no, non è razzismo…

Titolo originario: Non è razzista chi uccide “uno sporco negro”
– di Rosaria Ruffini, docente di teatro allo IUAV, pubblicato su ePolis Milano del 18 settembre 2008, ripubblicato qui senza nessun permesso perchè è bene farlo. Punto.

“Sporco negro”, “negro di merda”, “ti ammazzo ciococlatino” non sono insulti razzisti. Una serie di sprangate in testa, fino a spaccare il cervello di un ragazzino di colore: questo non è razzismo. Così i telegiornali ci spiegano che l’omicidio di un giovane italiano di origini africane, celebrato con sguaiate e agghiaccianti grida di insulti sopra citati, non è un atto di razzismo, ma solo un omicidio per “futili motivi”. Mentre la madre e moglie dei due assassini si sbraccia spiegando alle televisioni che il figlio e il marito non sono affatto razzisti, anche Formigoni e la Moratti si affannano a commentare che questo non è un atto di xenofobia. Sorge spontanea la domanda: cosa bisognerebbe fare per essere razzisti? Mettere sulla graticolaa fuoco lento un ugandese, o infilare nel forno neonati congolesi? In realtà anche questo non è troppo diverso dal fracassare la testa di un ragazzino a sprangate. La vergognosa e immorale risposta dei politici di fronte a questa tragedia non fa altro che avvallare un violento clima di caccia al diverso. Clima che si fa sempre più teso, proprio grazie all’oscena giustificazione di atti di questo tipo. I due aguzzini (conprecedenti per rapina, stupro e tentato omicidio), in fondo sono solo due milanesi esasperati e “la vicenda non ha matrice xenofoba”, dicono i politici. In Italia nessuno è razzista, neanche quelli che armati di spranga fracassano ragazzini, all’urlo di “negro di merda”. Questo alleggerisce il cuore di molti: se questo non è razzismo, allora siamo tutti innocenti.

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