La piccola fiammiferaia

Ieri sono tornato tardi dal Pao da Açucar, troppo tardi per lo struscio interessante di Copacabana, con ragazze della classe media di Rio, dei quartieri di Botofogo e Flamengo e le turiste di Sao Paulo. Cosi’, esco per fare due passi e prendere qualcosa da mangiare al volo. Mi ferma una ragazzina col carrettino e mi chiede se voglio una birra. Ok. Anch’io ne voglio una, mi dice. Ok. Ma io le devo vendere mi dice. Ok, te la offro io, le dico. Davvero? E mi guarda con due occhioni enormi. Si’, davvero. Si presenta e mi dice che la prossima volta che saro’ in Brasile me la offrira’ lei, una birra. Lo spero davvero per lei. Questo e’ un Paese con una grande classe media e ormai molte persone, circa un terzo del Paese, che sta bene, ma ancora moltissime persone che se la passano male e molte che rischiano se arriva una crisi, se i mercati finanziari non si fidano piu’, se il Fondo Monetario inizia a fare cazzate, se qualcuno decide di seguire le idee del cazzo di un qualche economista stronzo in cerca di premio Nobel per le sue strampalate teorie. Se invece va tutto bene, questo e’ un Paese che puo’ cambiare il mondo. E’ pieno di americani, qui, ma non so se capiscono di avere a che fare con un grande Paese oppure no. Tanto quelli che votano Bush al massimo se vanno all’estero vanno in California. Con un Paese che la Dottrina Monroe la cacciera’ in gola a quegli stronzi che stanno alla Casa Bianca, un Paese che potrebbe diventare il partner piu’ importante e il modello per l’America Latina. Brasile e Sud Africa hanno gia’ mandato affanculo gli USA per i brevetti sulle medicine per l’AIDS. A Cancun, hanno preso per mano i due giganti dormineti Cina e India e si asono opposti ai Paesi ricchi. Il Brasile e’ stato il primo Paese al mondo a riconoscere legalmente la licenza GPL. Adesso stanno per approvare una Legge che obblighera’ tutto il settore pubblico a utilizzare solo software Open Source.
Scopro che la ragazzina non e’ mica tanto una ragazzina. Ha 22 anni – e 3 figli. Il primo, l’ha addirittura avuto a 15 anni. Continua a dirmi “fala”, parla, e mi dice che se voglio sara’ la mia insegnante di portoghese. Avendo avuto un bimbo a 15 anni non penso sia andata molto a scuola, ma parla bene ed e’ una di quelle brasiliane che ormai un po’ capisco. Fala, fala. Che vuol dire, chiedimi, raccontami. In questo Paese nessuno sembra lamentarsi di nulla, e la poverta’ non sembra essere un qualcosa di disonorevole. Ma se chiedi, ti raccontano. Mi dice che e’ dura, che sono 3 giorni che piove e non ha potutto lavorare. Ha freddo, ma mi dice che deve continuare a lavorare. I turisti se ne vanno e Valeria guarda il magro frutto della sua serata a Copacabana. Che bello il Pao de Açucar mi dice! Ci sono stato oggi, le dico. Davvero? Stupidamente, le chiedo se c’e’ mai stata. No, ma un giorno mi piacerebbe. Le chiedo dove abita, e mi dice fuori citta’, a quasi due ore di distanza. Tre onibus – autobus. E adesso torni a casa a quest’ora in autobus? No, adesso devo lavorare. Poi vado a dormire da mi amiga – una cilena che insegna spagnolo e teatro e che e’ una donna molto intelligente, mi dice. Tu hai troppo freddo e ti ammali, le cerco di far capire. Dai, ti accompagno dalla tua amica. Le chiedo quanto guadagna in una serata di buon lavoro e le prometto di aiutarla se se ne va a casa. Hai tre bimbi, non puoi ammalarti. Non mi crede o non mi capisce, ma la convinco. Ormai, Copacabana e’ quasi deserta. Chiama il suo amico e camminiamo per un bel pezzo. Un sacco di gente fuori per strada che ride e beve, ma nessuno che urla e nessun ubriaco. Arriviamo al suo portone, mette via il carretto. Mi guarda. Le do’ un bacino in fronte e le passo tutti i soldi che ho in tasca. La saluto. Non ci sono piu’ i turisti di una volta, sembra pensare il poliziotto che ha seguito la scena e mi saluta.

7 Responses

  1. gm 12 January, 2004 / 11:48

    bentornato in Italia…

  2. patricia 12 January, 2004 / 16:13

    sembra un pezzo di jorge amado
    secondo me dovresti scrivere un romanzo e non occuparti più di webmarketing.
    te lo dico da tanto tempo.
    quando hai la prima bozza di un romanzo fammela leggere mi farebbe piacere.

  3. Peter 13 January, 2004 / 09:42

    Il premio “bimbo più buono dell’anno” non te lo toglie nessuno ;-)

  4. patricia 13 January, 2004 / 21:10

    max non mi sembra tanto buono. però scrive molto bene e conosce perfettamente l’italiano. sicuramente più della media degli italiani.

  5. Massimo Moruzzi 15 January, 2004 / 08:56

    grazie Pat per entrambi i complimenti ;-)

  6. patricia 15 January, 2004 / 18:07

    i complimenti sono 3…ti ho difeso anche dall’attacco sul buonismo :-)

  7. Peter 16 January, 2004 / 06:51

    Attacco?!?

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