“Coi soldi dei privati”

Lo si sente dire sempre più spesso: questa o quella importantissima, fondamentale opera pubblica, che sia una linea di metropolitana, un pezzo di autostrada o Expo 2015 poco importa, verrà realizzata “con il contributo dei privati”. E tu pensi: però, pensa che gentili, sti privati. Pensi anche, magari: ah, va beh, che cazzo me ne frega, se poi non serve a nulla ci smenano i privati.

Poi, però, riaccendi il cervello. Da un lato, ti ricordi che la più grande azienda privata del Paese ha ciucciato soldi pubblici per 100 anni, facendo disastri in serie, da Arese a Termini Imerese. Dall’altro, ti chiedi: ma chi saranno mai, questi privati? Tu conosci per caso qualcuno a cui hanno offerto di investire dei soldi, che so, in una autostrada o in un inceneritore? Io no.

E ancora: ma siamo sicuri che siano “i privati” a fare un favore allo Stato? Non è per caso possibile che sia l’esatto contrario? Perchè, vedi, lo Stato, o più spesso gli enti locali, promettono ai “privati”, che vuol poi dire alle banche, che quella metropolitana la prenderanno x persone al giorno, e quell’autostrada avrà un certo tal traffico. Sono investimenti sicuri, per i privati.

Se per caso questi progetti dovessero essere un flop, lo Stato, o il Comune, dovranno pagare delle pesanti penali. E’ chiaro il giro? Le banche chiedono “investimenti” che non sono investimenti ma modi sicuri e a zero rischio di far fruttare i loro soldi. I Comuni accettano le loro condizioni, si legano mani e piedi e poi, non contenti, ringraziano anche “i privati” per i capitali.

E il peggio deve ancora arrivare. Se devo garantire che un numero x di persone prenderanno quella metropolitana, è possibile che io non voglia aiutare chi vuole andare a lavorare in bici? Se il mio meraviglioso inceneritore deve bruciare a pieno ritmo, è possibile che mi interessi poco o nulla diffondere una cultura della raccolta differenziata? Secondo te?

La verità è che quelli che comandano stanno svendendo il futuro a chi non sa che proporre “crescita” – del PIL, del cemento e dell’inquinamento – neanche fossimo negli anni ’50, e sabotando sul nascere qualunque possibilità di un mondo diverso, con ritmi diversi, un rapporto con l’ambiente e il territorio diversi. Tutto in nome del PIL, dei loro affari e delle loro tangenti.

2 Responses

  1. Massimo 8 July, 2012 / 12:41

    Vorrei dare un po' di sostanza all'articolo che così, senza nessuna fonte, potrebbe sembrare qualunquista.

    L'Autority per gli appalti pubblici ha recentemente pubblicato la sua relazione. Interessanti bastonate su costi fuori controllo, procedure poco trasparenti, etc e interessanti analisi su casi particolari come la TAV e diverse altre opere pubbliche. Fonte: Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture – http://www.avcp.it/portal/public/classic/Comunica

  2. Massimo 12 July, 2012 / 11:02

    Grazie per il link, ma non capisco perché questo post sarebbe qualunquista senza numeri. Si descrive un processo, un'idea di spesa pubblica che deve, secondo chi è al governo, tanto il PDL quanto il PDmenoL, essere grande, così possono tirare dentro le banche loro amiche ("abbiamo una banca!"), invece che piccolo, intelligente e capace di fare grandi cose con poco. Inceneritori vs. raccolta differenziata. O autostrade in centro città (la Gronda a Genova) vs. limitare il traffico privato e fare trasporto pubblico. Jaime Lerner, ex sindaco di Curitiba, Brasile, diceva: è quando togli uno zero dal budget che riesci ad avere idee interessanti. I nostri sembrano non capire questa idea.

Leave a Reply