dotcoma night

Facciamo una cena dei lettori e ormai quasi ex commentatori – ma lo voglio portare su wordpress e rimettere a posto! – di questo blog? Mercoledì prossimo (il 23), al ristorante russo di Milano, in Corso Sempione. Costo fisso 30 Euro. La vodka la prendo io al Lidl e la portiamo dentro come dei veri contrabbandieri ai tempi del proibizionismo. Facciamo sta bischerata? Sei dei nostri?

Lo stato (penoso) del web

Ottimo ottimo post di Luca Lani, con anche ottimi link. Sì, siamo tornati al 1999, coi risultati di Altavista Google che fanno sempre più cagare, e migliaia di scimmie che scrivono articoli per servizi di nanopublishing a 2 euro il pezzo, inquinano senza più speranza i risultati delle Serp, e nessuna di queste scimmie che, per puro caso, riesca a scrivere L’Amleto battendo i tasti a casaccio o quasi sulla tastiera. Seriamente, i produttori di contenuti sono i nuovi Charlot di Tempi Moderni, un passo oltre i Call center, e i risultati sono spaventosi. Altro che “web2.0″ del cazzo.

Ads and fads

What are companies doing on the Internet? For the most part, ads and fads.

Per favore Google, Sire, vendi per noi

C’è chi la chiama vittoria. Sbaglierò, ma secondo me questa è una enorme sconfitta per i (grandi) giornali, che sono gli unici siti che avrebbero potuto provare a creare qualcosa di oltre Google e al di là di Google, e che invece dopo tanto can can chiedono a Google di raccogliere un po’ di soldi a loro nome. Dico di più: considerato che chi comanda è chi ha in mano il cliente finale che paga, e quindi di nuovo Google, questa mi sembra un’altra, enorme vittoria per Google. Purtroppo.
O, forse, semplicemente, non è cambiato e non cambierà nulla, come dice Marco Pratellesi, ed è solo Angelo Aquaro di Repubblica, beato lui, che pensa di aver messo in ginocchio il Gattopardo.