Sì, sì, certo: un forum duepuntozero, ci mancherebbe. Non solo non è un motore di ricerca o un comparatore di prezzi, che sanno che stai cercando un certo prodotto. Non è neppure un sito di recensioni sui prodotti; o un giornale o un portale dove uno va una volta al giorno a leggere due notizie o a fare quelle due o tre cose. E’ un forum, una bacheca, un posto dove vai a vedere le foto dei gatti o dei figli dei tuoi amici. Insomma, è un posto di gente che, in media, non ha un cazzo da fare, tipo il muretto o il bar del paese. E’ per questo che, indipendentemente da tutte le etichette del cazzo, web2.0 o altro, non rende da un punto di vista pubblicitario. Già la pubblicità sul web, lo sappiamo, è scesa a tassi di click così bassi, tipo 1 su mille, che lo IAB, lo Interactive Advertising Bureau, da anni chiaramente un evento di Serie B sulla pubblicità online rispetto agli eventi di Google, dovrebbe cambiare nome. Dove è questa “interattività”, quando non clicca nessuno e metà di quelli che cliccano lo fanno per sbaglio? Sarà anche 2.0, se vogliamo fare i modaioli o quelli un po’ retro, ormai, il modo in cui vengono “prodotti i contenuti” – che come chiaro da questa locuzione altro non sono se non esca per attrarre gonzi che poi si sorbiranno la pubblicità. Ma il modo in cui fanno soldi è sempre lo stesso. Pubblicità. Pubblicità che, a giudicare dai tassi di click, 1 su dieci mila impression, interessa un decimo di quel poco che interessa a chi la vede sui portali. Perchè vedi, ti dò un’altra brutta notizia: a nessuno interessa la pubblicità. Una pubblicità su un milione è geniale, e le altre sono una rottura di cazzo. C’est la vie. E sui “social network”, ormai chiamati “social media” perchè vi bisogna fare pubblicità, alla gente interessa interagire con altra gente. Con gli amici, gli amici degli amici, le cazzate che scrivono e le foto dei loro figli e dei loro gatti. E’ gente strana, la gente. Non con la tua pubblicità, Mr. Marketer. E tanto meno vuole “interagire” con pagine aziendali su Facebook piene delle stesse cazzate che mandate fuori come comunicati stampa. Bene: Facebook fa gli stessi incassi di Yahoo con dieci o dodici volte il monte-impression. Per qualche strano motivo, FB vale ancora due volte e mezzo YHOO in Borsa. Insomma, c’è ancora spazio per scendere.
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Quello che secondo me non si è capito è che la pubblicità, molto semplicemente, è "rumore di fondo", più tecnicamente "rumore bianco" (cfr. wikipedia).
Se la trovo in radio, cambio stazione, se mi capita in televisione, cambio canale (anche perché ormai il volume delle pubblicità è quasi doppio rispetto alla trasmissione che si sta guardando).
Se invece mi capita sul web, non la guardo, l'occhio proprio non va a cercarla, se invece è un popup o un layer cerco solo il tasto close, il più velocemente possibile, nemmeno mi interessa sapere cos'hanno da offrire, sempre che non l'abbia già bloccata adBlock tra l'altro.
Il nodo è tutto lì, alla gente, della pubblicità, non frega un cazzo! :)
In ogni caso, che sia un sito per voyeur lo dico da anni, così come dico che il livello dei contenuti sia asintotico allo zero, come per la quasi stragrande maggioranza di questi siti che vivono di "user generated content", o come preferisco chiamarli io, data entry gratuiti, mi fa anche profondamente defecare il concetto di questa gente che va lì a mercificare sé stessa per far vedere agli altri "guarda che vita cool che faccio".
E' tutta fuffa da neweconomy, ormai diventata oldeconomy, ci sono ancora i bean counters che si divertono a calcolare valori di capitalizzazione in base a quello che un'azienda potrebbe valere, invece del valore corrente. Futures? Short? Leverage? FB è solo un prodotto di finanza, e come gli ultimi anni ci hanno mostrato, questi prodotti erano solo aria fritta.
Non riesco neanche a immaginare la vita senza adblock. Lascio ok solo Google e reddit. Il resto, blocco tutto. La pubblicità su FB, tra l'altro, sembra quella della Settimana Enigmistica, tipo gli occhiali magici per vedere attraverso le gonne. Sulla tv, non lo so. Io quasi non so cos'è la tv, ma non sono sicuro di quanti cambiano canale per non sentire la pubblicità vs quanti lo fanno. Tu hai dati (relativamente) sicuri in proposito? Per il resto: FB's IPO is a Ponzi scheme!
