La sceneggiata del Meazza

Perché il Comune di Milano continua a ripetere che si deve “salvare San Siro” e adibirlo ad altre funzioni? Quali altre funzioni? Il balletto? Una chiesa a cielo aperto?

Se si vuole “salvare il Meazza”, bisogna dire no alla costruzione di un nuovo stadio. Se invece viene fatto un nuovo stadio, l’unica cosa sensata da fare è abbattere San Siro.

Visto che a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca: secondo me è solo una terribile sceneggiata. Il Comune finirà per dire sì a una enorme speculazione edilizia in zona, ma Sala potrà farsi bello dicendo di aver salvato un pezzo di storia.

Un pezzo di storia di cui poi, ovviamente, la città non saprà cosa diavolo farsene.

Il dramma del digitale

Il dramma del digitale è che una volta che hai coperto i costi fissi, è tutto guadagno.

Tu mi dirai: ma questo è il bello del digitale!

E invece no.

A meno che tu non sia il padrone del nuovo vapore.

Prendi Netflix — vedi la parte finale di questo post.

As the story goes, once upon a time Netflix was a DVD-by-mail service. DVD-by-mail is really slow, so it was absolutely essential that at least one of this week’s DVDs was good enough to entertain you for your Friday night movie. Too many Fridays with only bad movies, and you’d surely unsubscribe. A good recommendation system was key.

[…]

Eventually though, Netflix moved online, and the cost of a bad recommendation was much less: just stop watching and switch to a new movie. […] Worse, as the story goes, Netflix noticed a pattern: the more hours people watch, the less likely they are to cancel.

[…]

My Netflix recommendations screen is no longer “Recommended for you,” it’s “New Releases,” and then “Trending Now,” and “Watch it again”.

In altre parole, televisione. 57 Channels (And Nothin’ On).

Senza neppure più il telecomando. Ci pensa un algoritmo.

Il nostro competitor è il sonno, come ha detto il loro CEO.

Dubito che prima o poi non ricompaia anche la pubblicità.

Targettizzata.

Il primo social network

Il primo social network del mondo lo creò Bank of America. Bank of America che prima di diventare Bank of America si chiamava Bank of Italy, e fu messa in piedi da un ligure nato in California che creò una banca per una comunità di pescatori siciliani arrivati a San Francisco e a cui nessuno voleva fare credito. Ma questa è un’altra storia.

Bank of America creò il primo social network, VISA. In un Paese in cui si usa la carta di credito anche per una spesa di 4 dollari, VISA sapeva tutto di tutti ben prima che raccontare i cazzi propri in piazza diventasse lo sport nazionale — e internazionale, non come il baseball. In Cina stanno solo portando la cosa alle estreme conseguenze.

Esperimento olandese

Aiutato dal brutto novembre milanese, sto cercando di condurre un esperimento olandese.

Tutti i giorni, faccio almeno 1 km in bici, e poi ritorno a casa.

Pioggia, vento, freddo, non importa.

In media, ne faccio molti di più (sono già a più di 90 km per il mese).

Ma 1 km più ritorno lo voglio fare anche se diluviasse per 24 ore di fila.

Perché sono sicuro che hanno meno il raffreddore in Olanda che a Milano.

E che esporsi agli elementi, anche a Milano, faccia molto più bene che male.

Pubblicità ed effetto placebo

Quando si conducono test per capire se un farmaco ha degli effetti terapeutici oppure no, si dividono i pazienti in due gruppi: a metà viene dato il farmaco, all’altra metà una pillola colorata uguale ma senza principi attivi. È un errore, e non un errore casuale.

Soprattutto per patologie che passano anche da sole, tipo forme lievi di raffreddore, bisognerebbe dividere i pazienti in tre gruppi: a un terzo non si dà nulla, a un terzo il farmaco, a un terzo una pillola colorata uguale ma senza principi attivi.

