“Col nostro CMS proprietario”

Ci sono ancora “web agency” – non so perché, ma l’espressione mi ha sempre fatto un po’ sorridere – che abbindolano le aziende magnificando le virtù del proprio “CMS proprietario”? Proprietà di chi, poi? Della web agency, appunto. E, più spesso che non, anche il sito diventa “proprietà” della web agency, gli unici che ci possano mettere le mani, cambiarlo etc, fino a quando, esasperata, l’azienda non deciderà di buttare tutto nel cesso e di rifare il sito ex novo con qualcun altro. E per l’Ecommerce? E’ finalmente arrivata l’ultima ora anche per i “software di Ecommerce proprietari”, grazie a Shopify?

29 Responses

  1. gluca 7 March, 2011 / 11:20

    più grazie a Magento, direi :)

  2. Massimo 7 March, 2011 / 11:42

    il wordpress dei software per l'ecommerce, insomma :)

  3. Lorenzo 7 March, 2011 / 13:05

    Il punto è un altro. Tu cosa vuoi avere dalla tua "web agency". Un risultato o una commodity? Se mi paghi per il risultato scelgo io la tecnologia.

    Viceversa se il cliente mi impone una tecnologia e vuole una commodity ha sbagliato porta. Non ha senso che venga da me. Faccia un suo reparto IT e faccia fare a loro. Per poi scoprire che è costato 10 volte tanto.

    Il web resta un luogo per creativi. Se mi tratti da operaio danneggi il tuo business.

    just my 2 cents.

  4. Massimo 7 March, 2011 / 13:26

    io voglio il risultato, ma il (mio) punto di vista é che il CMS o il motore di software di un sito Ecommerce oggi é una commodity.

    Secondo me ci sono – ci devono essere! – sviluppatori che sono ben contenti di lavorare a cose fantastiche, straordinarie e creative ma partendo da basi semplici, conosciute e standard. Che é poi il modello del software open source, e che vale, anche se con qualche limitazione, anche nel caso in cui io decidessi di usare uno standard che open source non è, tipo Shopify.

    Sul 10 volte più costoso, a me in questo momento sembra il contrario.

  5. Leo 7 March, 2011 / 13:29

    Lorenzo non ha tutti i torti. Molto spesso il progetto di un sito di ecommerce viene lasciato a gente che non capisce veramente *niente* di tecnologia, si ritrova così di colpo a fare il project manager di una realtà che va ben oltre le sue conoscenze, spesso anche oltre la sua intelligenza.

    Se poi l'azienda ha un reparto IT interno questo è spesso puntualmente ignorato, di solito per paura che il merito del progetto non vada tutto al PM del caso.

    Nel caso ci si rivolga ad un esterno e il committente non capisce $one_dick ci sta che lo sviluppatore usi la tecnologia che predilige, sua piuttosto che di altri. Se invece la tecnologia è uno dei requisiti del committente è tutt'altro discorso, ma richiede che la controparte abbia una minima idea di come funzioni il mondo reale.

  6. Massimo 7 March, 2011 / 13:40

    beh, ma ci sono vari gradi quanto a non capire $one_dick. Uno potrebbe anche non capire $one_dick o quasi di tecnologia, ma sapere benissimo quello che vuole o non vuole, e non volere a nessun costo un processo in cui i mezzi (la tecnologia) prendono il posto degli obiettivi (vendere).

    Tanto per parlare chiaro e preciso, vorrei capire, per dire, quanti CMS o quanti sistemi di Ecommerce proprietari, che solitamente costano molto di più in termini di tempo, di soldi, o di mal di testa, sono più seo-friendly, più user-friendly o più marketing-friendly di WordPress o di Shopify…

  7. Lorenzo 7 March, 2011 / 13:46

    @massimo i prezzi che hai visto ti fanno pensare che svilupparlo fuori costa la metà che svilupparlo all'interno? Spiega meglio questo punto che è interessante

    Per quanto riguarda open e standard ben venga. Se però tu non hai un IT a cosa ti serve? Vuoi cambiare fornitore in futuro??? Queste sono logiche di management che hanno senso su progetti very large. Per altro in questi casi vince sempre il tempo. Scelgo lo standard oggi e tra 5 anni sarà vetusto. Quindi era meglio puntare sulle persone. Solo che dopo 5 anni le ho perse tutte ….

    Non c'è storia nel mondo creativo contano le persone perchè tutte le altre variabili in gioco sono in continuo divenire.

    Infine se tu vuoi il risultato e mi tratti da commodity hai già perso. Devi avere un tuo staff IT o delle web agency di serie B ;)

  8. Massimo 7 March, 2011 / 14:08

    Non posso e non voglio fare nomi o andare nei dettagli, e faccio anche fatica a seguire il tuo ragionamento, Lorenzo. Non penso di potermi affidare a una web agency relativamente piccola, e i prezzi di quelle più grandi che forniscono o dicono di fornire soluzioni chiavi in mano sono alti, sì.

