Il voto no

In questa semi-democrazia sotto tutela — e dove, tra l’altro, non si capisce bene che titolo abbiano i tutelanti — sembra che si debba a tutti i costi evitare un ritorno al voto.

Perché il Parlamento può esprimere un altro governo. Forse. E di nuovo fra forze che hanno poco in comune, anche meno in comune rispetto a quelli che sono durati 15 mesi.

A seconda di quanto uno è più o meno ottimista, si potrebbe dire i tutelanti sostengano che non si debba andare al voto perché hanno paura dell’uomo nero, o verde, di turno.

Al quale, peraltro, finiranno per fare un favore. Non vincerà adesso, se non si andrà a votare, ma vincerà fra quattro anni, perché non si può rimandare per sempre.

Oppure perché credono davvero in una democrazia puramente parlamentare che a dire il vero da un quarto di secolo c’è solo sulla Carta, e che avrebbero voluto cancellare.

O, più semplicemente, perché gli attuali parlamentari preferiscono trovare una soluzione mentre sono loro, e non altri, a ricevere un ricco stipendio e fin troppi onori.

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