Già sconfitto alle provinciali del 2009 e alle regionali del 2010. Manca solo la Champions League. Vuoi vedere che, dato il vuoto assoluto di idee, voglia e passione del PD a Milano, sarà ancora lui a perdere, nel 2011, alle elezioni per il comune di Milano?
Ma è possibile che il PD non riesca a trovare proprio nessuno di interessante, dentro o fuori dal partito? Triplete, come Mourinho. Dà da pensare, eh: chi vince tutto, non riusciamo a tenerlo qui. Chi perde tutto, non riusciamo a levarcelo dai coglioni.
Adesso posso mettere le mutande ad asciugare sullo stendino con la molletta del piddì. Bersani e Martina, ovviamente, sperando di metterci alle spalle una volta per tutte ogni veltronismo.
Bell’articolo sull’Herald Tribune (qui, NY Times). In Europa non so, ma in Italia secondo me la sinistra tornerà a vincere solo quando, se mai, avrà portato dalla propria parte le partite iva, promettendo a tutti un modo serio e semplice di far pagare tasse eque a tutti, e di fare la dichiarazione dei redditi in mezz’ora. Fino a quel giorno, tanto vale che se ne stiano a Capalbio.
il PD ricorda i giovani ungheresi uccisi dall’URSS nel 1956, quando il compagno Napolitano Giorgio, ora Presidente della Repubblica, plaudeva all’invasione dell’Ungheria coi carri armati sovietici? Se è così, mi sta bene. Tre anni fa, al 50° anniversario, sarebbe stato meglio, ma amen…
Va bene che quelli del PD sono ormai web2.0, tutti YouDEM, 123DEM (stella!) e addirittura pronti per le Frattocchie 2.0, ma un redirect da festaunita.it a festademocratica.it era troppo difficile?

Non so quali siano stati i motivi che hanno spinto Beppe Grillo ad autocandidarsi per la segreteria del PD: interesse autentico, voglia di provocare, voglia di farsi pubblicità, noia o altro. Ma sono contento che l’abbia fatto, se non altro perchè ha messo a nudo la pochezza dei dirigenti del PD che, spaventati, si sono subito rifugiati dietro norme burocratiche degne del PCUS per scongiurare una eventuale discesa in campo del comico genovese.
Tanto per essere chiari: in Italia un Obama – anche bianco, italianissimo, magari pure biondo e che gioca a calcio – non solo non avrebbe mai vinto contro Berlusconi, ma non l’avrebbero mai neppure lasciato candidarsi a sinistra. Grillo è un comico, poi? Non fa più ridere Mastella? O Berlusconi? O tutti – da poco anche Bondi – i leader della destra pro family day e con almeno due famiglie a testa? O la stessa, patetica sinistra?
“Grillo è bravo a fare la satira”, dicono – l’ultimo in ordine di tempo, pure Ciampi, “ma la politica è un’altra cosa”. Ah, sì. Ah, la politica in Italia, che roba alta e pura che è. Cos’è, la politica in Italia? In Italia abbiamo una sola parola, politica, appunto, dove in inglese ne hanno due: politics e policy (le politiche). Da noi, in effetti, delle politiche frega poco o nulla: l’unica cosa che conta è andare in tivù a fare i tronisti al Grande Fratello della politica.
E riguardo alle politiche, invece, mi sembra di poter dire senza grandi problemi che di idee e proposte, su energia solare, riciclaggio dei rifiuti, risparmio energetico, wifi, biciclette e contro i parcheggi che generano traffico, ne ha di più e migliori Grillo rispetto a qualunque altro candidato di destra o di sinistra. Grillo, in effetti, non dovrebbe fare il segretario di partito. Grillo in Italia dovrebbe fare il Ministro dell’Innovazione e dell’Ambiente.
Ma vallo a spiegare a quei capoccia del PD…
Non contento del successo di YouDem, ha scritto la prefazione de L’amore ai tempi di facebook. Vediamola così: almeno non fa danni in Africa.
Se chiede il divorzio, si prende Italia1, e riusciamo a mandare Rete4 sul satellite. Leggi anche qui.
Secondo me questa vignetta di Staino vale più di mille articoli, balle e dichiarazioni.
La cosa più positiva, o forse l’unica cosa positiva, che vedo in tutta questa vicenda è che il suo comunicato non stampa sia uscito prima che altrove su Facebook, ieri sera. Per il resto, se potrò votare proprio per lei da qui a Milano, lo farò. Altrimenti, fanculo il PD e voterò per Di Pietro.
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