Ogni cosa, in questo Paese, che siano le “piste ciclabili” (Maran, Pisapia) o la rivoluzione proletaria (da Togliatti a Vendola) o la rivoluzione liberale e il taglio delle tasse (Berlusconi) o la “Padania” (Bossi & co) o il mitico, immaginifico conflitto di interessi (vero, caro PD?) o i diritti civili (che vanno concessi, forse, ma di sicuro piano, vero, Bindi?) viene promessa e poi mai mantenuta.
La cosa più interessante, forse, é che di solito si promette ciò che non è realizzabile, tipo la rivoluzione proletaria in un Paese che aveva basi NATO, o “la Padania” quando invece si sarebbero potute avere n province autonome come Trento e Bolzano. E non è un caso, ma un preciso disegno. In modo che poi si possa ripromettere una seconda e una terza e una quarta volta la stessa cosa. I problemi non vanno mai risolti. Bisogna solo aizzare la gente, farla incazzare, farla dividere e litigare, e poi passare alla cassa, riscuotere i voti e riposare le ignobili terga sulle comode poltrone, e se si è in alto abbastanza andare in tivù in quella specie di Grande Fratello che dura da 20 anni con Floris o chi c’era prima di lui. E poi ripetere la cosa all’infinito, in una specie di Groundhog Day italiano.
