Bisogna smettere

Bisogna smettere di cercare di inventarsi leggi elettorali che creino maggioranze artificiali che non esistono nel Paese dando assurdi premi di maggioranza stile Legge Acerbo che poi vengono dichiarati anticostituzionali. Ancora peggio se queste leggi le fate 2 mesi prima delle elezioni a tavolino e solo per penalizzare gli avversari, come fece il vostro idolo Berlusconi con la legge elettorale firmata da Calderoli.

Bisogna smettere di dire prima che “non eleggiamo il Presidente del Consiglio” e poi un secondo dopo che “vogliamo sapere un’ora dopo le elezioni chi ha vinto”. Decidetevi: o l’una, o l’altra cosa. Ancora peggio quando si corre con una coalizione con un candidato Presidente del Consiglio (nel 2013: Bersani), quando dopo le elezioni non si capisce chi ha vinto (capita!) ma si vuole lo stesso governare a tutti i costi.

In Spagna lo scorso dicembre non ha vinto nessuno. Hanno indetto nuove elezioni. Non è caduto il mondo, e anzi il Paese è tornato a crescere. Giugno: di nuovo senza vincitori. Avrebbero dovuto rifarle un’altra volta, e invece anche da loro forze non elette (Felipe Gonzáles e Susana Díaz) hanno tradito gli elettori a cui Pedro Sánchez e il PSOE avevano promesso che non avrebbero mai appoggiato il PP… *

Bisogna smettere di dire che chi vince deve poter avere carta bianca. Non è così in nessuna normale democrazia del mondo, e men che meno negli USA, se là vi piace guardare, dove conta di più il Congresso del Presidente. Sai chi ha detto che una volta che avesse vinto (magari con una legge elettorale cucita su misura) “poi lasciatelo governare e se non vi piace cosa ha fatto, fra 5 anni ne votate un altro”?

Iva Zanicchi. Non Jefferson. O Hamilton. Che non è il pilota di Formula 1.

Bisogna smettere di pensare di essere gli unici ad avere diritto a governare. E se si ha davvero paura che possa vincere un’altra forza politica, quello che bisogna fare non è barare prima, cambiando a proprio favore la legge elettorale, o dopo, facendo alleanze turpi che si era giurato di non fare, o, peggio ancora, barare prima e dopo, ma tutelare i pesi e contrappesi previsti dalla Costituzione, invece di volerli spazzare via.

1 Response

  1. Massimo 7 December, 2016 / 16:06

    * Nota: né Felipe Gonzáles, ex primo ministro, né Susana Díaz, presidentessa del governo regionale dell’Andalusia, entrambi del PSOE, erano in Parlamento. Hanno costretto Pedro Sánchez a dare le dimissioni da segretario del partito, si sono appropriati del partito in modi strani, hanno fatto tacere chi stava raccogliendo firme contro questa mossa e hanno chiesto ai parlamentari di astenersi (in una 15ina si sono rifiutati di farlo, votando no), permettendo a Rajoy di ottenere la fiducia del Congreso abbassando il numero di voti a favore necessari.

    Non mi risulta, invece, che nessuno del PD abbia votato contro il governo Letta-Berlusconi.

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