The End Of Fee ?

Remember? Qualche anno fa sembrava che non vi fosse più spazio per i contenuti gratuiti. Mentre nel Bel Paese imperversavano i dialer – scarica loghi e suonerie gratis, paghi solo la connessione (…) e Repubblica lanciava l’abbonamento online (quanti ne hanno venduti: tre?) negli Stati Uniti si celebrava – con un blog gratuito, però – la fine del gratis, theendoffree.
Il Vostro dissentiva. Poi è arrivato Google, e tornano gratuiti anche alcuni servizi che avrebbero avuto senso a pagamento. Due anni fa Google compra Blogger. Blogger Pro diventa gratuito. A chi ha pagato aiutando la società a sopravvivere nei tempi duri viene inviata una simpatica T-shirt di ringraziamento. In Spagna, intanto, El Pais passa a pagamento. El Mundo ringrazia.
Ancora Google. Prima AdSense, poi GMail. Come Yahoo! Mail Plus, meglio di Yahoo! Mail Plus. Costo, zero dollari. Yahoo! Mail Plus costava $ 29.99, ora costa 19.99. Ancora un po’ e ci siamo. E non è finita. Addirittura, il Wall Street Journal decide di rendere accessibili agli utenti – e all’indicizzazione su Google News – un paio di articoli al giorno. A parte eBay (ma…), l’unico giardinetto che resiste a pagamento parrebbe essere il dating, anche se penso che i servizi generalisti e a pagamento finiranno sotto il triplice assalto dei social network, dei servizi gratuiti e di quelli più matrimoniali. Sbaglierò, ma penso che il 2005 potrebbe essere l’anno del gratis.

17 Responses

  1. Paolo Graziani 9 January, 2005 / 11:00

    Hai ragione, ma questo è un effetto della crisi della net-economy, imho. Non un segno di sviluppo.

  2. Storielaterali 9 January, 2005 / 11:10

    2014, Googlezon e EPIC

    Cosa succederà da qui al 2014 nel mondo dell'informazione online? Qualcuno si è divertito ad ipotizzarlo relizzando un mini-documentario di 8 minuti in Flash tanto bello quanto… plausibile!(link via Giovanni).Curiosamente, leggevo un pezzo molto i…

  3. Massimo Moruzzi 9 January, 2005 / 13:32

    Non ti seguo, Paolo. i nostri amici di Mountain View stanno spaccando il mondo in due. Gratis, ci offrono non solo il miglior motore di ricerca del mondo, ma anche la miglior webmail, il più diffuso servizio per bloggare, la possibilità per chi gestisce un sito di guadagnare qualche soldino con la pubblicità senza spaccarsi la testa e, non ultimo, un servizio di news che obbligherà i quotidiani – pena l'invisibilità – a lasciare i propri siti e i propri articoli consultabili gratis. Non solo: presto metteranno online anche milioni e milioni di libri, la più grande biblioteca del mondo a portata di clic. Crisi? Per gli altri, forse :-)

  4. Massimo Moruzzi 9 January, 2005 / 14:35

    di più, Paolo. io vedo crisi non dove vedo il ritorno del gratis, ma, al contrario, nei modelli estremi che vorrebbero far pagare tutto, anche nei modelli di "walled garden" alla meetic, ebay o friendster (ammesso e non concesso che friendster riesca mai a far pagare qualcosa) ma soprattutto nei modelli "telefonici" che vorrebbero lasciar accedere ai propri servizi e alle proprie pagine web solo chi usa una determinata connessione Internet. Libero, ad esempio, che lascia scaricare la posta e accedere alla webmail solo se sei collegato con loro – date via GMail a tutti, it's good for the web! – e altri ancora, col risultato che, dovesse vincere questo modello assurdo, ci ritroveremmo con un web assolutamente "broken", simile al mondo dell'Instant Messaging, diviso fra n operatori non comunicanti fra di loro…

  5. stefano 9 January, 2005 / 15:15

    E' un interessante tendenza quella in atto e che tu hai ben delineato: il ritorno della gratuità dei servizi è un segnale del movimento più ampio caratterizzato anche dalla necessità di aprire maggiormente i diritti d'autore (con la Creative Commons ad esempio), dalla sempre maggior disponibilità di software gratuito e libero (IBM promuove Linux da anni e anche Sun sta pensando di aprire il suo sistema operativo).
    Io da un po' di tempo vedo meno segnali di crisi, sebbene non mi possa dire di respirare quell'aria che circolava alla fine degli anni 90.

