Sui morti non si scherza

La vignetta di Charlie Hebdo per me non era particolarmente bella; il pubblico a cui era indirizzata, gli italiani, non particolarmente svegli; e come conseguenza di ciò, hanno dovuto fare una seconda vignetta per spiegarsi meglio (thanks, Paola).

Non c’è niente da fare: per gli italiani “sui morti non si scherza”.

E’ questione di cultura, di religione, forse di civiltà contadina. E’ anche un cosa bella. Il rispetto per i morti, intendo. Il lodare i propri peggiori nemici una volta morti, altra cosa italianissima, è invece solo codardìa e leccaculismo.

Ma i morti, ormai, sono morti.

E se invece scherzarci e aiutarci a riflettere e a incazzarci potesse aiutarci a salvare vite umane la prossima volta?

Questo è il funerale del Perozzi. In Amici Miei. Quando poi muore per davvero l’attore Philippe Noiret, si arriva a fare un remake del funerale. Fra le polemiche.

Quando nel 1989 morì a soli 48 anni Graham Chapman dei Monty Python, i suoi amici e compagni di scorribande andarono ben oltre. Durante il funerale vero, con tanto di parolacce e cantando Always look on the bright side of life alla fine per salutarlo.

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