New Media e Disintermediazione
è una versione beta, commenti welcome, of course! (già, non un grande sabato sera, ieri…)
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La parola disintermediazione è stata usata a sproposito – dai sostenitori dellecommerce, in particolare da tutti coloro che hanno voluto provare a mettere in piedi un servizio ex-novo con un proprio magazzino. A sproposito perché vendevano prodotti altrui ed il loro tentativo non è stato altro che quello di diventare dei nuovi intermediari di cui spesso nessuno sentiva il bisogno.
Allora, niente disintermediazione? Au contraire. Il fatto è che, molto semplicemente, vi sarà disintermediazione solo dove gli intermediari non portano valore sufficiente a giustificare la loro presenza e i loro costi. I negozi sopravvivono perché hanno anche una funzione sociale, e anche alcuni negozi ecommerce ce la faranno, se rispondono bene a una qualche esigenza.
Nel campo della musica, invece, lintermediazione non ha senso. La RIAA continua a dire senza alcun pudore e senza alcun cervello che le case discografiche devono mantenere i costi dei cd alti perché devono pagare tutte le attività di scouting e di marketing, tutte le persone che stanno dietro e che svolgono una qualche funzione nella cosiddetta catena del valore.
Non si accorgono, gli stolti, che a nessuno interessa pagare gli stipendi a queste persone, tanto più se consideriamo che lo scopo di queste persone è di condizionare i gusti degli ascoltatori e decidere a tavolino chi deve diventare una star nel mondo della mass music, mentre in verità non abbiamo alcun bisogno di markettari inutili che ci aiutino a trovare la nuova Britney Spears
Altri markettari inutili in giro? Oh, poveretti
Perché è questa la vera promessa di Internet, far fuori i media, saltare i media nei rapporti con i clienti. Letteralmente, disinter-media-zione. Su Internet, il mio sito può diventare esso stesso destinazione. Deve diventare esso stesso destinazione! Perché comprare della pubblicità quando posso parlare in prima persona?
Perché non sono capace di essere onesto ed interessante, ad esempio al punto che nessuno viene sul mio sito e nessuno vuole ricevere la mia newsletter. Se qualcuno si iscrive
è solo perché potrebbe vincere un premio. Anzi, non ci provo neanche, prendo, alzo il telefono e compro la possibilità di mandare pubblicità a degli indirizzi email. Eccola, la soluzione!
Le chiamano DEM, direct email marketing, ma la verità è che sono tutto tranne che dirette, sono anzi chiaramente mediate dai nuovi gatekeeper, i portali che sono proprietari di questi enormi database. Eh, ma nel mondo dei New Media si fa così. Davvero? Vi prego, qualcuno mi spieghi allora la differenza rispetto ai vecchi media.
New Media
Il Web è una rivoluzione perché è roba tecnologica, grafica, flash, cazzi e mazzi. Stronzate. Il Web è una roba semplice, è stato concepito per essere semplice. Oppure: il Web è una rivoluzione perché posso bruciare 90 milioni di dollari per creare un giornale online, Salon, il cui unico pregio è di essere trendy e di sinistra, ammesso e non concesso che ciò sia un pregio.
No, non è così, il Web è una rivoluzione per la semplicità con cui chiunque non solo chi riesce a trovare dei finanziatori così pirla può pubblicare dei propri contenuti. Tanto per contestualizzare, vi ricordo che fu giustamente considerato rivoluzionario il fatto che, con lintroduzione della stampa, chiunque potesse leggere la Bibbia. Blogger è Gutenberg al cubo.
Come minimo.
Quanto al termine New Media, la vera rivoluzione è che i mass media sono morti, e le aziende,
se vogliono ottenere dellattenzione, devono finalmente imparare a parlare da sole ed essere interessanti invece che limitarsi a comprare i servizi degli specialisti della manipolazione (ops, comunicazione) e gli spazi su cui sparare questi messaggi artificiali. Dici davvero?
Sì, dico davvero. Vediamo cosa sta succedendo. Prima dellavvento di Internet, le cose erano relativamente semplici. Creo dei contenuti vagamente interessanti oppure, spazzatura di cui la gente sembra essere felice di riempire la propria vita – e poi (s)vendo questi ascoltatori (spesso a carissimo prezzo) a chi inserisce pubblicità poco interessanti. Tanto, lo fanno tutti.
Nowhere to run to, nowhere to hide, per dirla con Bruce Springsteen. Se la pubblicità mi dà fastidio, posso solo cambiare canale, ma a meno di non comprare più il giornale, di non ascoltare più la radio e di non guardare più la televisione non posso evitare la pubblicità in sé, per il semplice motivo che di mass media senza pubblicità semplicemente non ve ne sono.
Poi arriva Internet. No, il problema non è tanto che per la prima volta si possono tracciare i risultati scadenti della pubblicità. No, questo è superabile. Volendo, basterebbe non tracciare nulla
Il vero problema è un altro: vagamente interessante non basta più, perché adesso chiunque può scrivere, i canali sono diventati infiniti e il pubblico si disperde. Finalmente.
In questo nuovo mondo dove chiunque può scrivere, accanto alla spazzatura ci saranno delle autentiche gemme che nessun editore serioe professionale pubblicherebbe mai. Risultato, con contenuti davvero interessanti nessuno sarà mai più in grado di creare un blockbuster, un programma che possa catturare uno share enorme di Internauti.
Un Web senza eventi come il SuperBowl, le partite della Nazionale o lultima puntata del Grande Fratello sarà un Web atomizzato, senza più spazi dove si radunano grandi masse di persone e dove il markettaro di turno possa andare a colpire il segmento target di riferimento con i propri importantissimi messaggi pubblicitari.
Rimarrà un solo grande, enorme media, Google. Su Google, peraltro, non puoi fare spot
ma solo portare traffico a un sito dove ti toccherà essere interessante. Care aziende balbuzienti, finalmente vi toccherà imparare a parlare. Evviva! (PS. per $oldi diamo volentieri ripetizioni)

perchè City, Leggo e Metro, quei giornaletti carta-da-culo che regalano in metropolitana, fanno utili, mentre il modello simile di news gratis e pubblicità ha fatto flop sul Web? Perchè… a)sono obbligato a stare in metropolitana b)la compagnia spesso non è delle migliori c)non è un luogo adatto a letture intelligenti d)se i contenuti sono poco interessanti, guarderò la pubblicità. Ora, ci vuole tanto a capire che sul Web la situazione è l’esatto contrario? A)sono libero di rimanere o di andarmene B)la compagnia me la cerco io di mio gradimento C)contesto rilassato e gradevole (anche l’ufficio, tutto sommato…) D)se i contenuti sono poco interessanti, me ne vado.
il TUO commento al TUO post è più bello del post stesso
purtroppo un’accozzaglia di affermazioni tipicamente anarchiche prive di fondamento.
Fatto sta che due anni dopo questo miserabile esempio di “La Parola a Tutti” (siamo nel 2005 ormai), Google è considerata la nuova Microsoft, in quanto ad arroganza, furberia e capacità di fare soldi.