Gggiovani o web generation ?

Giovani o semplicemente Web Generation? Sono stato al convegno da IED. Ho conosciuto di persona Enrico e poi anche Luca di Kalporz. Giordano invece non si è fatto vedere. Probabilmente è stato fermato da una qualche avvenente fan mentre cercava di percorrere i lunghi 150 metri che separano il suo ufficio dalla sede di IED. Non te la prendere, Giordano. Sono cose che capitano. Per chi non lo conoscesse – poche persone, a giudicare dal numero dei suoi contatti su LinkedIn – Giordano è non solo una persona vera, in carne, ossa e gin-tonic, ma ormai anche una specie di personaggio di questo blog, un po’ come la dirimpettaia di Personalità Confusa, se vuoi.

Ma divago. Parliamo del convegno. Come da prevedere, signori coi capelli bianchi che parlano dei gggiovani. Spiegano, fra le altre cose, il fatto che stigggiovani fanno il multitasking. In effetti, fra uno sbadiglio e l’altro ho visto alcuni dei (pochi) under 25 presenti scribacchiare, parlare con gli amici e mandare SMS. Se solo la stanza fosse stata cablata col wifi – scusate, ma se siete niubbi qui questa battuta non la capirete mai! – si sarebbero di sicuro anche scambiati messaggi su icq. Anche il pubblico non era giovanissimo. Direi late 20s e 30s. Insomma, i fratelli maggiori dei gggiovani a lezione di come spillar loro dei soldi?

Prima della pausa caffé, finalmente un intervento in italiano comprensibile, per quelli come me che la semiotica la mangiano col muesli a colazione. Enrico Milic se la prende, giustamente, a mio avviso, con chi vorrebbe banalizzare i giovani. Con che diritto, visto che vi siete sorbiti vent’anni di Canale 5 e cinquant’anni di Pippo Baudo? Siamo, in effetti, di fronte alla prima generazione di produttori di contenuti. L’80% dei 200,000 blog italiani sono scritti da ragazzi sotto i 30 anni. E chi scrive un libro o produce uno short non lo tiene nel cassetto. Lo mette in Rete.

L’unico vero contenuto per questa generazione, ci dice ancora Enrico, sono i legami sociali e i consumi. A furia di bombardarci – sì, sì. sono un gggiovane webby anch’io! – con messaggi pubblicitari, li abbiamo interiorizzati, per così dire. I consumi sono diventati nostri. Altro che target. La soluzione per interagire con questa generazione – anche quando cresceremo, se mai del tutto – potrebbe essere, a seconda dei casi, quella del videogame, del sito veramente informativo, delle comunità virtuali. Ma comunque della partecipazione. Abilitare le comunicazioni fra i singoli è la nuova – l’ultima, forse – frontiera del marketing. Bravo Enrico. Davvero bravo!

37 Responses

  1. Paolo Graziani 20 January, 2005 / 07:53

    Il numero di 200.000 blog italiani mi sembra decisamente sovra-stimato. Il blog di Sergio Maistrello, parla, a dicembre, di circa 130.000 blog ospitati su piattaforme italiane; ma l’esperienza comune è che la maggior parte di questi blog sono abbandonati, defunti; e moltissimi sono i blog multipli, collettivi, oppure i blogger che gestiscono più di un blog(io per es. ne ho 3 e collaboro ad almeno altri 3-4 blog).
    Direi che un numero di circa 50.000 blogger italiani si avvicina di più alla verità. All’incirca l’1% dei giovani italiani ha un blog.

  2. Massimo Moruzzi 20 January, 2005 / 09:10

    ok, io non ho dati. al tempo stesso… che percentuale dei 50enni ha un blog? ,-)

  3. Giordano 20 January, 2005 / 09:48

    No, cioè… era ieri? Avevo capito che fosse oggi. Ieri ero a Roma. Meno male che l’hai scritto, se no mi presentavo oggi pomeriggio.

  4. Massimo Moruzzi 20 January, 2005 / 09:52

    vai comunque! noi a Raffaele non diciamo nulla ;-)

  5. g. 20 January, 2005 / 11:34

    urka! che accidenti quando mi sono visto “nominato”.. e grazie per il “gggiovane” :) passando al fidobag… a momenti mi cadevano le pupille! non so, piu’ di jennifer lopez non riesco a vedere chi possa andare in giro con una valigia con la coda… =:O

  6. Giordano 20 January, 2005 / 11:54

    Ehm… ma mica esiste davvero (almeno, quella di Samsung). O no?