  6. Luca - Pandemia 9 January, 2005 / 15:19

    Massimo, The End Of Free non è americano ma europeo.

  7. Massimo Moruzzi 9 January, 2005 / 15:25

    ah, Olivier Travers è inglese? Alcuni dei blogger che intervengono, ad es. EV, sono americani. Per Stefano: oh yes, Linux e CC – e anche la prima birra open source :-) Stiamo andando verso un mondo migliore. L'aria di fine anni 90 era viziata. E grazie Sirchia, già che ci siamo!

  8. settolo 9 January, 2005 / 17:00

    Bellissimo articolo. Anche se, come hai detto tu stesso nel post che autociti, non è tanto una questione di pagare o meno. E' che dietro questo free or not free c'è tutto un discorso di libertà, di "internet delle estremità" contro quella centralizzata che alcuni vorrebbero imporre.
    Mi auguro tu abbia ragione :)
    Ma fino a che il protocollo IP esisterà, e chiunque si internet potrà offire il proprio servizio anche dal proprio PC a casa, e i grossi nomi non riusciranno ad imporre PC e SO incapaci di accedere liberamente a internet, siamo noi ad avere il manico del coltello in mano.

  9. Massimo Moruzzi 9 January, 2005 / 17:15

    Lo spero. spero in un world of ends. in effetti, le conoscenze, i software, i servizi web-based e i costi per offrire un sito o anche un servizio da casa vanno e andranno sempre giù. Il protocollo IP potrebbe in teoria anche 'chiudere' il web se molti siti si rendessero raggiungibili solo da chi usa una certa connessione Internet (e quindi un certo range di indirizzi IP) in cambio di una percentuale di quanto l'utente spende in traffico telefonico. Ma è un modello un po' triste e che dal punto di vista economico può (forse) funzionare solo per i siti molto sticky – oddio, quanto fa 1999! – tipo le chat. per il resto, sarà un mondo open :-)

  10. settolo 9 January, 2005 / 17:44

    Io intendevo che il bello dell'IP è che, se "molti siti si rendessero raggiungibili solo da chi usa una certa connessione Internet" (ogni riferimento alle email di Libero è "del tutto" casuale), non tarderebbero a nascere servizi equivalenti e gratuiti forniti da altri. O almeno, ci sarebbe questa possibilità, offerta dal protocollo.
    Incrociamo le dita :)

  11. SAPO!! 10 January, 2005 / 12:52

    mi hai convinto, max.
    da oggi, il mio blog potrà essere letto gratis. e ci saranno più figa e meno tasse per tutti. e un milione di posti di lavoro.
    ah dimenticavo… spegnere le sigarette prima di leggere, please.

  12. Massimo Moruzzi 10 January, 2005 / 13:01

    ero sicuro che ti saresti candidato anche tu con me e con silvio. grazie sapo! ;-)

  13. Gmarco 10 January, 2005 / 14:12

    Sono curioso di sapere i numeri degli abbonati delle versione pay di corriere/repubblica..qualcuno li sa?

  14. Massimo Moruzzi 10 January, 2005 / 14:35

    i due o tre che si sono abbonati, se non se ne sono scordati ,-)

  15. Gmarco 10 January, 2005 / 16:59

    Eppure FT ha un sacco di abbonati..

  16. Massimo Moruzzi 10 January, 2005 / 17:07

    non conosco il caso del FT, la mia massima lettura finanziaria sono le storie di paperone. ad ogni modo, imho i casi sono due: o vendono quasi solo a uffici, società etc. che lo comprano perchè *devono* comprarlo, fa figo, come potremmo mai fare senza etc, oppure con tutta probabilità offrono dei servizi utili. Le Monde, ad esempio, offre dei tool per gestire gli articoli che "salvi" online nel tuo account. Repubblica cosa offriva? Se non sbaglio, il giornale in formato Pdf da stampare comodamente dalla tua stampante. non so se più comodo od economico. Strano che non ce l'abbiano fatta! ,-)

  17. Gmarco 10 January, 2005 / 17:56

    tra l'altro il corriere ha messo a pagamento la versione del giornale, peccato (per loro) che si può leggere gratis il giornale azzeccando il link…

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