Giuseppi Churchill

Giuseppi Churchill ieri sera non sembrava esattamente quello vero. Churchill andò contro le regole della retorica che dicono che gli elenchi funzionano bene se sono di tre cose, e se ne uscì con Blood, toil, tears and sweat. Per motivi che mi sfuggono, in italiano il lavoro duro e il sudore non vengono citati e la cosa viene semplificata con lacrime e sangue.

Altrui, se possibile.

Giuseppi Churchill, ieri sera, ha usato più volte l’aggettivo che più odio della lingua italiana, importante/i. Sembrava un calciatore o un commentatore televisivo, più che il presidente del consiglio. L’altro Conte secondo me importante lo dice meno spesso.

Soprattutto, Giuseppi Churchill si è dimenticato di toccare gli italiani dove conta.

Avrebbe dovuto dire:

1. Se non seguite le regole, l’estate non si va al mare.

2. Se vi becchiamo a zonzo o a giocare a calcetto al parco, vi ritiriamo i punti della patente.

Le lacrime e il sangue e il sudore e il duro lavoro per salvare la patria e la libertà di tutti ho come l’impressione che siano cose che è meglio lasciare agli inglesi degli anni ’40.

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