Un link in meno

visto che se la menano col numero di link che hanno e ci leggono di tutto e di più, e visto che, con tutta probabilità, non è Grillo a scrivere quel blog, o che se è lui è diventato grafomane e scrive anche quello di Di Pietro – vedi anche: Paolo e Massimo – noi qui, per quel pochissimo che conta, togliamo il link a beppegrillo.it dal nostro blogroll. Per quanto mi riguarda, il blog di Beppe Grillo, o forse del suo ghost writer, chissà, è stato indubbiamente il fenomeno Internet dell’anno in un altro scialbo 2005 italiano. Ma ha fatto il suo tempo, e non ci interessa più.


Rimane invece il link al blog di Dario Fo, anche se penso che sia stato uno dei punti deboli – o perlomeno non forti abbastanza – della sua generosa campagna: url non ottimizzate, troppi pdf che google non vede, stile non abbastanza personale, aggiornamento non regolare (il vuoto per diversi giorni dopo la bellissima serata del mazdapalace, ad esempio). E rilancio: se lui o qualcun altro come ad esempio Basilio Rizzo vorrà raccontarci un po’ cosa succede dietro le quinte del potere in consiglio comunale, io, per quello che posso fare, sono sempre disponibile.

43 Responses

  1. morbìn 1 February, 2006 / 14:01

    non concordo… cmq il blog di grillo (o di chi per lui) dà contenuti importanti e ha aggregato una comunità di persone cui questo sistema politico-mediatico non va bene…

  2. Carlo Felice 1 February, 2006 / 14:43

    Era settembre quando mi permisi di criticare Grillo e il blog di Grillo, suscitando l’ira funesta e simpatica di un suo ammiratore.
    E davanti alle accuse di censura a Pino Scaccia scrissi che, allora, era più censore Grillo.
    Non vorrei ripetermi, ma considero il blog di Grillo come un esercizio intellettualmente stimolante, che sia scritto da lui o da qualcuno che scrive su sua ispirazione (tenderei a escludere l’ipotesi che Grillo non sappia ciò che apparirà sul blog a suo nome…). Tuttavia a volte scivola nel fanatismo molto più di certi blog americani ancora più seguiti del suo (il Daily Kos, tanto per citarne uno) e quindi, per essere letto, ha bisogno di menti critiche che, perdonatemi la presunzione, mi sembrano merce piuttosto rara fra coloro che gli lasciano commenti (so che adesso mi arriveranno metaforiche sventagliate di mitra, ma è il pensiero che mi viene scorrendo ogni tanto centinaia e centinaia di quei commenti).
    Tutto questo papiro per dire che, anche se non è Grillo l’autore materiale dei post, continuerò a seguire il blog dal mio aggregatore con lo stesso spirito di prima: quello di un lettore e non quello di un devoto fedele di una religione.

  3. Simone Brunozzi 1 February, 2006 / 15:22

    Nota sul blog di Fo: sono andato personalmente a Milano il 7 gennaio per incontrarlo, ci ho fatto una bella chiacchierata sul discorso “internet” e “informatica”, e alla fine, non capendoci un fico nè lui nè Franca (nonostante sia una Apple heavy user), mi ha suggerito di chiamare il figlio Jacopo.
    Chiamatolo, sono stato liquidato in 5 minuti, come a dire: ci sono cose più importanti. Arrogante.
    Aivoglia a far loro capire che stavano rinunciando ad un mezzo indispensabile.
    Chi è causa del suo mal… peccato che forse ci hanno rimesso di più i milanesi stessi.

  4. simone 1 February, 2006 / 15:25

    la qualità dei suoi post è diminuita in maniera inversamente proporzionale all’uso del grassetto.

  5. Maxime 1 February, 2006 / 15:35

    Io Belle Grillo l’ho slinkato già da tempo. Se fosse davvero il salvatore della patria ed il portatore della verità assoluta non lancerebbe campagne a senso unico e non censurerebbe ciò che è scomodo. Siti di organi di partito ce ne sono già tanti.

  6. Tambu 1 February, 2006 / 16:06

    vuoi vedere che il più avanti di tutti son io che non l’ho mai linkato? ;-)))

  7. Aghenor 1 February, 2006 / 16:41

    Lasci però il link a Fo che è uguale a quello di Luttazzi… Mi sfugge il senso.

