Il grande errore della Spagna

Il grande errore della Spagna è stato non sedersi al tavolo quando ancora avrebbero potuto concedere poco e cavarsela. O ingannare gli avversari, molti dei quali non aspettavano altro che farsi fottere. O anche fare un referendum vero e vincerlo.

Il secondo e forse fatale grande errore della Spagna è stato voler far fuori, per via di una magistratura che è tutto tranne che indipendente, i leader indipendentisti, molti dei quali sono in effetti meno indipendentisti di quello che sembra.

2012

Nel 2012 capitai per caso a Barcellona il giorno precedente la prima grande manifestazione apertamente indipendentista. Diverse persone mi dissero: noi vogliamo votare e vogliamo l’indipendenza, ma i nostri politici non vogliono oppure hanno paura.

Dopo aver fiutato l’aria che tirava nel 2012, molti di quei politici, a partire da Artur Mas, fecero finta di convertirsi in indipendentisti. A Madrid confusero l’effetto per la causa. Si convinsero che il movimento indipendentista lo avessero creato i politici.

Oggi

Oggi ben nove di quei politici sono rinchiusi in prigione, condannati a pene assurde e vergognose che neanche Erdogan in persona avrebbe comminato, e diversi altri se ne sono andati in esilio all’estero, in Paesi normali: Belgio, Scozia e Svizzera.

Oggi non c’è più nessuno con cui parlare, nessuno con cui trafficare sottobanco e nessuno da ingannare. Oggi è una lotta fra il popolo catalano che vuole liberarsi da un giogo che dura da tre secoli e il potere di sempre che non vuole mollare la colonia.

Con i politici di primo piano in carcere o in esilio perché secondo la Spagna hanno osato troppo, e largamente screditati presso gli indipendentisti perché accusati di aver fatto troppo poco, chi sta orchestrando le tante proteste e manifestazioni?

Tsunami

Chi c’è dietro i cosiddetti CDR, i Comitès de Defensa de la República? Chi c’è dietro Pícnic x República? Chi c’è dietro Tsunami Democràtic? Non è chiaro. Probabilmente non lo sanno in molti, e chi lo sa di sicuro non lo racconterà all’Inquisizione spagnola.

È la società civile catalana che ha deciso di prendere in mano le redini del processo. Ce la faranno? Non ce la faranno? Per farcela, devono rendere la situazione intollerabile per la Spagna, per l’Unione Europea, per gli Stati Uniti o per i mercati finanziari.

Hanno in mano il loro futuro. E hanno un alleato straordinario: il Paese colonizzante che non ne vuole sapere nulla, non vuole informarsi, non vuole discutere di nulla. Come disse già Cánovas del Castillo nel 1896: Cuba nunca será independiente.

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