congiuntivo mon amour

Oltre a scrivere stronzate, Guia Soncini ha anche problemi col congiuntivo. No, non fraintendermi, mica problemi da ignoranti come hanno quelli che vedi in tivù. Problemi da intellettuale che lo usa troppo. Il congiuntivo. Nel suo ultimo capolavoro, Anche il golf è perso (Io Donna, 6 agosto), Guia si fa convincere da un’amica che è il caso di rimpiangere e preferire il vecchio Jack Nicklaus, col suo stomaco da bevitore di birra, al giovane Tiger Woods, un fighetto che beve té freddo e lavora duramente per avere degli addominali perfetti. Il prossimo sex symbol – è la sua conclusione – vado a cercarmelo in una bocciofila. Sono sicura che lì di creme idratanti ne girino di meno.
Io non so, ma possiamo chiedere al Dottor Hesse. Stefano, i virgulti che giocano a bocce lì da voi in via Washington dove voi fighetti fate beach volley hanno addominali perfetti oppure no? Se hanno la panza, ti prego di segnalarne un paio a Guia. Io intanto le segnalo che se è sicura, usare il congiuntivo è un errore: sono sicura che lì di creme idratanti ne girano di meno.
Nella stessa pagina, Rachel McAdams, 28 anni, canadese e attrice di Hollywood, racconta di avere una volta inseguito un ragazzo che conosceva di vista ma di cui aveva perso i contatti fino al ristorante in cui lavorava come cameriere per poi far finta di essere capitata lì per caso e abbracciarlo: è la cosa più falsa che abbia fatto in vita mia: ma funzionò e così non ho rimorsi.
Addio, mi trasferisco in Canada.