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”seguici su twitter” è la versione duepuntozero di “sito ottimizzato per internet explorer”.
”seguici su twitter” è la versione duepuntozero di “sito ottimizzato per internet explorer”.
E’ fantastico. Tu compri un prodotto, e dopo due settimane, così, dal nulla, ti arriva una email. Tu pensi: chissà, magari il mio notebook è pronto, in anticipo. E invece no, non ti dicono nulla del tuo notebook, ma solo che “adesso sei iscritto a Sony Style”. Cosa vuol dire e a cosa serve, non te lo spiegano. Per fare login, ti devi arrangiare da solo e lavorare di fantasia (serve il serial number riportato nell’email). Una volta loggato, non posso chiedere informazioni – ehi, mi avete mandato una email, ma non il computer! – via web, ma solo al telefono (e oggi è domenica). A fondo email, se ho voglia di perdere altro tempo, c’è il link per iscrivermi anche al Club Vaio. L’email, ovviamente, arriva da noreply@. Però immagino che saranno sicuramente su Twitter anche loro. Bravi.
Ho visto uno spot del nuovo customer care via Twitter di TelecomItalia da Mantellini. Chiaramente, il tutto è modellato sull’uso di Twitter fatto da Best Buy e che ha vinto un Leone d’Oro a Cannes.
E’ essa stessa uno spot pubblicitario, questa idea? Può essere. Ma è su un altro aspetto che vorrei provare a riflettere. Prendi uno strumento come Twitter e lo pieghi a fare qualcosa di nuovo e diverso. Crei una nuova ‘divisione’. E’ una parola che dice tutto, no? Divisione. Prodotto. Ricerca. Marketing. PR. PR online. Customer care. Ora, customer care via twitter. Il tutto a compartimenti stagni.
Qualcuno ha criticato il fatto che siano state usate foto da catalogo, e non le vere foto di chi lavora a questo servizio. Io no. Perchè mai avrebbero dovuto metterci la faccia, quelli della divisione twitter? Se ci pensi, non sono loro, un’altra barriera fra azienda e consumatori, anche se, certo, una barriera meno di gomma e più duepuntozero, quelli con cui i clienti di Telecom Italia vorrebbero parlare.
Non si sarebbe potuto fare tutto diversamente? Non siamo ancora in tempo? Si fa in modo, ad esempio, che parte delle richieste fatte al customer care via twitter vengano da questo smistate alle persone che si occupano direttamente di quel problema in azienda e che, loro sì, ci devono mettere la faccia e rispondere dal loro account twitter personali. Non si può? Allora, buono spot a tutti.
Bello il video del nuovo twitter: uno spot per la frutta e la verdura, i mezzi pubblici, gli LP, così démodé, i libri e le biblioteche, il vino e i picnic a guardare la luna con il fidanzato o la fidanzata.
A parte questo, mi pare chiaro che la società sta copiando e inglobando sempre più funzionalità create da altri, ad esempio da quelli di Tweetmeme, e puntando a diventare il nuovo Digg…
Sto usando Twitter più di Facebook. Sono solo 140 caratteri: scrivo molto, non leggo quasi nulla, e nessuno mi rompe i coglioni con i commenti. Per forza che i marketing manager lo amano ;-)
Io l’ho sempre detto. Che era una panzana.
Ma no, scherzi? – mi dicevano. Dell vende “un casino” via Twitter. E io pensavo: boh. E poi mi dicevo: mah, può anche essere, alla fin dei conti se lo usi come canale per offerte speciali o per vendere i fondi di magazzino a prezzi scontati, è anche possibile che funzioni. Per puro caso sono finito a leggere un meraviglioso report sui “soscial midia”. Dell – che, è il caso di ribadire, è il più grande caso di successo di vendita via Twitter – ha venduto “ben 6,5 milioni di dollari di prodotti” via Twitter. Niente male. Su un fatturato di 53 miliardi di dollari (se ho fatto bene i conti) è niente meno che lo 0,012%.
[ ... work in progress ... ]
di tutti voi (mi sembra di essere Vieri). Visto che pagina twitter cool? Friendfeed, il salotto buono dei VIB, invece, non mi avrà mai. Lo uso solo per leggere il confuso.
Che rapporto c’è fra il tuo blog e twitter? Vanno d’accordo? Secondo te che tipo di integrazione ha senso o non ha senso fare? Chi ha fatto qualcosa di interessante?
(no, mi spiace, spammare in automatico tutti i tuoi post su twitter non è interessante).
Quelli di Twitter si sono stancati dei “social media consultants” che promettono migliaia di follower ai link agli stantii comunicati stampa in stile anni ’50 di aziende che producono bulloni. E hanno deciso che inizieranno a vendervi la claque in prima persona.
Sono andato alla ASL a cambiare medico di base. Gentili, veloci, efficienti. Ma di carta. Mi danno un librone enorme coi medici della mia zona, nome, cognome, orari e luogo di ricevimento. Scelgo il primo della lista. Non devo essere stato il primo a fare così, visto che era già oltre il numero massimo di pazienti. Col secondo, mi hanno preso per sbaglio. Un bel mash-up con Google Maps non sarebbe stato male. Come pure la possibilità di fare una query e scegliere il medico a seconda dell’orario di ricevimento. E magari fare tutto ciò da soli, da casa. E, anche se questo è meno web2.0 (e più utile ancora), prenotare le visite dal web. Ci sono un sacco di cose utili che si potrebbero fare, il giorno in cui smetteremo di voler portare la democrazia in Iran via Twitter…
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