Legittimo impedimento

11 marzo 2010 ore 11:56 | Tag: | Commenti: 3 Commenti

In un Paese normale, l’unico “legittimo impedimento” sarebbe stato quello che avesse impedito all’uomo di affari più ricco del Paese, pluri-indagato e proprietario di tre reti televisive nazionali di lanciarsi in politica per diventare Presidente del Consiglio.


Mentana sul web. Ma anche no.

11 marzo 2010 ore 9:16 | Tag: , , | Commenti: 2 Commenti

Adesso, va bene che il web è il refugium peccatorum, ma a tutto c’è un limite


Mediattivismo. Per davvero.

24 febbraio 2010 ore 7:48 | Tag: , , | Commenti: 28 Commenti

L’unica forma di protesta che penso potrebbe aver senso per la vicenda di Stefania Boleso, la manager milanese fatta fuori da RedBull dopo la maternità, sarebbe di mettere su una paginetta in inglese indirizzata ai vertici dell’azienda in Austria, in cui chiedere senza mezzi termini la testa di chi l’ha licenziata. Poi, linkare a questa pagina da centinaia di blog italiani, ripetere tutta l’operazione su Facebook parlandone a tutti i nostri amici e contatti, e infine mandare centinaia di lettere di protesta in Austria.

Se qualcuno fa la pagina, io mi occupo volentieri della redazione del testo in inglese.


il partito dei pirati…

6 maggio 2009 ore 17:15 | Tag: , | Commenti: 0 Commenti

è, pare, il terzo partito in Svezia per numero di iscritti. Da noi, il partito col bandana è primo :-(


La Costituzione è rossa/russa

8 febbraio 2009 ore 10:26 | Tag: , | Commenti: 0 Commenti

Io direi addirittura antifascista. E, si sa, Mussolini è il Padre della Patria. E’ così, purtroppo. Smettiamo di nasconderci la triste verità.


Bara Bröst

29 marzo 2008 ore 9:05 | Tag: , | Commenti: 3 Commenti

Grande Paese, un Paese in cui tutto o quasi – l’Università, il mercato del lavoro, le case per i giovani, i rapporti davvero alla pari fra i sessi, gli asili nido – va così bene che le donne – anzi, le ragazze giovani! – si battono per poter frequentare le piscine pubbliche in topless. La Giovanna d’Arco svedese è la ventiduenne Ragnhild Karlsson. Bara Bröst vuol dire just breasts (sono solo tette), non bare breasts come potrebbe sembrare. In Danimarca, la leader del movimento the Topless Front, Astrid Vang, vent’anni, è già riuscita a vincere a Copenhagen. Da noi, una battaglia del genere al massimo la fanno le cinquantenni, sia perchè siamo un Paese di vecchi, sia perchè le uniche che si vogliono mettere in topless sono, tragicamente, quelle che hanno perso l’attimo fuggente da un pezzo. Le ggiovani, quelle non vanno neppure alle manifestazioni in difesa della 194, che tanto se dovesse capitare a loro, se ne vanno a Londra con RyanAir, cercando di far sì che il momento dell’aborto coincida con i saldi da Harrods. Che tanto paga il papi, si spera, e gli inglesi faranno come hanno fatto a Barcellona o nella Repubblica Ceca per accogliere gli italiani che arrivano per fare la fecondazione assistita: assumeranno personale che parla italiano e ti faranno sentire a casa tua. Come se fossi in quel Paese civile che potrebbe essere l’Italia ma che ti stai lasciando scappare fra le dita.


not in my name

25 febbraio 2007 ore 12:18 | Tag: , | Commenti: 8 Commenti

Una lettera aperta contro il logo ‘it’ da mandare al Presidente del Consiglio (chiunque sarà) è una di quelle cose idealistiche e patetiche che tanto piacciono a noi blogger. Firmala anche tu.
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il migliore

23 febbraio 2007 ore 10:03 | Tag: , | Commenti: 8 Commenti

Pare che quel logo ‘it’ che fa tanto Stephen King (grazie Andrea per il link) fosse il migliore fra ben 57 loghi proposti. Anche se tremo anche solo all’idea, vorrei tanto vedere gli altri 56.


ogni paese ha il logo che merita

22 febbraio 2007 ore 19:48 | Tag: , | Commenti: 7 Commenti

Segnalo 5 post su quell’obbrobrio di logo: Domiziano, Maxime, Antonio, Martino e Sbloob.


it really makes me shit

22 febbraio 2007 ore 16:01 | Tag: , | Commenti: 19 Commenti

Anche italia.it è un lavoro da coatti, sembra fatto dalla web agensi del cuggino dell’ex sindaco ecologista in motorino, con un sacco di Flash e poco altro e, cosa davvero imperdonabile, video a risoluzione cagosa e con l’audio che salta e traduzioni in inglese un po’ maccheroniche…
La domanda: quanti soldi hanno buttato nel cesso per sputtanare così l’immagine del Paese?
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