I giorni li passo in uffici che non differiscono in nulla da quelli europei, le serate in ristoranti e locali fighetti (o comunque ben frequentati), i week-end sulla spiaggia di Ipanema, dove nessun pensiero negativo ti può attraversare la mente.
Poi arrivano alcune telefonate dall’Italia. Amici e parenti mi chiedono notizie di questo. E io cado dalle nuvole. E’come se fosse avvenuto dall’altra parte del mondo… nessuno ne parla, nessuno vuole ammettere che la Rio di Leblon e la Rio delle favelas, della violenza, della polizia corrotta, sono la stessa città.
E in effetti le favelas entrano ed escono dal tuo campo visivo, sempre un pò sfocate, come se fossero in un’altra dimensione. Sono attorno, dentro, sopra Rio. Si arrampicano sulle colline vulcaniche come formicai. Viste da lontano, di notte, sembrano quasi presepi. Unica testimonianza tangibile, alcuni bambini che chiedono l’elemosina e cercano goffamente di derubare i turisti sul lungomare, nè più e nè meno di quanto succeda in altre città del mondo. Questa città ha cancellato le favelas dalla propria mente, a tutti gli effetti.
Eppure se prendi una stanza allo Sheraton, e non ti ricordi di chiederla vista mare, rischi di trovarti affacciato sulla favela di Vidigal, a 500 metri in linea d’aria (è una leggenda urbana quella che narra di spari indirizzati alle finestre dell’albergo?). Eppure quando passi veloce in taxi davanti alla favela di Rocinha, andando al centro direzionale di Barra di Tihuca, percepisci le baracche di latta, gli sguardi vuoti, i bambini senza speranza. Li percepisci, per l’appunto, come in un sogno.
La prima favela la vedi durante il tragitto in taxi dall’aeroporto. Case di mattoni a vista, ovunque. Pensi “guarda un pò che sviluppo residenziale… stanno costruendo ovunque”. Poi noti i panni stesi ad asciugare, e capisci che non è così: verniciare le proprie case è un lusso eccessivo per chi non ha acqua nè elettricità.
Il titolo del post? Ieri c’era la finale della Coppa di Rio, il derby classico tra Flamengo e Fluminense (FLA-FLU), al Maracanà. Ha vinto il Fluminense e, come al solito, i tifosi (la borghesia di Rio) hanno indirizzato verso i torcedores del Flamengo (storicamente provenienti dalle classi meno agiate) il coro di derisione: “Ela, ela, ela… silencio na favela!”. Uno dei pochi casi in cui i Carioca ammettono l’esistenza di questa città nella città, di questo cancro nel cuore della cidade maravilhosa.
Ok… nel prossimo post parlo di tette e culi, non vi preoccupate.

bel post, davvero. ed è tutto vero. la favela sulla montagna alla destra di Ipanema la notte sembra un incanto, con le sue lucine. Ma viverci dev’essere tutt’altra cosa. A Copacabana, sta dietro la città, e si vede a malapena fra gli alti edifici che danno sulla meravigliosa spiaggia. Prova ad andare a Copacabana la sera quando c’è il mercato degli artisti. Molti vivono nelle favelas, e sono persone normalissime e dignitosissime, e spesso anche bravissimi artisti. E è vero ciò che dici, che Rio cerca di non ricordarsi delle favelas. Al tempo stesso, secondo me negli Stati Uniti che danno lezioni di democrazia al mondo le avrebbero tirate giù con la dinamite per non dar fastidio ai ricchi…
PS. non male i culi, eh ? :-)
bel post sul serio!
Gran pezzo
bravo il mio guest writer, eh? :-)
Sì, bravo e suggestivo.
quasi ora che il giordy si apra un blog, direi
Già, aspettiamo da tempo…
Lo lascerei morire dopo un mese… esattamente come il libro, i racconti, le sceneggiature che giacciono nel mio cassetto virtuale. Potrei dare alle stampe un’antologia composta unicamente da Capitoli 1. :)
ecco, bravo. che mi servi per aumentare l’audience in vista dell’IPO.
mi sono commosso. e ho pianto. tanto.
e’ come leggere la bibbia o un articolo buonista e terzista di enzo biagi!!
ma il brasile e’ tette e culi e basta.
Lele, terzista sarai tu. E presto parlerò pure di tette e culi. :)
sempre meglio che il cazzo in culo.
Giordano: sei terzista e non ci dici niente?????
adoro i commenti tecnici
Soprattutto a margine di un post così…
rendetemi dotto: ‘terzista’ cosa vuol dire ?
nè di qua nè di la (dal punto di vista politico)
(ah, ecco :-)
Io adoro i Griffin, non capisco quelli che dicono che sia lontano dai Simpon e da Futurama. Per quanto mi riguarda i Griffin sono ENORMEMENTE superiori a Futurama, forse non arriveranno al livello dei Simpon (perchè sono immortali) ma poco ci manca. E poi comunque i Simpon mi hanno stufato in quanto mandano solo repliche. I Griffin comunque fanno storia a se e non meritano paragoni. Senza ombra di dubbio si tratta del cartone più demente che sia mai stato creato, ancora più demente di South Park, e ce ne vuole. E anch’esso, come South Park e i Simpson, è un cartone soprattutto INTELLIGENTE, che sotto l’apparenza della demenzialità nasconde forti e ironiche denunce alla società odierna. Insomma, grandiosi. Certe scene sono semplicemente geniali…