oh, ma che strano!
28 agosto 2009 ore 9:45 | Tag: 140, SL | Commenti: 0 CommentiSecond Life va giù. Dove sono finiti gli italici incensatori di Second Life? Cosa incensano adesso?
Second Life va giù. Dove sono finiti gli italici incensatori di Second Life? Cosa incensano adesso?
Il sesso. Virtuale, ovviamente. Che mondo triste.
Già detto, ma ripetiamo volentieri: il corporate blog, autentica estensione dell’ego dell’AD, è una stronzata. Un po’ meno stronzata che andare su Second Life, ma comunque una stronzata. E, per di più, rispetto a Second Life – dove non c’è nessuno e anche se ci fosse qualcuno, non si possono lasciare commenti e hyperlink – ha comunque dei rischi, tipo i commenti, o altri blog che ti linkano prendendo in giro il tuo blog. Diversa cosa è magari fare un blog sui prodotti, scritto da tecnici, aperto a critiche e suggerimenti, o alcuni dei blog di Google che spiegano come usare i loro tool, ma, davvero, dire corporate blog è un ossimoro, è davvero come dire dolce amaro.
Di blog – e forum, e discussoni un po’ in ogni dove, poi, è già piena la Rete. Se vuoi, partecipa.
Quest’anno ho deciso di ignorare del tutto SMAU. A giudicare dalle foto di Maurizio, non sono stato l’unico… Ora, se SMAU è così vuota, forse tanto valeva aprire uno stand su Second Life ;-)
Non evangelizzare le aziende sulle meraviglie di SL, una cagata con 30-40.000 utenti connessi nei picchi, mentre ora su Skype, per dire, ne vedo online 7 milioni. Che le aziende hanno capito, mica sono scemi. Quelli di Enel, ad esempio, sono venuti fin su questo blog per spammarmi dicendomi che sono su Second Life anche loro. No, qui si parla di evangelizzazione vera e propria…
Occorre – si spiega in un articolo della rivista pubblicata dalla Compagnia di Gesù – avere il coraggio di avventurarsi nel mondo di Second Life, il sito dove è possibile vivere in maniera simulata una seconda vita digitale e dove una crescente popolazione mondiale di internauti ha bisogno di ricevere un messaggio di fede. Ecco perché – affermano i gesuiti – ogni iniziativa capace di animare positivamente questo luogo (web) è da considerare opportuna.
Ho fede anche io, quando leggo queste cose. Forse il cristianesimo è prossimo alla fine.
[via Gm]
Perchè è semplice. Prova a rifare il sito della tua azienda. E’ l’ottava fatica di Ercole – e ancora peggio se il CMS l’hanno scelto nella sede centrale, negli USA, in Germania, in Corea… Prova a convincere qualcuno ai piani alti a investire per davvero e con la testa su Internet. Prova a dir loro che il CRM come lo fanno loro non ha senso per il tuo tipo di azienda o i tuoi prodotti o parte dei tuoi clienti. Oppure, visto che accà nisciuno è fesso, fottitene e porta la tua azienda su Second Life. E’ una roba nuova, di cui nessuno – te compreso, probabilmente – sa nulla. Non c’è nessun dipartimento dalla cui collaborazione dipende il tuo successo, nessuno a cui pestare i piedi, e nessun risultato misurabile che devi ottenere. In più, se ti scoprono che giochi in ufficio puoi dire che stai lavorando, e per quanto lo stiano facendo tutti come dei pecoroni, a leggere il DailyMarchett e simili sembra che tu sia un genio perchè hai avuto questa grande idea…
Perchè su Second Life non c’è nessuno. Secondo Forrester Research – di cui tutto si può dire tranne che non abbia gonfiato i numeri del web alla fine dello scorso decennio – su Second Life nei momenti di picco ci sarebbero in tutto il mondo da 30 a 40 mila persone al massimo connesse simultaneamente. Diciamo, a essere generosi, 1.000 in Italia. Wow. Spero tu abbia capito dove voglio arrivare: il fatto che non ci sia nessuno è uno dei motivi per cui Second Life piace! Nessuno che parla male di te (come?), nessuno che linka a chi parla male di te (come?) e nessuno che fa azioni contro di te. Sì, certo, si potrebbe fare una manifestazione di protesta di avatar davanti alla sede della tal multinazionale… E dove se ne darà notizia? Sul SL Times. Perchè – è ovvio! – quelle pubblicazioni che oggi parlano di tutte le aziende che vanno su Second Life domani non parleranno di tutti quei miserabili fallimenti. E’ un film già visto ai tempi delle dotcom.
Perchè Second Life è più semplice da capire per chi è abituato al mondo fisico. Compri un terreno, dei metri quadrati per farci su dei metri cubi. In centro, che tutti quelli che passeranno di lì vedranno il tuo palazzo e l’insegna della tua azienda, e che prima che qualcuno faccia venir meno l’importanza del tuo investimento immobiliare ne dovrà passare di acqua sotto i ponti. Prendi quell’albergo di lusso che trovi (nel mondo reale) subito a destra uscendo dalla Stazione Centrale di Milano. Per quanti spacciatori, puttane e borseggiatori siano arrivati, ha sempre un suo valore, no? Compri il terreno e ci costruisci un edificio il più grande possibile, meglio se a forma di fallo, che va molto di moda anche nel mondo reale, e sopra ci metti l’insegna della tua azienda del cazzo. E infatti, è tutta una gara a chi ce l’ha più lungo, l’azienda x che compra tanto spazio e la tal altra che ne compra ancora di più. Sembra di essere a SMAU 2000.