  8. Domiziano Galia 1 February, 2006 / 17:03

    Ci avevo già pensato ai tempi del Rapporto Casaleggio. E il suo essere un nodo isolato nella blogosfera mi dava un po’ l’impressione di spocchioso. Come hai ben detto è stato il fenomeno del 2005. Ma ora siamo nel 2006.
    Due in meno.

  9. Ed 1 February, 2006 / 18:33

    Sarei curioso di sapere cosa ti ha fatto scattare la molla.
    Nel mio piccolo io l’ho nei link, anche se alla fine qualche dubbio è venuto pure a me, anche per i commentatori che spesso ho fatto fatica a distinguerli dai reazionari.
    Solo che sono curioso…

  10. Matteo Balocco 1 February, 2006 / 19:04

    Massimo, non ti funzionano i trackback!!!!
    Ecco qua

  11. Deeario 1 February, 2006 / 20:00

    Grillo fuori dal blogroll

    Il blog di Beppe Grillo ha fatto il suo tempo.

  12. Massimo Moruzzi 1 February, 2006 / 20:15

    Stefano, non capisco – per nulla – il paragone con il blog di Luttazzi. Cosa mi ha fatto scattare la molla? Piccole cose, dal loro uso strumentale del blog di Grillo per presentarsi come super esperti di blog all’inutile blog in inglese su cui però finivo sempre seguendo il link a beppegrillo.it (sta candidandosi al Nobel?) mi avevano già fatto cadere un po’ le braccia. Questa storia del blog di Di Pietro, poi, è davvero stucchevole. Anzi, se per caso mi legge Totti, a Francé, mi offro per farti da blog consulente gratis! i trackback… boh, non so che dire. Quello di Tony è arrivato.

  13. Massimo Moruzzi 1 February, 2006 / 20:22

    per il blog di Dario Fo: è un peccato. E scusatemi se sono così presuntuoso da pensare che con 12 mesi di tempo e il pieno appoggio di Dario e Franca si sarebbe potuto usare il blog per vincere.

  14. Janeway 1 February, 2006 / 20:28

    Ho espresso il mio disaccordo a questo post sul mio blog, Massimo, ne riporto qui una parte.
    Io non sono d’accordo. Beppe è una voce coraggiosa e propositiva, seppur non esente da difetti. Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono sintomo di quella puzza sotto al naso molto diffusa nell’area politica di centrosinistra.

  15. Massimo Moruzzi 1 February, 2006 / 20:36

    Ciao, non è una presa di distanza da Beppe Grillo. E’ una presa di distanza da un blog che non è scritto da lui, e che è populista nel senso peggiore del termine come invece Beppe Grillo non è, come scritto a suo tempo e molto bene da Gianluca Neri, ad esempio. io voglio un populismo che inviti la gggente a FARE qualcosa, e non solo a fare i pecoroni che commentano come al bar. Che inviti la gente a farsi un blog, ad esempio. Ma lì non ci sentono. O a lanciare delle discussioni vere, che però con un blog da mille commenti a post non sono possibili. Peccato.

  16. Janeway 1 February, 2006 / 20:46

    Mi era parso che la cosa fosse piuttosto chiara da subito… ha una redazione a cui detta il nocciolo dei post e loro gestiscono tutto l’ambaradan, quindi sì, non è un blog puro (d’altra parte lui non commenta mai…), ma che i contenuti siano farina del suo sacco mi pare dimostrato dai contenuti dei suoi spettacoli… dice le stesse cose. Vabbè, pace. :-)

  17. Massimo Moruzzi 1 February, 2006 / 20:52

    boh. non di tutto, dai. parla anche di vivisezione ai suoi spettacoli? di tool per fare le immagini via web (vedi 18 gennaio)? e poi… Di Pietro uguale? anche lui parla di Fiorani etc? A me la cosa ha dato parecchio fastidio. E’ una rottura di fiducia, secondo me. E giuro che mi dispiace.

  18. biagio 1 February, 2006 / 21:16

    non sono d’accordo.
    sarà che non ho un blog mio e non posso capire

  19. Massimo Moruzzi 1 February, 2006 / 21:20

    Biagio, un blog = la tua Voce. un blog dà una voce anche a chi non viene ascoltato da nessuno, se ha qualcosa da dire. Grillo non ha questo problema. Bene, benissimo. Ma se fa un blog, deve porsi sullo stesso piano degli altri e lo deve fare lui. Non farselo fare. Uguale a quello di Di Pietro, poi. Se no, è una roba falsa. E io, nel mio piccolo, non ci sto. Tutto qui :)

  20. Janeway 1 February, 2006 / 21:24

    Forse il problema sta nell’averlo definito blog… del blog ha il layout, non lo spirito, la partecipazione in prima persona, questo è innegabile. Quanto al blog di Di Pietro… la coincidenza esiste, ma non li faccio così stupidi da farsi il controcanto. Forse è solo una convergenza casuale di idee… boh, basta aspettare e vedere come si evolve.

