Le aziende e il web

[prova, prova-a-a]

Presenza sul web

idealmente, si dovrebbe cercare di essere presenti sul web ma capendo lo spazio in cui si sta operando e le sue regole, dare prima di chiedere, rispondere alla email di curiosi e clienti, offrire servizi e/o contenuti e punti di vista interessanti sul proprio sito e poi magari vendere.
Nei fatti, più spesso ci si comporta come gli arroganti ultimi arrivati che non capiscono nè lo strumento nè l’ambiente, e che vorrebbero solo vendere e senza seguire le regole di questo nuovo ambiente e senza offrire nulla a nessuno. Stranamente, spesso non si raccoglie molta simpatia.

Parlano di voi

anche se non siete presenti sul web – sempre meglio dirlo, per quanto possa sembrare ovvio. Idealmente, si capisce che è una grande opportunità di ascoltare e capire cosa dicono di sè i propri clienti, fare una analisi di mercato vera (e gratis), conversare con i propri clienti e aprire l’azienda al mercato e lasciare che anche i dipendenti possano parlare con i clienti senza eccessivi filtri.
Nei fatti, più spesso si fa di tutto per confondere le acque, pagare falsi post positivi e far finta che tutto vada bene. Come in tutti i processi di propaganda e mistificazione, dalla pubblicità in avanti, anche qui è tutto top down, parla solo il “responsabile della comunicazione” e spesso addirittura ci si sceglie una agenzia esterna, pur di non abbandonare i filtri e gli artifici a cui si è abituati.

Social media (vogliamo far finta di essere amati)

idealmente, l’azienda cercherà di essere utile, aperta al dialogo e interessante, e verrà premiata per questo sforzo, seguita in quanto opinion leader del proprio segmento di mercato (ma per davvero, non solo come da comunicato stampa!) e linkata. Più spesso, l’azienda non farà nulla di interessante, non si aprirà al web, userà Twitter in modalità top-down e addirittura in outsourcing per linkare a comunicati stampa anni ’50 che non interessano a nessuno e pagherà per falsi fan su Facebook pur di illudersi ancora una volta che tutto va bene e che si può continuare a fare come 30 anni fa.

17 ottobre 2011 -- 0 commenti

< /web2.0 > ?

MySpace: di fatto sparita. Flickr: ferma al palo. Delicious: da svendere, Yahoo! cerca un acquirente. Digg: mollata anche dal suo fondatore. Twitter: come Digg (notizia). Last.fm: continua a perdere soldi. I “social network” o “social media” che dir si voglia? Ce ne é uno solo, Facebook. Quindi?

30 marzo 2011 -- 13 commenti

Tirekickers.com

Not even The Onion could have made this one up: a new company called Shopkick will drive points-hunting people with nothing better to do in life into your offline retail stores, and get in the way of those who have a life and money and go there only when they need to do some shopping. Kinda like Flooz, or Beenz in Europe, but in the real world. And “2.0″. Gotta love the “New Economy”.

17 agosto 2010 -- 0 commenti

Show it to ‘em

Show them not only where you are, but where you’ve been, and possibly all the places and non-places in between. This is really “web2.0″ onanism at its finest.

11 agosto 2010 -- 0 commenti

Façade 2.0

Or they have someone lie for them, which is even more pathetic.

6 agosto 2010 -- 0 commenti

what the fuck

is my social media strategy .com: whatthefuckismysocialmediastrategy.com

Expose new and relevant communities to the brand by providing assets to encourage brand evangelism

Ovvero: generatore automatico di cazzate per consulenti del web duepuntozero.

[via Dario]

4 agosto 2010 -- 0 commenti

The largest toilet database ever

Sometimes I wonder what life was like before user-generated content, tagclouds, mashups and geolocation. Not to mention: didn’t people feel lost, lonely and terribly disconnected, without the support of a community of like-minded toilet-lovers ?

9 luglio 2010 -- 0 commenti

The “web2.0″ revolution…

News from “web2.0″: A new and exciting Foursquare app helps you find a place near you where you can pee for free!!! Hey, don’t you know… Talkin ’bout a Revolution.

8 luglio 2010 -- 0 commenti

Piscia gratis

E poi uno dice che Internet non serve a niente. Viva il web duepuntozero!

8 luglio 2010 -- 2 commenti

It’s the new New Economy, baby!

Free service number 1 with no business model in sight wages war against free service number 2 with equally no business model in sight. “web2.0″ is the new “New Economy”.

24 giugno 2010 -- 0 commenti