  7. Massimo Moruzzi 20 January, 2005 / 12:09

    quella di Samsung no. in compenso, è più facile da trovare con Google di quanto non siano certi loro prodotti veri sul loro sito…

  8. Gmarco 20 January, 2005 / 12:10

    Io ho appena comprato Fidobag. Vi assicuro che è veramente utile e funzionale. L’unico inconveniente è l’elevato uso di batterie (per questo vi consiglio le ricaricabili di marca).

  9. g. 20 January, 2005 / 12:13

    Io c’ero cascato. Come una pera. Ne ho viste tante di idiozie in giro.. come si fa a sorprendersi??

  10. Massimo Moruzzi 20 January, 2005 / 12:27

    Gio, hai pensato “che fiki questi di Samsung che comunicano come noi gggiovani!” – o no ?

  11. Giordano 20 January, 2005 / 14:44

    Comunque, il fatto che tu mi menzioni in quasi tutti i post può voler dire che 1) Sono ormai divenuto un archetipo comico, un pò come l’omino bufo 2) Sei un utente di Froogle e ti senti fortunato

  12. Massimo Moruzzi 20 January, 2005 / 15:01

    te l’ho detto… ormai sei come la dirimpettaia di personalità confusa!

  13. mafe 20 January, 2005 / 15:12

    Sarebbe interessante capire se sono gli stessi che leggono molto (a spanne direi di sì).
    Roba da far impazzire dallo sbavo un pubblicitario, una nicchia così :)

  14. Massimo Moruzzi 20 January, 2005 / 15:31

    sbava, ma a torto, non pensi? questi in teoria sono (siamo) una spanna sopra la pubblicità, no?

  15. Federico 20 January, 2005 / 15:43

    Altro che una spanna sopra la pubblicità sei tu! Due spanne, anzi facciamo pure quattro! Vallo a dire a quelli di Meetic quante spanne sopra sei tu! Che infatti ti hanno levato dalle scatole, a te a i tuoi ragionamenti contorti. Ci vogliono i fatti Morù, altro che le chiacchiere. Con queste però te la cavi molto bene.

  16. Massimo Moruzzi 20 January, 2005 / 15:49

    tu neanche con quelle. i fatti sono un fatturato e un margine doppio nel 2004 rispetto a quello già ottimo del 2003. e un piccolo particolare, e cioè che dopo 24 mesi come lavoratore in trasferta avrebbero dovuto aprire una società in Italia, con aggravi di ogni genere. possiamo avere il piacere di sapere il tuo nome e cognome e le tue credenziali? grazie.

  17. Federico 20 January, 2005 / 16:16

    Dai va bene hai ragione tu. Comunque dedicaci un post a questi tuoi fatturati conseguiti, così ci informi meglio. In ogni caso grazie per allietarci ogni tanto le dure giornate di lavoro.

  18. Massimo Moruzzi 20 January, 2005 / 16:35

    se sei solito divulgare urbi et orbi cifre sensibili delle aziende per cui lavori, mi dispiace per te. cmq, direi che è sotto gli occhi di tutti che Meetic in Italia è andata male. Ha solo tenuto testa a superEva, un nome storico dell’Internet italiana – 10 anni fra poco, auguri! – nonchè il sesto (mi pare) portale per traffico in Italia e una società quotata in Borsa e ha quasi rimandato oltreoceano Match, leader mondiale nel campo del dating e parte di una società che vale 17 miliardi di dollari in Borsa. Mi fa piacere allietare le tue dure giornate di lavoro. Meno che tu mi scassi il cazzo, ma tant’è…

  19. mafe 20 January, 2005 / 17:21

    Massimo, appunto :)
    Tu sbavi sulle cose che puoi facilmente raggiungere?