  21. eiochemipensavo 1 February, 2006 / 21:27

    io ho aspettato che dicesse qualcosa di intelligente o almeno di divertente prima di lincarlo.
    quindi non l’ho mai lincato, a dirla tutta.
    come tambu, ma con consapevolezza :)

  22. biagio 1 February, 2006 / 21:34

    dice cose interessanti e a volte divertenti, cose su cui vale la pena di riflettere…magari di farsi un’opinione.
    e poi ha avuto la capacità di fare uscire il blog dalla Rete. fa business.
    vi fa schifo?

  23. Massimo Moruzzi 1 February, 2006 / 21:43

    non ha fatto entrare il blog NELLA rete. avrebbe potuto far aprire centomila blog, e non l’ha fatto. ‘blog’ è solo una parola nello spettacolo, una parola di moda, come ‘web’ o ‘ecommerce’ o ai tempi ‘wap’. e skype, almeno, lo fa provare, durante lo spettacolo. fa business? sì, insomma, fidelizza i fan fra un tour e il seguente. mi fa schifo? no. ma si potrebbe fare di più e meglio, secondo me.

  24. bah 1 February, 2006 / 22:49

    eh, l’invidia di non essere mai stati, manco per mezza giornata, un “fenomeno della rete”….

  25. Massimo Moruzzi 1 February, 2006 / 22:53

    LOL. Lo sono da 5 anni, un fenomeno della rete! ;-P

  26. morbìn 1 February, 2006 / 23:04

    ehhhh ma tu cosa mi dice, masimo?!?
    “io voglio un populismo che inviti la gggente a FARE qualcosa, e non solo a fare i pecoroni che commentano come al bar”
    … io d’acordisimo con te, ma tu sai bene che 98% dei grandi media di carta o di tv non solo non fano comentare a gente la caca che ci piove sula testa ma, molto pegio, i altri media grandi sur serio stano tuti ziti su tuta la caca che ci piove sula testa… ke non si sa mai ke perdano poltrona….
    …. eh suvia masimo, sarà pure un bo’ melio questo bepegrilo, anghe se ultra-fake de noantri, aoh o no?

  27. Massimo Moruzzi 1 February, 2006 / 23:47

    che tipo :)
    sì, vero. ma MOLTO fake. hanno preso un comico, alcune delle cose serissime e scomodissime che dice, aggiunto un po’ di altra roba e un po’ di attualità e ne hanno fatto un prodotto. E ora riciclano parte del lavoro – non dei template ma dei post! – e ne lanciano un secondo. e comunque, io gli altri media non so neanche cosa sono. non penso di aver mai guardato un tiggì dall’inizio alla fine in vita mia, a casa ho comunque la BBC e ormai compro il corriere solo al mercoledì e solo per il vivimilano e repubblica un altro giorno a caso e basta. sì, serve agli altri. bene, che se lo leggano. magari lurkerò anche io, ogni tanto. ma non voglio più sostenere il prodotto. è un fake ed è uno spreco, altro che un successo.

  28. Max 2 February, 2006 / 00:02

    Boh, secondo me ci dovrebbero essere blog italiani di maggiore qualità di contenuti. In Italia non ci sono blog paragonabili a quelli americani, o sbaglio?

  29. mascia 2 February, 2006 / 00:57

    Grillo va preso a piccole dosi. Entrare nel suo sito non più di 2/3 colte a semestre: così lo si apprezzerebbe di più non vedendone le pecche.
    Si rilassasse un attimo non sarebbe male..