    Non parlo di ''sviluppare internamente'' un altro sistema proprietario, che non voglio, ma solo di far fare, esternamente e pagati bene ma in modo onesto, i lavori di grafica, customizzazione e se sarà possibile anche integrazione coi sistemi aziendali che mi potranno servire, se li vorremo.

    Per il resto, mi sembra di vederti cadere ancora in questo equivoco che mette al centro la tecnologia, quando mi parli di standard che fra 5 anni saranno vetusti. Fra 5 anni non mi interessa. 5 anni in questo campo è il lungo periodo, e nel lungo periodo siamo tutti morti, come disse una volta Keynes.

    Io parlo di standard, o, meglio ancora, di ''basi'', che potrebbero essere Shopify o Magenta o altre, che sono valide oggi e che possono servire, oggi, per partire in meno tempo e vedere di affrontare prima, sbagliando e capendo, gli *altri* aspetti del business, che il sito web è solo una parte…

  9. Leo 7 March, 2011 / 14:13

    Torni a scrivere tecnico. :)

    – seo-friendly, user-friendly, marketing-friendly

    Tutti concetti che il $clueless_PM non conosce, anzi spesso chiedono animazioni in flash e tutta una serie di cose che non si potranno indicizzare mai. Anch'io la vedo come te, questi framework sono chiaramente una Buona Cosa.

    Tutto si chiude con appunto i vari gradi di ignoranza del $clueless_PM. Se capisce qualcosa potrà stilare dei requisiti decenti, sia esso la tecnologia, il SEO, come impostare interfaccia e via dicendo, purtroppo però il grado di ignoranza è sempre elevato e piuttosto ci si sofferma per giorni sulla dimensione dei font o la durata delle transizioni nelle animazioni in flash.

  10. Massimo 7 March, 2011 / 14:18

    @Leo: ah, va beh, ok. Ma mi sa che mi stai proprio parlando del Sciur Mambretti che vende prosciutti, o del Pres. del Cons. che ''spiega'' Gògol al suo amico Mubarak :)))

  11. Leo 7 March, 2011 / 14:38

    Non posso e non voglio fare nomi nemmeno io, ma sono cose che vedo con una certa frequenza, purtroppo.

    Alla fine sto generalizzando ma è anche pur sempre vero che "a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina".

  12. Massimo 7 March, 2011 / 14:49

    no, non nel mio, per ora ancora ipotetico, caso, per fortuna :)

  13. Leo 7 March, 2011 / 15:01

    Ricorda solo una cosa:

    – di qualità

    – affidabile

    – economico

    Scegliere due, prego.

    E' una regoletta che applico a quasi tutto ormai. :)

  14. Massimo 7 March, 2011 / 15:06

    sì, ma se metti ''relativamente economico'' (onesto) forse puoi avere tutto :)

  15. lorenzo 7 March, 2011 / 22:35

    tu mi consideri tecnocrate. Quindi una commodity.

    Il senso è che il progetto è fatto per avere una revenue. Io non voglio lavorare per qualcuno che non mi permette di essere collegato alla revenue perchè le mie idee, la mia creatività nell'affrontare i problemi vale magnitudo il mio costo giornata. Questa creatività e problem solving sono un miscuglio di tecnologia, buonsenso, marketing e design.

    Se trovi qualcuno di qualità, affidabile e "relativamente economico" l'hai truffato, è una persona che non è cosciente del valore del suo lavoro.

    just my 2 cents ;)

  16. Massimo 8 March, 2011 / 00:15

    no, Lorenzo. Considero una commodity il software di base da cui partire, il che è diverso.

  17. lorenzo 8 March, 2011 / 01:33

    Per confutami rispondi a questa domanda:

    Dimmi il costo di sviluppo giorno che per Te/Tuo cliente è accettabile una volta scelto la tua piattaforma di riferimento "standard"

  18. Massimo 8 March, 2011 / 01:40

    Al momento, non ne ho idea. Ma so che non parlerei di costo/giorno – di nuovo, mi sembra che tu guardi al mondo dal tuo punto di vista, ma io guardo dal mio! – bensì di costo per fare x, y e z che sono le tre (per dire) cose che voglio.

  19. lorenzo 8 March, 2011 / 02:37

    Perchè tu vuoi avere un costo fisso quando il costo è ESTREMAMENTE variabile essendo lo sviluppo software quanto di più difficile da industrializzare?

    Io posso vedere il mondo dal mio punto di vista. Solo che è oggettivo e misurabile che tutte le stime sono per definizione errate. Quindi la cosa più giusta per te e per me è il pagamento per risultato o per consuntivo.

    Il pagamento a pacchetto è miope perchè aumenta le distanze tra stackholder e professionista. Aumenta i costi di gestione e lo stress da ambo le parti nel caso di change request… e ci sono sempre change request.

