8 marzo in Spagna

Hai idea di come viene vissuto l’8 marzo in Spagna?

Non due mimose e amen. Ma qui abbiamo risolto tutto.

Noi siamo stati fortunati. Noi abbiamo avuto la Boldrini.

Miss Italia non va più in televisione e si dice “sindaca”.

Presto spero anche “dentisto”, “farmacisto” e “giornalisto”.

I giornali

Questa è la copertura sui giornali (visti dal telefono):

elpais.com
El País dedica i primi 7 articoli all’8 marzo.

elmundo.es
El Mundo, conservatore, dedica i primi 6 articoli all’8 marzo.

abc.es
ABC dedica i primi 5 articoli all’8 marzo.

larazon.es
La Razón, di destra sparata, non il primo ma 12 dei primi 14.

eldiario.es
El Diario dedica i primi 8 articoli all’8 marzo.

publico.es
Público dedica i primi 13 articoli all’8 marzo.

Catalogna

In Catalogna, poi, esagerano…

vilaweb.cat
Vilaweb dedica i primi 30 (sì, trenta) articoli all’8 marzo.

elnacional.cat
El Nacional dedica 15 dei primi 20 articoli all’8 marzo.

ara.cat
Ara dedica i primi 16 articoli all’8 marzo.

lavanguardia.com
La Vanguardia dedica i primi 15 articoli all’8 marzo.

elpuntavui.cat
El Punt Avui dedica i primi 5 articoli all’8 marzo.

naciodigital.cat
Nació Digital dedica i primi 10 articoli all’8 marzo.

8 Responses

  1. Pippo Cassetta 8 March, 2019 / 22:53

    Scusa ma se tu fossi un maestro e ti chiamassero maestra saresti contento? E se fossi un professore e ti chiamassero signora professoressa ti piacerebbe?
    Tra l’altro quando appresi per la prima volta che professoressa in spagnolo si diceva profesora la cosa mi fece sorridere. E questa cosa durò anche per un po’. Adesso non più, profesora mi suona anzi assai naturale. E mi sentirei imbarazzatissimo a dire “Beatriz, mi profesor de historia”. Così come mi suona stonatissimo chiamare “sindaco” una donna, o chiamare “signor presidente” la presidente del senato (come piace a Maria Elisabetta Alberti presidente del senato). Stonatissimo e anche ridicolo!
    Comunque sia, se ti suona ancora male è perché ti ci devi abituare. E ti assicuro, è solo questione di tempo. Perché è così che funzionano le lingue. Probabilmente le tue sinapsi hanno bisogno di un po’ più tempo per adattarsi a questa evoluzione. Non tutte le menti sono scattanti allo stesso modo, non tutte le sensibilità evolvono di pari passo. È normale che qualcuno arrivi prima e qualcuno un po’ dopo.

    • Jack 9 March, 2019 / 00:39

      La presidenta Boldrini e il comunisto Pippo non amano il tuo post…

      • Massimo 9 March, 2019 / 06:35

        ROTFL

  2. Massimo 9 March, 2019 / 06:08

    Fammi capire, Pippo: tu che hai le sinapsi veloci (rispetto a quelle di un pesce rosso, forse) se stato lì a fare un commento più lungo del post e non hai neppure risposto a perché si deve evitare di chiamare “sindaco” Carla e invece va bene chiamare “farmacista” Pietro?

  3. Pippo Cassetta 11 March, 2019 / 16:07

    In italiano non tutte le parole maschili terminano in -o. Con lo zampino del greco ancor prima del latino, farmacista è già maschile senza bisogno di mettere la -o.
    Il problema è un altro. Molte professioni nel passato erano precluse alle donne: giudice, avvocato, deputato etc. etc. Non era proprio previsto il corrispondente femminile. Se dicevi avvocata uno poteva pensare alla vergine Maria non certo a una donna in professione. Adesso le donne si stanno prendendo gli spazi che spettano loro. È giusto che anche la lingua ne prenda atto e si adegui.

    ps: Maestra era ed è un lavoro a grande maggioranza femminile. Nessuno però chiamava o chiama i rari uomini che facciano questo lavoro: “il maestra” o peggio “la maestra”. Si chiamano “il maestro” giustamente. Ed è giusto che anche le donne ci chiamino “sindaca”, “avvocata”, “deputata”…

    • Massimo 11 March, 2019 / 19:08

      Il farmacista e la farmacista va bene.

      Invece dire “il sindaco di Roma Virginia Raggi” non va bene.

      Misteri.

  4. Pippo Cassetta 12 March, 2019 / 00:06

    La regola che dice che se termina in -o è maschile e se termina in -a è femminile è una regola di massima, non vale sempre.
    “Farmacista” per esempio termina in -a ma non è femminile semmai ambigenere (questo per via del suffisso -ista che deriva dal latino -ista a sua volta dal greco -istès). Il genere qui è definito dall’articolo che lo precede o dall’aggettivo: la farmacista / bravo farmacista.
    “Il sindaco” invece è maschile quindi quando è donna perché non usare il femminile?

    • Massimo 12 March, 2019 / 11:16

      Farmacista è ambigenere per uso. E “sindaco” non può diventarlo?

      In ogni caso, al di là di queste interessantissime questioni l’attività della Boldrini a favore delle donne non è andata. Rendere accessibili gli asili nido a tutte le neo mamme, per dire, è più complicato. È un lavoro duro. E attira meno i titoli dei giornali.

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