Dati sulla pubblicità in tv non ne ho, mi baso su ciò che vedo fare agli altri, che faccio io (le rare volte che l'accendo) oppure che sento raccontare da amici o colleghi. A mio parere sarebbe anche difficile trovare una metrica precisa, infatti c'è chi cambia canale, chi si mette a spulciare il telefono, chi si alza per aprire il frigo, chi si mette a fare due chiacchere, ci sarebbe da impazzire per misurare tutte le casistiche al fine di capire chi effettivamente ha guardato una pubblicità.
Io però sono un amante degli esempi semplici, la dimostrazione empirica per me è quasi sempre la più attendibile, infatti basta pensare ai tempi del videoregistratore, tu hai mai guardato la pubblicità con un film registrato? Oggi ci sono i decoder che registrano su disco fisso, io non ce l'ho ma ho amici che lo usano e tra i vantaggi dicono chiaramente "così salto la pubblicità", possibile che nessuno che campa di questo mestiere abbia mai fatto questo semplice conto? Insomma, non basta mica sbattere la faccia del testimonial estero (mamma mia le pubblicità con Banderas!!!) piuttosto che lo stacchetto durante "chi vuole essere millionario", tutti sanno che uno non ha mai mangiato le fette del mulino bianco e che il grassone non mangia il riso scotti. Guardo anche poca tv estera ormai ma sarebbe curioso sapere se queste abitudini ci sono anche fuori, gli esempi sopra mi sembrano così terribilmente italici, quindi retrogradi.
Non lo so.
Per quanto riguarda TiVo e compagnia, ho recuperato questo…
http://www.journals.marketingpower.com/doi/abs/10…
Sempre TiVo:
http://articles.latimes.com/2003/jun/02/business/…
Io resto molto scettico sul fatto che molta gente guardi la pubblicità quando può farne a meno.
Sarebbe interessante vedere i dati che TiVo ha poi dato agli inserzionisti, anche se di 9 anni fa. Io ho la sensazione che sia pieno di gente che ha TiVo o simili ma che la tivù la guarda ancora come una volta, sì, certo andando in bagno o da un'altra parte durante metà delle pubblicità, ma fregandosene di eliminarla, e guardando spesso e volentieri quello che danno in tivù al momento.
Vorrei proporvi una osservazione che ho fatto questo mese riguardo a quanto potrebbe funzionare una campagna pubblicitaria tradizionale in particolare televisiva rivolta al grande pubblico.
L'ENI è stata la prima compagnia a fare dei grossi sconti nel weekend abbinati ad una martellante campagna televisiva.
Durante la prima settimana della operazione e così anche in diverse settimane successive altre compagnie come ad esempio Esso sono arrivate a praticare sconti ancora più alti di quelli proposti da Eni.
Stranamente però andando in giro nel weekend mi sono accorto che Eni aveva delle code "sovietiche" mentre Esso che praticava un prezzo più basso non aveva molti più clienti del normale.
Naturalmente tutte queste sono osservazioni casuali ma penso sarebbe interessante se si riuscisse a vedere qualche numero concreto.
Giusta osservazione. D'altronde, dire che "la pubblicità in tivù non funziona" magari fa figo, ma è una cazzata. Dipende per che prodotti, che obiettivi ha e come viene fatta. Per ENI, o per i detersivi che lavano più bianco, o le acque minerali che ti fanno diventare una figa, la tivù è perfetta.
Ma per dire, l'Imodium, vende di più con le campagne pubblicitarie in tv? A me fanno riderissimo, tipo la donna in coda che si contorce le budella e parte la voce fuori campo con "quando la diarrea ti sorprende…".
Ma ha senso che un prodotto così radicato faccia pubblicità? Voglio dire, se ho la diarrea non mi viene neanche in mente di dire al farmacista "mi dii(cit.) qualcosa per la diarrea", io vado, anche di corsa, a chiedere 1kg di Imodium.
Che poi ENI una domenica ti dica "facciamo ripartire l'Italia" ma quando rientri ti trovi la benzina a due eurodollari al litro non è che faccia bene all'immgine dell'azienda, che come tutti i petrolieri credo siano considerati peggio del mostro di Marcinelle.
Se poi le code da ENI erano molto più grandi che da altri con più sconto per significa solo che la massa di pecoroni va dove dice la tivù senza nemmeno leggere i prezzi esposti dal distributore, obbligatori per legge.
Ma è proprio quello il punto. Il mondo è una massa di pecoroni.
La sublime pubblicità dell'Imodium – se la diarrea ti sorprende mentre sei in farmacia, l'imodium al limite riuscirà a non farti cagare addosso la *prossima* volta…