  20. Massimo 8 March, 2011 / 11:48

    Scusa Lorenzo, ma quando chiami un piastrellista che non hai mai visto — diverso è il caso in cui hai con lui un rapporto aperto e gli chiedi di metterti le piastrelle anche nel bagno dove avevi pensato di mettere la moquette, all'inglese ;) — gli chiedi quanto ti costerà il lavoro o quanto prende all'ora??

  21. lorenzo 8 March, 2011 / 13:05

    Se tu credi che mettere le piastrelle e realizzare software siano comparabili siamo un po' lontanucci dall'oggettivo. Inoltre non stai considerando che verrà cmq data una stima della lavorazione anche in caso di consulting. Come vedi però tu hai paura che io ti faccio pagare troppo, io ho paura di non essere pagato abbastanza e la relazione è già in secondo piano.

    Se vuoi approfondire il tema ti consiglio di leggere http://www.amazon.com/Planning-Extreme-Programmin

  22. Massimo 8 March, 2011 / 13:49

    no, non dico che é la stessa cosa, ma dico che una stima va data, e che, alla fine, è più interessante quella rispetto al costo orario. La paura non é sul troppo, perchè poi uno ha anche altre cose da far fare fuori e da pagare, grafica, creatività, foto dei prodotti, allacciamento coi sistemi aziendali etc, e anche lì, come in tutte le cose, puoi rischiare di pagare troppo. La paura è da un lato di pagare un pezzo di sviluppo, il motore di base del sito, che dovrebbe essere quello sì una commodity, e poi, peggio ancora, di essere vincolato a un software magari ottimo ma su cui altri poi non metterebbero mai le mani…

  23. Lorenzo 8 March, 2011 / 14:56

    Va bhe ma allora non hai bisogno di un fornitore esterno ma di assumere qualcuno e avere il tuo staff IT. O se vuoi spendere meno un libero professionista da usare alla bisogna.

  24. Massimo 8 March, 2011 / 18:25

    Non so ancora esattamente di cosa avrò bisogno. Però non sono d'accordo sul fatto che la scelta sia fra affidarsi del tutto a un partner esterno che usi una propria piattaforma e semplicemente avere un fornitore esterno "da prendere alla bisogna". Potrebbe benissimo essere un fornitore esterno importante ma che lavora su una base (di nuovo, Shopify o simile) che sia più semplice da prendere in mano da un eventuale secondo e nuovo fornitore.

  25. Lorenzi 8 March, 2011 / 23:22

    Max con tutta onestá se il progetto è per un cliente importante è bene anche x te che si affidino all'esterno. Che esperienze hai di gestione di una piattaforma tecnologica da zero, di professionisti gestiti direttamente. Sai bene anche tu che non è easy. Definisci le strategie non provare ad organizzare una business unit senza neanche avere un pregresso di Staff IT che ti supporta.

    Il detto chi sceglie IBM non viene licrnziato da dove pensi che arrivi ;)?

    Just my opnion

  26. Massimo 9 March, 2011 / 00:42

    Lorenzo, il bene ''per me'' viene dopo. E comunque, certo che cerco una ''base'' all'esterno! E' da due giorni che dico che una piattaforma proprietaria e con un team che me la fa ex-novo è un errore. E sì, la base o piattaforma sarà di qualità e di nome, non ci sono dubbi :)

  27. Simone 20 March, 2011 / 03:11

    vedo che nella scelta delle agenzie si fa riferimento solo alla tecnologia. CMS, ecommerce… come se l'infrastruttura tecnologica sia la questione principale. E' il problema del web all'italiana. Ci scanniamo a pensare e a confrontarci su questa o quella piattaforma, ma una "web agency" dovrebbe occuparsi di altro: di strategie per raggiungere gli obiettivi di business. La tecnologia è solo una commodity e l'agenzia ha l'obbligo etico-professionale di fare il consulente e non di "imbrigliare" il proprio Cliente. L'agenzia che sposa una tecnologia non è una agenzia. E' una software house anni 80…

    Insomma chissenefrega della piattaforma se non si considera il business…

  28. Massimo 20 March, 2011 / 04:19

    concordo, ma fino a un certo punto, nel senso che sulla parte di strategia e business penso di essere più bravo io del 99% delle agenzie comunque :)

    E temo che mi vogliano offrire "consulenza di strategia, mktg etc" solo per vendermi la loro piattaforma, proprio come una software house anni '80.

  29. Francesco 31 March, 2011 / 22:30

    Direi che la verità sta sempre nel mezzo ….. mi sembra cmq che stiate facendo un po di confusione, nessuno si sofferma a pensare che una soluzione possa essere ottimale per alcuni e pessima per altri.

    Come sempre si generalizza cercando di portare avanti le proprie convinzioni senza tenere conto che ogni azienda ha bisogni ed esigenze diversi.

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