Send More Info

Ai tempi d’oro, nel lontano anno 2000, c’era un’azienda americana che si chiamava SandMoreInfo. Le informazioni che mandavano erano email pubblicitarie, e il principio su cui si basava il tutto era che l’utente guadagnava dei soldini per ogni email ricevuta, o forse per ogni email aperta per le campagne fatte dai markettari un filo meno gonzi.

Mandamene ancora, Sam! Queste comunicazioni, insomma, erano una scocciatura per la quale l’utente andava ricompernsato. Su un simile principio si basava AllAdvantage, o in Italia NetFraternity e Payland: la pubblicità, in questo caso una barra di navigazione con banner extra, è una rottura di cazzo e se vuoi che me la sorbisca, mi devi pagare.

Ovviamente per l’inserzionista la cosa non funzionava: già il formato, il banner, è il peggior formato pubblicitario della storia; se aggiungi a questo un pubblico di ragazzini interessati solo a fare soldi guadagnando navigando, la frittata è fatta.

Brand Love

Quello che non mi spiego è come si sia potuti passare da “la pubblicità è una rottura di cazzo” (e mi devi pagare per sorbirmela), che è la pura e semplice verità, a “la gggente ama il nostro brand” (di cacciaviti) oppure “la gggente vuole avere conversazioni su Facebook” (con lo stagista dell’agenzia PR) con il nostro brand (di yogurt). Misteri della fede.

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