letture per la gnù economy

dot-coma
” … gli è tutto sbagliato, tutto da rifare …” – Gino Bartali

Pover uomo, il mio dottore. Lo psichiatra, per precisione. Mi ha preso in cura in agosto, mentre voi eravate al mare, e mi ha consigliato il weblog come terapia anti-logorroica. “Scriverai ancora più cazzate, ma almeno brevi”, mi disse. Già. Illuso. Dot-coma is back! – anche in newsletter.

cross promotion: sì, questa email è vergognosa auto-pubblicità per promuovere il weblog. Vuoto il sacco: d’ora in avanti, sul weblog troverete le cazzate che mi passano per la testa giorno per giorno; nella newsletter le cazzate più lunghe a cui lavoro di tanto in tanto. A dot-coma abbiamo un obiettivo molto ambizioso: occupare l’intero mercato delle cazzate.

OK, passiamo a parlare di libri:

Community Building on the Web
“The Web is becoming our collective town square”, ci dice l’autrice Amy Jo Kim. Con tanti saluti ai sostenitori della convergenza Web-Tv.

Permission Marketing
Il libro che avrebbe dovuto riscrivere le regole. Non l’avete letto? Molto male. Ma tutto ciò che vi serve davvero è scaricabile gratis.

Unleashing the Ideavirus
Brillante e preoccupante. Ovvero: come far starnutire il prossimo tuo e fargli spargere i germi del tuo marketing…

Rules for Revolutionaries
Sono a corto di fantasia. Fast Company l’ha definito: “a must-read for change-minded businesspeople”. Difficile non essere d’accordo.

The Cluetrain Manifesto
Forse il miglior libro che abbia mai letto. Ma te lo consiglio solo se credi che Internet continui a cambiare il mondo anche se il NASDAQ continua a scendere.

The Dilbert Principle
Beati i dipendenti di una volta. A quei tempi, quando ci si accorgeva dell’incapacità del capo si poteva ragionevolmente essere sicuri che…

The One to One Future
Alcune idee interessanti, come ad esempio l’intuizione alla base di priceline.com, ma anche i semi di quel delirio tecnologico che…

BONUS:
ho appena finito di leggere Fear and Loathing in Las Vegas.

“Sembra passata una vita, o almeno un’epoca – quel tipo di culmine non tornerà mai più …[…] c’era una fantastica universale impressione che qualunque cosa si facesse fosse giusta, che si stesse vincendo… E quella, credo, era la nostra ragion d’essere… quel senso di inevitabile vittoria contro le forze del Vecchio e del Male. Vittoria non in senso violento o militare: non ne avevamo bisogno. La nostra energia avrebbe semplicemente prevalso. Non c’era lotta – tra la nostra parte e la loro. Avevamo tutto l’abbrivio noi; stavamo cavalcando un’onda altissima e meravigliosa…

Ora, meno di cinque anni dopo, potevi andare su una qualsiasi collina a Las Vegas e guardare verso Ovest, e con gli occhi adatti potevi quasi vedere il segno dell’alta marea – quel punto in cui l’onda, alla fine, si è spezzata per tornare indietro.

Dì, non sembra descrivere bene la scena della “new economy” ? ;-)