Ci si “dimentica” del gruppo a cui non dare nulla perché il gruppo a cui viene dato “nulla” elimina parte dei “miracolati” grazie al farmaco. Studi scientifici hanno dimostrato che, per forme lievi di depressione, il 25% delle persone migliorano da sole; il 50% grazie all’effetto placebo e ben il 25% per gli effetti delle porcate chimiche somministrate…

> Si veda: Lost Connections. L’errore, diciamo così, di cui sopra è descritto nel Capitolo 1, ed è solo l’inizio della truffa “scientifica”. Molto interessanti anche i capitoli 2, 3 e 4.

Pubblicità su Internet

Una truffa non tanto diversa succede con la cosiddetta pubblicità su Internet. Le nuove e straordinarie possibilità di targettizzazione fanno sì che… They’re targeting personalised ads at an audience that is already very likely to buy their product.

O, per dirlo con le parole dei giornalisti Jesse Frederik e Maurits Martijn:

Picture this. Luigi’s Pizzeria hires three teenagers to hand out coupons to passersby. After a few weeks of flyering, one of the three turns out to be a marketing genius. Customers keep showing up with coupons distributed by this particular kid. The other two can’t make any sense of it: how does he do it? When they ask him, he explains: “I stand in the waiting area of the pizzeria.”

La scienza è una cosa complicata, e bisognerebbe lasciarla agli scienziati. Non ai markettari che, in media, sono l’anello mancante fra le scimmie e l’Homo Erectus.

E certamente non alle aziende farmaceutiche che non fanno altro che manipolare i test scientifici. E la pubblicità non è scienza in ogni caso, tra l’altro…

Il grande errore della Spagna

Il grande errore della Spagna è stato non sedersi al tavolo quando ancora avrebbero potuto concedere poco e cavarsela. O ingannare gli avversari, molti dei quali non aspettavano altro che farsi fottere. O anche fare un referendum vero e vincerlo.

Il secondo e forse fatale grande errore della Spagna è stato voler far fuori, per via di una magistratura che è tutto tranne che indipendente, i leader indipendentisti, molti dei quali sono in effetti meno indipendentisti di quello che sembra.

2012

Nel 2012 capitai per caso a Barcellona il giorno precedente la prima grande manifestazione apertamente indipendentista. Diverse persone mi dissero: noi vogliamo votare e vogliamo l’indipendenza, ma i nostri politici non vogliono oppure hanno paura.

Dopo aver fiutato l’aria che tirava nel 2012, molti di quei politici, a partire da Artur Mas, fecero finta di convertirsi in indipendentisti. A Madrid confusero l’effetto per la causa. Si convinsero che il movimento indipendentista lo avessero creato i politici.

Oggi

Oggi ben nove di quei politici sono rinchiusi in prigione, condannati a pene assurde e vergognose che neanche Erdogan in persona avrebbe comminato, e diversi altri se ne sono andati in esilio all’estero, in Paesi normali: Belgio, Scozia e Svizzera.

Oggi non c’è più nessuno con cui parlare, nessuno con cui trafficare sottobanco e nessuno da ingannare. Oggi è una lotta fra il popolo catalano che vuole liberarsi da un giogo che dura da tre secoli e il potere di sempre che non vuole mollare la colonia.

Con i politici di primo piano in carcere o in esilio perché secondo la Spagna hanno osato troppo, e largamente screditati presso gli indipendentisti perché accusati di aver fatto troppo poco, chi sta orchestrando le tante proteste e manifestazioni?

Tsunami

Chi c’è dietro i cosiddetti CDR, i Comitès de Defensa de la República? Chi c’è dietro Pícnic x República? Chi c’è dietro Tsunami Democràtic? Non è chiaro. Probabilmente non lo sanno in molti, e chi lo sa di sicuro non lo racconterà all’Inquisizione spagnola.

È la società civile catalana che ha deciso di prendere in mano le redini del processo. Ce la faranno? Non ce la faranno? Per farcela, devono rendere la situazione intollerabile per la Spagna, per l’Unione Europea, per gli Stati Uniti o per i mercati finanziari.

Hanno in mano il loro futuro. E hanno un alleato straordinario: il Paese colonizzante che non ne vuole sapere nulla, non vuole informarsi, non vuole discutere di nulla. Come disse già Cánovas del Castillo nel 1896: Cuba nunca será independiente.