naviga italiano ?

Il post a cui mi riferisco, ovviamente, è quello di Marco. A mio modesto parere non sono gli utenti che vanno spronati a mangiare solo marroni canditi italiani. Sarebbe più che sufficiente che fossero meno esterofile le aziende e i giornali italiani. Due esempi su tutti: Alice ha stretto accordi per i canali piccoli annunci e video con due società francesi, Vivastreet e Daily Motion. Non c’era modo di farlo con qualcuno in Italia? Forse sì, forse no. E la colpa, ammesso e non concesso che di colpa si possa parlare, non è solo loro, ma anche degli attori italiani che non sono stati propositivi abbastanza o che sono arrivati in ritardo. Secondo esempio: a leggere i giornali e a sentire le radio, sembra che a livello di siti di comunità e personal publishing esista solo MySpace. Non c’è nulla di italiano di cui si potrebbe parlare, per una volta? Ma, si sa, siamo il popolo più esterofilo del mondo, quindi…

8 Responses

  1. Federica 13 March, 2007 / 11:49

    Alice ha stretto accordi anche con OkNOtizie e Segnalo che sono italianissime, per il social bookmarking.
    Per quanto riguarda Dailymotion, penso che abbiano valutato chi era gia’ ben piazzato su scala internazionale, per avere fin dal lancio un buon traffico intanto che il pubblico italiano cominciava a registrarsi al servizio e inserire i propri video.

  2. Massimo Moruzzi 13 March, 2007 / 12:29

    tutto vero. e infatti dico che le ‘colpe’ (o semplicemente i ritardi) sono di entrambe le parti.

  3. Marco 14 March, 2007 / 10:38

    caro Max, sappiamo bene come vanno certe cose, no? mica gestiamo il chiosco delle bibite all’angolo della strada (che sarebbe probabilmente anche più redditizio…)

  4. Cle` 14 March, 2007 / 14:24

    Trascinati dall’entusiasmo esterofilo anche in Italia forse nasceranno dei movimenti simili.
    Da parte di chi cerca di creare social networks italiani (e non stronzate copiate) la volota’ c’e’, ma forse manca la collaborazione.

  5. Daniele 15 March, 2007 / 17:39

    Massimo. Hai centrato il punto. Solo che il problema rimane che le startup italiane non hanno un soldo e normalmente succede che:
    a) Partono come possono
    b) Arrivano a metà strada, godono qualche successo
    c) Vengono comprate da uno straniero
    oppure
    c) Vengono comprate da un big dei media italiano (RCS ad esempio) che le annega nel calderone e scompaiono
    Se ci fossero Venture Capitalist disposti a mettere, chesso’, 5 milioni di euro in una internet company allora forse cominceremmo a vedere qualche movimento interessante di società italiane che spaccano il culo ai passeri.

  6. Massimo Moruzzi 15 March, 2007 / 19:54

    Ciao Daniele,
    a me il tuo a) -> b) -> e c) non sembra poi così male :-)
    5 milioni di euro sono soldi seri, che possono anche essere giustificati ma solo da business che possano fare decine se non centinaia di milioni di fatturato, non da siti web2.0 pur interessanti come 2spaghi, per dire.

  7. Lorenzo 16 March, 2007 / 15:02

    Ci sono tanti siti e servizi forti in Italia con cui valga la pena fare degli accordi?? Ni!
    Io sto lavorando a un progetto mio che dovrebbe entrare nel mercato della distribuzione di contenuti televisivi innovativi in modo innovativo, molta gente è interessata a potenziali accordi una volta partiti, con contenuti interessanti, ma in questa fase me la sto finanziando io. Se fossi altrove avrei trovato dei soldi per fare accordi importanti e fare promozione all’altezza.
    Insomma chi riesce a fare delle cose qui è perchè è già inserito. In più perchè Silvio Scaglia (per citare un progetto a caso) se ne va a Dublino a fare Bablegum?
    Poca innovazione e poche robe interessanti. Hai voglia parlarne…

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