Kwangmyong

Kwangmyong è, secondo The Economist, l’intranet locale della Corea del Nord, l’unica Rete a cui possano avere accesso i cittadini (i cittadini? sarebbe meglio dire i sudditi!) di quello sfortunato Paese. Ma è davvero tanto diversa da Vodafone Live o dalla Home TV di Alice? Ah, non mi dite che Alice vi passa i film (e Vodafone cosa? La loro versione Vodafone Live di MySpace e YouTube?), perchè anche il Grande Leader Kim Jong II è un appassionato di cinema…
Quando la capiranno, questi testoni delle Telco, che tutto ciò che vogliamo è il traffico dati, in puro stile stupid network, e che poi con quei dati facciamo quello che vogliamo, compreso far fuori le Telco stesse chiamando con servizi come Skype che tagliano fuori i loro network intelligenti (e costosi)? Lo dico sottovoce: io le ri-nazionalizzerei, le Telco. Che tanto, l’unica competizione che hanno fatto è a chi ha la modella più gnocca e la pubblicità più stupida…

6 Responses

  1. mik 16 February, 2007 / 12:14

    Bravo Massimo, TUTTO IL POTERE AGLI HUB!
    Davvero sarebbe bello avere una rete dati nazionalizzata, a basso costo, ben funzionante, accessibile a tutti e senza nessun stramaledetto servizio a valore aggiunto (aggiunto?! modella stupida, pubblicità gnocca, appunto)

  2. Massimo Moruzzi 16 February, 2007 / 12:31

    ma una roba del genere può succedere forse solo in Svezia o a Singapore.
    O in Bolivia. Hasta la victoria. sigh ;-)
    p.s.
    modella comunque in media più intelligente dei vari direttori marketing di telecom, imho.
    Che lei prende soldi perchè è figa, loro li spendono pensando di far diventare l’azienda cool.

  3. zen 16 February, 2007 / 14:30

    non era un po’ il Progetto Rovati per Telecom o sbaglio?
    ciao
    z

  4. les 16 February, 2007 / 15:03

    No il progetto Rovati voleva scorporare la rete Telecom per fini prettamente finanziari.
    Non aveva alcuna idea lungimirante sull’utilizzo successivo della rete…
    Bravo Massimo,
    apriamo una campagna per la nostra Stupid Netword!
    Più stupida è, più gnocca sarà…

  5. Pietro 17 February, 2007 / 16:05

    Ne parla spesso Stefano Quintarelli… lui propone One Network, una sola infrastruttura di rete condivisa, con la partecipazione dei vari operatori.
    Vi segnalo questo suo articolo pubblicato questa settimana su Nova24 e ripubblicato da Stefano sul suo blog (che vi raccomando di seguire se vi interessano queste tematiche)
    blog.quintarelli.it/2007/02/articolo_su_one.html
    “Le reti di trasmissione dati a larga banda e always on sono un fattore competitivo per un Paese? Se questo Paese vuole innovare, sÏ.
    Ma se gli investimenti non sono remunerabili, come si puÚ fare?
    Occorre uno sforzo di politica industriale che traguardi lo sviluppo del principale ambiente di crescita economica (l’Ict in Europa contribuisce al 40% della crescita del Pil) e capire che si tratta di un vero e proprio ambiente, nel quale convivono e operano pi˘ soggetti e che Ë quindi interesse solidale di tutti mantenere e sviluppare.
    Va realizzata una sola infrastruttura condivisa, come viene ipotizzato per ragioni di ottimizzazione di investimenti, anche per le reti che distribuiscono i segnali televisivi: One Network con partecipazione degli operatori.”

  6. Massimo Moruzzi 17 February, 2007 / 19:16

    bell’articolo, grazie Pietro! Domanda, però: in Danimarca o in qualcuno degli altri Paesi citati sono arrivati al One Network o semplicemente il monopolista è meno monopolista e deve sottostare a delle regole che non impediscono gli operatori virtuali e più in generale la concorrenza? Ci riusciremo mai, in Italia? Non era il caso di prendere al balzo lo scandalo Telecom e rinazionalizzare il tutto, o almeno la parte di (one) network e smettere quindi di avere un operatore più uguale di tutti gli altri?

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