De Corato non ha tutti i torti

De Corato non ha tutti i torti, quando denuncia le piste ciclabili ideologiche.

Fatte come vengono fatte a Milano, non sono una politica di trasporti.

Non sono una possibile soluzione ai (tanti) problemi di Milano.

Sono una concessione a un piccolo gruppo di persone che si definiscono “ciclisti” (#salvaciclisti etc) e a cui piace usare la battaglia per definirsi “di sinistra”.

Persone che, a mio modesto parere, preferiscono la battaglia a una soluzione.

Il cerchio si chiude: De Corato prende i voti di chi vorrebbe andare in Duomo in auto, oppure di chi non vede, non senza ragioni, un vero piano e un’alternativa.

Sala prenderà i voti di chi è, altrettanto ragionevolmente, contro le sparate altrettanto ideologiche di De Corato. Divide et Impera, e chi vince farà poi i cazzi propri.

È una guerra di posizione. Un’altra, come se questo Paese ne avesse bisogno.

Auguri, Milano. Purtroppo le cose qui cambiano solo nei comunicati stampa del Comune pubblicati come se fossero articoli da giornalisti di The Guardian.

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