  20. g. 20 January, 2005 / 17:39

    dai massimo, don’t overreact! deve essere qualche ggiovine scherzoso… forse ce l’ha con te per che’ hai piu’ soldatini di lui.. o perche’ la tua bicicletta e’ piu’ nuova.. :)

  21. Gmarco 20 January, 2005 / 17:57

    confermo..Massimo ogni tanto sbava…

  22. Giordano 20 January, 2005 / 18:43

    Non solo sbava, ma tartaglia pure

  23. morbìn 20 January, 2005 / 21:15

    solo ora tornato da milano e presso una connessione (il cellulare con l’irda se n’è andato e non ritorna più).
    beh. grazie tante per questo post.
    … anch’io voglio dire la mia su samsung!… mi sembra che nel consueto tran tran delle campagne pubblicitarie on-line abbiano fatto qualcosa di realmente originale pensato per gli utenti della rete (e andreutti evidentemente un utente della rete lo è!).
    a parte la metodologia per la tecnica di marketing, da apprezzare è il coraggio e la voglia di, come dici tu, sembrare umani, non sintonizzati con la solita lagna piatta, falsa e vuota del branding aziendale… che puzza di morte : )))
    urge colletta per pagare ad andreutti un corso di coreano!!!
    : )

  24. Massimo Moruzzi 21 January, 2005 / 11:01

    spettacolare elettrodance. al tempo stesso, insisto: siamo tornati a Carosello. nel bene e nel male.

  25. Massimo Moruzzi 21 January, 2005 / 11:04

    (non che cambiare il sito e/o il modo di porsi verso il mondo e di aprirsi al mondo di Samsung debba essere compito vostro nè, con tutta probabilità, di Andreutti. di voi, tra l’altro, mi aveva parlato bene qualcuno, anche se non ricordo più chi. chiusa parentesi)

  26. Gmarco 21 January, 2005 / 14:25

    Ma che dice Andreutti dei suoi rapporti con i coreani?

  27. Andrea 21 January, 2005 / 16:39

    Eccomi qui. Non penso che la questione sia legata esclusivamente ai coreani o al loro approccio alla rete, quanto alle classiche problematiche di chi lavora in una multinazionale: piattaforme centralizzate spesso poco flessibili che fanno della semplice informazione di prodotto il punto centrale, guidelines che rendono ogni approccio diverso dal solito una conquista, risorse (non solo economiche) a disposizione per i progetti online (quelli veri) e via dicendo.
    E allora si e’ costretti a lasciare alcune buone idee nel cassetto.
    Certo che da un paese come la Corea con una penetrazione di internet cosi’ elevata (circa 80% della popolazione) ci si aspetterebbe da parte delle aziende una predisposizione piu’ aperta al mezzo ed una maggiore consapevolezza nell’approcciarlo come strumento di relazione.
    Se vi dico che non e’ cosi’ mi fate fare le valigie e mi spedite a Seoul? ;-)

  28. Massimo Moruzzi 21 January, 2005 / 16:50

    hai pronto il nuovo modello FidoBag2 che si riempie da sola? :-)

  29. Gmarco 21 January, 2005 / 16:58

    No…ti spediamo in Corea…del Nord….al di là delle battute cosa ne pensi della possibilità di far interagire i vs consumatori sul vs sito a fianco alle schede prodotto? Proposta indecente e irrealizzabile?Come sta andando il rapporto tra SAMSUNG e IL UEB?

  30. Andrea 21 January, 2005 / 17:31

    Hai toccato un bel punto. L’idea di fare interagire i consumatori al fianco delle schede prodotto e’ sicuramente interessante ma le aziende (troppe) ne sono ancora intimorite.
    E se un’azienda non si sente pronta (culturalmente e/o organizzativamente), meglio lasciar perdere. O magari e’ necessario partire da approcci un po’ piu’ semplici, anche se non cosi’ stimolanti, del tipo “e se a descrivere e parlare di un prodotto o di come usarlo fossero i visitatori stessi scelti a turno?”.
    Mah …

  31. Massimo Moruzzi 21 January, 2005 / 18:06

    Andrea, non sarà facile, ma in bocca al lupo! Siamo due ex ciao.it, Gmarco ed io! :-)

  32. Massimo Moruzzi 22 January, 2005 / 11:12

    (di quando ciao.it era un sito di recensioni dei consumatori come epinions.com, non un kelkoo come ora)

Comments are closed.