17 pagine di nulla

Ho letto il documento Milano 2020. Strategia di adattamento. Sono basito.
La cosa più gentile che io riesca a dire è che si tratta di 17 pagine di nulla.

Inizia bene:

Il dna di Milano è basato sul lavoro, la socialità e la condivisione dei tempi e degli spazi.

Certo, non come a Catania, dove la gente si sveglia alle 11, va in spiaggia, prende il caffè e la granita, poi un tuffo in mare, pranzetto e forse si inizia a lavorare alle 17. O come a Helsinki, dove gli abitanti locali preferiscono stare da soli e parlare con le renne…

Come si supererà questo difficile periodo?

Lockdown, asset, entertainment, smart working, stakeholders (con la “s” finale, mi raccomando!), governance, screening, DPI (cos’è?), heat-mapping, sharing, coworking, mobility manager, scooter, Mobility as a Service, play streets, eventi live, chatbot WhatsApp, app “U First”, social, start up, layout, welfare, policy, Infrastrutture Dual Use, Milano ​school oasis,​ Temporary Use, Fab Lab, Hub permanenti di distribuzione delle derrate alimentari (“centri” sarebbe risultato incomprensibile ai più) e Summer School.

Praticamente, è fatta.

Ma chi ha scritto questa roba? Il responsabile SEO di una rivista per paninari?

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