dice la prima cosa che gli passa per la testa.
dopo 2 giorni (e notti) a pensarci bene, non ho ancora capito il senso della frase:
“Dire che l80% dei tuoi utenti sono utenti che ritornano è ben diverso da dire che l80% dei tuoi utenti ritornano, vero?”
credo infatti che si tratti di una tautologia, o di un paradosso, insomma, ci siamo capiti, vero?
o forse è solo un problema in termini di assoluto/relativo.
oppure un problema di intenzioni, ovvero: quanti utenti decidono deliberatamente di ritornare e quindi possono considerarsi veri utenti che ritornano (consapevoli), e non semplici utenti di ritorno (casuali).
va beh, lo ammetto, questa è la seconda cosa che mi è passata per la testa.
la terza è che forse, maybe, c’è un errore in GA. oppure che il filtro della sorgente sui ritorni non ha molto senso.
insomma, basta o ne vuoi altre?
Alberto, voti Fini ?
Allora: diciamo che ci sono solo due fonti di traffico: Google e “quelli che fanno http://www.azienda-x.it“. Se non fai pubblicità offline da nessuna parte o se non esci su articoli sui giornali etc (per quello che portano, in termini di traffico), questi ultimi sono tutti “utenti che ritornano”, gente che ti ha conosciuto tempo fa, anche con Google, certamente, e oggi torna sul tuo sito facendo http://www.etc.
Oggi fai 100 visitatori: 80 di questi sono utenti che fanno http://www.azienda-x.it sul loro browser; 20, invece, arrivano da una ricerca fatta con Google. Oggi, l’80% dei tuoi utenti di oggi (80, quindi) sono “utenti che ritornano”. Ma quanti dei tuoi (100) utenti di oggi ritorneranno in futuro da te?
Perchè avere, su 100 utenti di oggi, 80 utenti che sono ritornati e solo 20 che arrivano da Google vuol dire, imho, che il tuo sito è indicizzato male; di più, quegli 80 che sono ritornati oggi potrebbero essere tanti – se in tutta la sua vita il tuo sito ha fatto solo 80 visitatori, il 100% è ritornato oggi! – ma anche molto pochi, se il tuo sito il mese scorso ha fatto un milione di visitatori!
In altre parole, “i numeri parlano da soli” solo a chi li sta ad ascoltare senza spirito critico :-)
del doman non v’è certezza, per tutto il resto c’è GA. e cmq non è un discorso che finisce qua, ne parlerem al barcamp di turìn, for sure.
un programma di statistiche serio, quale io ritengo Analytics, non mette un cookie da tre soldi. normalmente i cookie traccianti per i returning hanno scadenza ALMENO decennale, se non trentennale. questo per piazzarlo una volta e non pensarci più, e se non viene cancellato traccia “per sempre”.
secondo: gli aggregatori. gli aggregatori desktop non hanno user agent, o ce l’hanno ma normalmente si possono impostare per aprire i link nel browser. la prima volta che vengo a sapere dell’esistenza di dotcoma è probabilmente da un altro post. se cliccassi da un sito, o da un aggregatore online, genererei un referrer. se lo faccio da un aggregatore desktop, e mi parte firefox, no. a tutti gli effetti faccio una visita diretta.
il discorso che fai nell’ultimo commento è giusto in linea di massima. dipende che tipo di sito trattiamo. se l’obiettivo è incamerare visite “mordi e fuggi”, magari per i click su adsense, è giusto avere molti NEW e pochi RETURNING. un sito posizionato bene come il tuo è in questa situazione. un sito che invece propone servizi e fidelizza l’utente avrà tanti RETURNING, a prescindere dalla percentuale di NEW. Quindi in generale la percentuale di NEW/returning non è indice di un bel niente, per il posizionamento del sito su Google :)