San Paolo

San Paolo, quando atterri di notte, sembra la città di Blade Runner.

Centinaia e centinaia di grattacieli, scritte luminose, fiumi di luce proiettati dalle macchine che intasano le strade… la prima volta, ti toglie il respiro.

San Paolo. 17 milioni di abitanti, il cuore pulsante dell’America Latina. Una città dove alle 4 di mattina puoi mangiare un sushi, comprare un libro o un vestito, andare al cinema. Una città dove è così normale passare due ore chiusi in macchina, sempre in fila, che nessuno si lamenta più del traffico. Una città dove i sapori coloniali convivono con la modernità più sfrenata. Una città che potrebbe essere Milano, se Milano non fosse un triste capoluogo di provincia.
San Paolo. In un certo senso, la città più grande d’Italia: oltre 4 milioni di persone discendono direttamente da emigrati italiani.
Passi un paio di giorni a San Paolo, tra una riunione e l’altra, ceni in ristoranti bellissimi, ovunque donne stupende.
Ognuno qui appena ti incontra ti dà il suo biglietto da visita e sembra sul punto di correre via per una riunione, ma alla fine si ferma per una caipirinha.
Poi riparti per Rio, e mentre ti avvicini all’aeroporto Santos Dumont, planando sull’acqua fino all’ultimo momento e con il Pan d’Azucar nel finestrino, pensi che questo è proprio il paese più meraviglioso del mondo.

7 Responses

  1. Massimo Moruzzi 14 April, 2005 / 09:36

    tem muita saudade! Hai avuto anche tu la sensazione di essere in Italia, guardando i visi delle persone a Sao Paulo? a me è successo a Paraty, bellissima cittadina coloniale e località turistica a metà strada fra Rio e Sao Paulo, ma strapiena di turisti Paulisti. Tratti che sembrava proprio di essere in Italia come non mi era mai capitato in nessun altro Paese, un ristorante dove appena hanno saputo che ero italiano mi hanno portato l’aceto balsamico di Modena (giuro!) e sì, tante bellissime donne biondo-tropicali (e anche tante bellezze non bionde, e tante bellezze non bianche). Giordano, dì un po’: sei ancora dell’idea di tornare in italia o no? :-)

  2. paulista 14 April, 2005 / 10:38

    e qualche foto non ce la metti? facci sognare fino in fondo, no???

  3. Giuseppe Mazza 14 April, 2005 / 10:39

    Gli italiani ed i loro discendenti sono ovunque, nel mondo? E soprattutto: quanti sono?

  4. Massimo Moruzzi 14 April, 2005 / 10:47

    sì, Giuseppe. e… al tempo stesso, no. Sono stato a NYC e a Boston e quand’ero più piccolo anche a Toronto in varie zone “italiane” e non mi ci sono “trovato”, per nulla e da nessunissimo punto di vista – neanche quello “etnico” e dei visi, devo dire. L’ultima volta, a NYC nel 2000 a Staten Island, ero disgustato da bandiere di Forza Italia (e non c’erano neanche i Mondiali). da piccolo, ricordo i miei erano disgustati da busti di Mussolini et similia… Le Little italy imho sembrano più che altro delle parodie di quella che era l’Italia – o il Sud del Paese – ormai quasi un secolo fa. Per quel poco che ho visto io, in Brasile è diverso. Questi sembrano italiani nei tratti ma si sentono brasiliani al 100% – d’altronde, dio ha creato il Brasile e poi il resto del mondo! – e al limite ci saranno busti di Ayrton Senna :-) (anche se a dire il vero non ho mai visitato Sao Paulo, e non so neanche se c’è a Sao Paulo una Little Italy)

  5. Giordano 14 April, 2005 / 13:18

    @massimo: sempre meno… vedremo che succede, ma resterei volentieri…

  6. Giuseppe Mazza 14 April, 2005 / 14:32

    Su 190.it si vince un viaggio a Rio de Janeiro! Peccato non poter partecipare perché già iscritto… :-/

  7. Massimo Moruzzi 14 April, 2005 / 17:08

    Giordano, tu sei matto! Torna a Milano, che in Brasile le ragazze vanno in ufficio coi capelli bagnati… ;-)

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