Analisi strampalate ne ho viste tante…

Ma mai nessuna strampalata come questa di Vincenzo. Da dove inizio? vediamo: chi ha detto che la maturità è a circa 1 miliardo di utenti? Tre anni fa dove l’avremmo messa? Chi ha detto che tutti i servizi possano o debbano diventare tutti di massa quanto Facebook? Come è possibile non capire che LinkedIn, un network professionale, non potrà mai farlo, o che è esattamente per questo motivo – per poter diventare di massa – che hanno aperto Facebook anche a chi studente universitario non lo era più o non lo era mai stato? Davvero Orkut e MySpace sono ancora “da early adopters”, e non servizi morti e stramorti? Friendfeed é addirittura da “innovators”? (sì, da “innovators italiani” ;-)

Social Networks Adoption Lifecycle

11 Responses

  1. Randolph Carter 7 August, 2011 / 14:17

    Sarebbe come cercare di confrontare Gucci con OVS o Porsche con Toyota guardando le vendite…

  2. Dario Salvelli 7 August, 2011 / 15:44

    Non hai tutti i torti però prova a togliere i loghi ed i brand e sostituiscili…vediamo che ne esce fuori. ;)

  3. Massimo 7 August, 2011 / 15:48

    con cosa li sostituisco, scusa? Metto: mele, pere, banane, arance etc?

    Forse avrebbe più senso di quanto non ne abbia ora…

  4. vincos 7 August, 2011 / 19:21

    Ciao Massimo, alcune critiche che fai sono giuste e sono anche il limite del modello di Rogers.

    – la maturità a 1 miliardo è chiaramente un assunto alquanto arbitrario, ma plausibile visto che è l'obiettivo di facebook, per poter costruire un framework. La cosa fondamentale da tener presente è che il mio è solo un tentativo di avere un quadro della situazione molto semplificato. Chiaramente per ogni social network (es. LinkedIn) esisterà una curva fatta di adottanti potenziali individuati in ragione degli obiettivi e dello studio del mercato fatto dal management.

    – il modello non suggerisce che tutti i social network devono avere un successo di massa, ma soltanto dove si posizionano in virtù dell'adozione. E' perfettamente logico e plausibile aspirare ad una nicchia, esempio, di early adopters

    – Friendfeed è da innovators nel senso rogeriano ossia è stato adottato dai più attenti alle novità della rete (poi non è vero che è un fenomeno solo italiano, ma inizialmente molto statunitense)

  5. Massimo 7 August, 2011 / 20:02

    Ciao Vincenzo,

    va bene per la maturità a un miliardo (oggi). Ma per il resto…

    – se ogni servizio ha una curva diversa, con obiettivi diversi da quello di Facebook, che senso ha metterli tutti sulla stessa curva? Linkedin, per dire, potrebbe in teoria essere già molto più "maturo" di Facebook…

    – eh, no, è proprio questo il problema: quella curva dice esattamente che tutti devono arrivare a 1 miliardo! E mette proprio in modo del tutto arbitario in posizioni discutibili della curva quelli che sono a cifre inferiori…

    – Friendfeed forse era da innovators nel 2008. Ormai è da anni (relativamente) diffuso solo in Italia e in Turchia, dove lo usano "innovators" che non vogliono cambiare, mentre è stato di fatto abbandonato ovunque.

  6. Luca Azzone 8 August, 2011 / 00:44

    La curva di per se ha perfettamente senso e rappresenta un pattern comune non solo ai social ma un pò a tutti gli applicativi web, o l'informatica tutta, o le tecnologie tutte. (più o meno, andrebbero analizzati un pò di casi).

    Piuttosto è l'associazione dei momento della curva con vari sn, li non riesco a capire il nesso, come se fb si trovasse poco prima della fine del suo ciclo vitale e ff all' inizio.. ma forse dovrei leggere l'articolo di vincos, ora non mi va però :)

  7. Massimo 8 August, 2011 / 10:15

    beh, la curva è quella di Crossing The Chasm.

    Ciò che critico non è la curva in sé, ma il fatto che tutti questi servizi sono immaginati stare sulla stessa curva con obiettivo 1 miliardo di utenti, mentre chiaramente questo non ha senso per almeno due motivi: in primis, perchè non tutti possono puntare al bingo di fare 1 miliardo di utenti; e in secondo luogo, perchè di alcuni di questi servizi già sappiamo che hanno fallito, tipo MySpace, Orkut o FriendFeed. E ad esempio nel caso di MySpace, tra l'altro, è sbagliatissimo dire che non è riuscito a passare al di là del "chasm", comunque lo vogliamo chiamare in italiano, perchè è un falso storico: MySpace era già "maturo", o comunque nella metà di destra del grafico, anni fa, quando però il successo massimo immaginabile era posto diciamo a 200 milioni di utenti, e non è, di fatto, sopravvissuto allo spostamento di questo numero a 1 miliardo di utenti: quando è arrivato un player in grado di puntare a quel numero, MySpace non ce l'ha fatta, perchè, essendo un servizio dedicato alla musica e tecnicamente scarso, poco usabile e pieno di spam, non aveva le carte per fare il salto che ha fatto Facebook una volta aperto ai non-studenti. Ma rimetterlo oggi nella categoria dei siti che in questo momento sarebbe "da early adopter" quando era il "social network" numero 1 ai suoi tempi è un voler dipingere la realtà ex post con gli occhi di oggi e in modo del tutto arbitrario.

  8. vincos 8 August, 2011 / 11:45

    Massimo su MySpace si pone un problema di rappresentazione in quanto ora è scivolato in una nicchia di adottanti. Infatti ho scritto quello che dici tu "Infine MySpace, che dopo aver raggiunto la early majority con 225 milioni di utenti, sta ora faticando per conquistare una nicchia, come portale di entertainment"

  9. Massimo 8 August, 2011 / 12:07

    Sta conquistando qualcosa? O non sta cercando piuttosto di fermare un'emorragia che dura da anni e di cui non si vede la fine?

  10. Antonio 9 August, 2011 / 20:52

    Ciao dotcoma,

    Credo anche io che alcuni delle osservazioni fatte da Vincenzo vadano magari riviste e forse aggiornate alla luce di possibili modelli per spiegare il trend di adozione (perché é di questo che stiamo parlando, no?). Ho avuto modo di aggiungere questi miei punti di vista sul blog post.

    Piuttosto mi piacerebbe sapere cosa proponi tu in cambio? Credi che sia possibile in qualche modo esporre un modello?

    Ci sono delle limitzioni? se si, quali?

    Grazie,

    Antonio

  11. Massimo 9 August, 2011 / 21:21

    Ciao Antonio,

    io penso che il modello di Moore può aver senso non solo in chiave descrittiva ma anche in chiave prescrittiva, per cercare di capire cosa fare per aiutare un prodotto o servizio ad attraversare il guado e diventare di massa. In quest'ottica, penso che non abbia nessun senso utilizzare questo tipo di analisi per servizi che sono o morti o moribondi quali Friendfeed, MySpace e Orkut.

    Per gli altri, la mia idea è che la curva è diversa per ciascun servizio, o comunque di sicuro non è la stessa per tutti i servizi. Penso anche che non sia così banale decidere il punto di maturità servizio per servizio, ma che questo non giustifichi comunque il voler aver pensato di risolvere la cosa usando per tutti la curva (oggi) abbastanza verosimile usata per Facebook.

    Massimo

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