Perchè sul web ne abbiamo viste tante di cazzate, ma di aziende che si vantano di avere siti con 100.000 pagine o di aver comprato 500 nomi a dominio ancora no (tranne la Sciura Moratti a Milano, ma quella, porella, è un caso a parte). E comunque, per quanto tu possa avere 100.000 pagine o 500 domini, poi magari va a finire, come succede regolarmente, che cercando il nome della tua azienda esca qualcuno che parla male di te, oppure qualcuno che paragona i tuoi prodotti, non sia mai, a quelli dei tuoi competitor. E il tuo sito del cazzo, fatto in flash o con websphere e scritto come una brochure di quando c’era ancora De Gasperi, non se lo fila nessuno. L’avrai anche pagato come se fosse in piazza della Scala, ma purtroppo è pura periferia. Ma non disperare, c’è un posto meraviglioso dove puoi comprare tutte le isole che vuoi e pensare di essere ancora nella tua torre di vetro, isolato dal mondo, una spanna sopra i consumatori.
Welcome to Second Life.
Obiettivo: scudetto in Italia e Coppa dei Campioni su Second Life? ;-)
E allora anche dotcoma! ;-)
Insomma, il dado è tratto. Dobbiamo portare anche dotcoma su SL.
E visto che il Vanz non mi vuole fare da balia, mi devo rivolgere a voi. Perchè dovremmo andarci? (anche se so che dobbiamo andarci, visto che ci vanno tutti). Cosa potremmo fare che non possiamo fare sul web? (anche se so che non è importante, perchè l’importante è esserci).
Perchè…
Perchè, nel paragone col web, io – oltre alla deambulazione da ubriachi – vedo solo lati negativi…
-devi scaricare del software. Come il browser prima che te l’appioppassero con Windows, dici? E quale sarà il primo sistema operativo a essere SL-ready? E Microsoft lancerà il proprio simil-SL e darà il via a nuove browser (client) wars?
-devi comprare dello spazio. Come coi nomi a dominio? Sì, ma sul web non è strettamente necessario. E poi: SL è un sistema chiuso e proprietario. Devi costruire come vogliono loro (piano regolatore?) e nel linguaggio che vogliono loro o no?
-si può linkare? O se vuoi dimostrare che stimi qualcuno devi fargli un linden-gift? Non solo: sbaglio o di fatto in SL tornano a contare le distanze fisiche che quello stupidotto di TBL aveva fatto fuori con gli hyperlink? Ah, il progresso…
Ma le case automobilistiche che hanno inaugurato una presenza su Second Life fanno fare un test drive nel mondo reale o in giro per le strade di Second Life? E Gabetti? Vendono appartamenti a Milano o solo superattici su Second Life? E perchè tutte queste aziende vogliono essere presenti su Second Life? Perchè ci sono eyeballs, quindi…
Ma guarda un po’ che strano, pare che gli utenti di Second Life non siano particolarmente interessati alle offerte delle aziende sulla loro comunità. Come sul web, insomma. E come è successo sul web, anche qui le aziende fanno fatica a crederci. Non escludo che prima o poi inizino a comprare banner virtuali su Second Life per ovviare alla cosa ;-)))
p.s.
Ho trovato altra gente che ha gettato la spugna: Maurizio Sala ed Enrico Bianchessi (sotto) :-)
Non so bene perchè, ma io vedo un chiaro nesso fra Uòlter e Second Life…
Il Maestrino Vanz scrive che, in buona sostanza, chi non apprezza Twitter o Second Life di fatto ha smesso di crescere o, se preferisci, di essere bambino, di essere curioso, di voler andare oltre e capire il mondo senza paura. Insomma, non era il mondo pieno di scettici riguardo a Internet, riguardo ai blog, riguardo al conoscere gente in Rete etc? Bene, passerà anche lo scetticismo nei confronti di Twitter e Second Life. Scetticismo? Ma dite davvero? Scetticismo? Mi sbaglierò, ma a me sembra ci sia più hype riguardo a Twitter e Second Life che riguardo a qualunque altro servizio web di questo inizio di secolo. Io fra 6 mesi bloggherò ancora. Quanti di voi si ricorderanno di cinguettare ancora? Ma il peggio non è l’infautazione di alcuni di noi verso questi servizi. Il peggio, secondo me, è che questo entusiasmo è contagioso e totalmente senza senso. Perchè devo aprire una sede su Second Life, quando ho un sito ancora scarsamente fruibile da chi usa Firefox, ovvero dal 15% dei navigatori, il 50% dei possibili clienti e il 90% di coloro che potrebbero parlare male di me su un blog? Perchè devo fare a tutti i costi un corporate blog, quando continuo a fare comunicati stampa come nel 1950? Perchè anche chi vende prosciutti deve avere un social network?
Perchè non avendo capito il nuovo mondo che abbiamo sottomano, ci buttiamo sul prossimo.
commenti