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“…gli è tutto sbagliato, tutto da rifare…” – Gino Bartali

No, il compianto Ginaccio non era un esperto di Internet. Ma a giudicare dai risultati, non lo sono certo neppure i signori che hanno investito (buttato via) una barcata di miliardi nel 1999 – 2000.

Questa newsletter vuole essere da un lato una critica a ciò che è stato; dall’altro e soprattutto, una provocazione per il futuro. Un futuro che NON “sarà facile” – come recita invece HappyWeb.

Negli USA quando si parla della crisi delle dotcom si parla del flop – o comunque dei risultati inferiori alle più strampalate previsioni – dell’e-commerce. A mio avviso un discorso del genere non vale per l’Italia. Quanti sono infatti i negozi e-commerce che hanno investito cifre folli in Italia? Forse solo Zivago, Flashmall e CHL. Secondo me hanno sbagliato – continuano a sbagliare, nel caso di CHL – perché hanno investito troppo e non benissimo; lo stesso, ho grande rispetto per chi sta provando a vendere online. Con investimenti oculati, un ottimo servizio, buoni prezzi e un po’ di pazienza – e purchè si capisca che il “comprare” è solo una fra tante attività umane online – è possibile farcela.

Ciò che invece NON è possibile fare – e qui sì che parliamo di coma – è replicare sul Web un modello editoriale top-down supportato dalla pubblicità. Perché no? Semplicemente, perché sul Web non ha senso né un modello top-down, né la pubblicità che di fatto ha creato e sostiene questo modello nel mondo offline, dove buona parte dei contenuti sono solo delle “scuse” per avere un qualcosa da infarcire di pubblicità. (si pensi alla TV…)

Non ha senso perché il Web è per sua natura bottom-up, anarchico, libero, incontrollabile, insofferente nei confronti delle verità – quelle “giornalistiche” come quelle “pubblicitarie”. Non ha senso perché i “canali”, gli “spazi” sono pressoché infiniti, con la conseguenza che i prezzi non possono che scendere. Non ha senso perché non siamo passivi e rimbecilliti davanti alla tv, pronti a sorbirci qualunque cosa, ma seduti, attenti, impegnati, con poca voglia di essere interrotti e disposti a “perdere tempo” solo per cose che ci interessano.

Allora, Internet non funziona? Ed io, grande azienda, posso rallegrarmi della fine della “bolla speculativa” e tornare a dormire sonni tranquilli? Tutto il contrario! Internet come l’avreste voluto voi – come un ulteriore “canale” per la vostra pubblicità – “non funziona”. No, non riuscirete a piegare il Web, perché il Web è diverso da qualunque cosa abbiate visto prima. Può darsi che non riusciate a guadagnare con il Web. Ma dovete rassegnarvi a una cosa: il Web non se ne andrà via come è arrivato. Non potete ignorarlo, e non potete piegarlo ai vostri voleri. Non vi resta che una strada: assecondarlo. In bocca al lupo!

Yours truly,
Massimo