  30. biagio 2 February, 2006 / 08:47

    massimo, grillo ha fatto uscire il blog dalla Rete, non entrare nella…
    mi riferivo allo spettacolo in cui si parla di blog e di internet, alla settimana (la versione stampabile dei post), alle pagine di giornale acquistate in particolari occasioni.
    insomma, confessiamolo, fa rosicare un po il fatto che arriva uno già noto, crea un prodotto imprenditoriale e diventa uno dei primi in italia e in europa. fa rosicare quelli che su questo tipo di comunicazione ci lavorano da anni.
    per il resto sono d’accordo con mascia(piccole dosi) ed anche con te (si potrebbe fare di piu e meglio).
    quello che noto però tra (mi permetto di chiamarvi così) gli operatori o esperti di blog è una certa grande (esagerata secondo me) consapevolezza di se stessi. una sorta di presunzione di competenza, idealismo metodologico, in poche parole una mancanza di umiltà che invece ritengo utile in ogni occasione ed in ogni campo:
    molti tra voi blogger ha certezza del pensiero che esprime e conosce a menadito la tecnica, la mission del blog e giudica gli altri (le eccezioni confermano le regole).
    i vostri blog, sebbene interessanti in molti casi come in questo, sono commentati prevalentemente da blogger. questo secondo me è un limite che grillo ha superato con la forza del suo nome.
    secondo me qualsiasi blog, in questa fase culturale, almeno in italia, dovrebbe essere targettizzato verso chi i blog non li usa abitualmente e dovrebbe essere poco narcisista, trovando una formula di business su cui lavorare.
    …comunque…non intendo critricare nessuno, mi scuso nel caso in cui venissi male interpretato, mi piacerebbe soltanto capirci di più

  31. Phibbi 2 February, 2006 / 10:58

    “noi qui”, “togliamo”… max, ma parli in terza persona come il neri o i giornalisti? dai, non me lo fare

  32. Aghenor 2 February, 2006 / 11:02

    Per Luttazzi/Fo era solo una provocazione per drupal ;)
    Ribadisco che non si può pretendere che, a certi livelli, tutto sia vergato di proprio pugno. La firma in cale ai post equivale a sottoscrivere e ad approvare il contenuto. Si tratta comunque di comunicazione. Polemiche come queste non aiutano la promozione del mezzo.

  33. Tambu 2 February, 2006 / 14:07

    non cpaisco la querelle… si può benissimo seguire il blog di grillo, leggerlo, e non linkarlo. che ogni tanto scriva cose che fanno riflettere, è vero ed innegabile. ma slinkarlo è un modo per dire “hey, pensa più a scrivere contenuti che a dire che più sei linkato e più devi godere di fiducia”…

  34. Giuseppe Mazza 2 February, 2006 / 14:41

    Bella discussione, ma considerando l’enorme mole di link in ingresso, uno in più o uno in meno, per quanto di alta notorietà (PageRank?), fa il solletico all’invenzione di Casaleggio…

  35. Massimo Moruzzi 2 February, 2006 / 23:04

    sì, sì, qui plurale maiestatis. E pagerank 6. and proud of it :-)
    per Biagio: non sono molto d’accordo. già detto e ridetto, ma il ‘blog’ secondo me Grillo l’ha calato dall’alto. per il suo pubblico più generico è solo un altro strumento strano e ‘tecnologico’ nelle mani del Comico, non una roba come skype che Lui invita tutti ad usare. e soprattutto, Biagio, chi se non Grillo avrebbe potuto fare un blog per i non-blogger? se lo faccio io, non mi caga *nessuno*.

  36. biagio 3 February, 2006 / 09:36

    hai ragione ma la sfda è proprio questa: fare blog ad uso e consumo di non blogger. la domanda è: questo è possibile solo per grillo?
    io ci rifletto e cerco di capire se, come succede in america, è possibile “vivere di blog”

  37. Massimo Moruzzi 3 February, 2006 / 10:36

    di sicuro sono in molti che ci stanno provando, da blogo.it a 2beblog.it a blogosfere.it a blogcenter.net a communicagroup.it a tecnocino.it

  38. gm 3 February, 2006 / 11:44

    Grillo sindaco di Voghera

  39. charizard 5 February, 2006 / 23:57

    confermo anche se non provo, che ci sta dietro tutta la banda di Casaleggio Associati … in un certo suo ex ambiente lo si mormorava tutti da ‘mmo …

  40. Janeway 6 March, 2006 / 01:30

    La spocchia di dotcoma

    Non si tratta d’incoerenza: qualche post più in basso ho espresso stima e gratitudine al blog dotcoma, stavolta mi tocca prenderne le distanze. In un post di oggi, Massimo dichiara (e motiva) il suo disamore per il blog di Beppe Grillo, e ne tog

  41. Falsi movimenti 6 March, 2006 / 02:27

    Perché tutti ce l’hanno con Grillo?

    Alcune delle vette più alte della blogosfera hanno bocciato definitivamente il blog di Beppe Grillo. Ne ho trovati almeno 5, tra i miei blogger preferiti, che per vari motivi prendono le distanze dal progetto che Grillo sta portando avanti da

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