Catena umana

Il giorno dopo Brindisi, e pochi giorni prima del 23 maggio in cui 20 anni fa venne barbaramente ucciso Giovanni Falcone con la moglie e la scorta, trovo questo sul blog di Beppe Grillo.

Tutto bello. Ma non lo faremo, purtroppo. La foto, anche se TinEye non mi assiste, è chiaramente del 23 agosto 1989, una foto di un evento straordinario e in Italia del tutto sconosciuto che, prima della caduta del Muro di Berlino a novembre e della libertà per i Paesi-satellite, ha messo in ginocchio proprio l’Unione Sovietica: due milioni di persone, quasi un terzo della popolazione di tre Paesi diversi ai tempi non solo occupati ma pienamente parte dell’Unione Sovietica, che si tengono per mano per 600 km per protestare contro il 50° anniversario del criminale patto Molotov–Ribbentrop che ha finito per consegnare i loro Paesi prima ai nazisti e poi ai “liberatori” comunisti.

Il sito ufficiale dell’avvenimento, The Baltic Way; info su wikipedia e un bel video.

20 maggio 2012 -- 2 commenti

La verità

Un Paese rimasto congelato si è svegliato, e ha deciso, dopo 20 anni in cui ci si era schierati metà da una parte e metà dall’altra, di riprendere la lotta contro il sistema partitocratico che ha in mano il Paese e che lo soffoca. E’ solo un piccolo passo, ma è nella direzione giusta.

7 maggio 2012 -- 3 commenti

Falafel web

Non ne parla nessuno – tranne Il Post – ma Sawiris dopo Libero sta per comprare Virgilio.

Certo, non è un’operazione cool, ma il prezzo é molto più vantaggioso di quanto speso da Feisbuk per quel bagaglio per fare le foto dall’Aifòn, e l’operazione molto più importante, almeno per l’Italia.

4 maggio 2012 -- 0 commenti

La pochezza

La pochezza – anzi, direi la nullità totale – dei nostri uomini politici (per così dire) e dei nostri giornalisti (per così dire) è imbarazzante: tutti a scandalizzarsi per questo o quello e a dare dell’imbonitore a Grillo, e nessuno che abbia testa sufficiente per chiedergli: ma scusi, Grillo, secondo lei può fare default un Paese che importa metà dell’energia elettrica dal proprio principale creditore?

3 maggio 2012 -- 4 commenti

Antipolitica

Andare nelle piazze. Fare il buffone. Aizzare la gente. Peggio ancora, provare a convincerli che possono contare qualcosa e che devono impegnarsi in prima persona. Che la politica è una cosa alla portata di tanti. Che è importante l’impegno, l’onestà, lo studio dei problemi e l’avere a cuore il bene pubblico. Addirittura, rinunciare ai cosiddetti rimborsi elettorali.

Mica come chi fa le riunioni nei loft di veltroniana memoria. Comprati coi rimborsi elettorali, immagino. O chi decide chi mettere in lista al riparo dagli occhi indiscreti dei cittadini, nelle segreterie dei partiti. O chi va in tivù a fare il belloccio, a parlare di massimi sistemi e a urlare, e poi decide come spartirsi “i posti” nelle municipalizzate con i compari con cui litigava in tivù.

2 maggio 2012 -- 12 commenti

#salvaiciclisti, il Gay Pride delle bici

Dopo aver letto questo bel post del Comitato del Bike Sharing di Roma, ho avuto una specie di epifania: sta a vedere che siamo alle solite, alla sinistra tafazzi che preferisce contarsi e dirsi quanto sono bravi e buoni e alternativi e à la page che provare a vincere e cambiare le città e la società; all’avanguardia del proletariato a cui non interessa nulla del proletariato, del peloton, del gruppo, attardato, più indietro, e di cui fanno parte non solo i cosiddetti ciclisti, come se avere una bici con lo scatto fisso fosse sufficiente ad appartenere a questo gruppo, ma anche chi la bici la prende ogni tanto, chi semplicemente non vuole più auto sui marciapiedi, gli anziani che ormai non escono di casa perchè agli incroci non si vede nulla, con auto parcheggiate ovunque, i bambini che rischiano la vita, o ogni tanto ce la lasciano, come il povero Giacomo in via Solari – e le mamme!

Questa rivoluzione la faranno le mamme, o non si farà. E dobbiamo chiederci: vogliamo “salvare i ciclisti”, e magari metterli in tanti bei recinti chiamati “piste ciclabili”, o vogliamo cambiare le nostre città? Capisco bene che #salva-ambiente non interessi a nessuno, purtroppo, ma #salva-portafoglio? Se la benzina costa il doppio di 10 anni fa e le auto sono diventate più grandi, per deduzione dico che il cervello è diventato più piccolo. Vogliamo far notare questa assurdità a tutti, anche a chi non frega nulla delle bici e dell’ambiente e di cosa fanno ad Amsterdam, che tanto, se mette il naso fuori dai patrii confini, va quasi di sicuro in un “ressort all-inklùsiv con cucina italiana”? Vogliamo che il fatto che uno è gay oppure no sia importante come il fatto che abbia i capelli lisci o ricci, o preferiamo continuare con i carnevali? Non ho nulla contro i carnevali. Ma: cambiano il mondo?

28 aprile 2012 -- 0 commenti

I blog italiani sono morti

Guardo nel mio feedreader, e post di blog italiani ne vedo ben pochi. Validi, ancora di meno. Quelli stranieri, continuano. Sarà mica perchè “i blogger” italiani non avevano un cazzo da dire, vero?

15 aprile 2012 -- 4 commenti

14 avril

Stamattina presto ho fatto un salto al mercato a comprare un po’ di verdura. E pensavo: sì, certo, metà delle volte non mi fanno lo scontrino. Però perchè questa gente che sembra gente a posto e gente che si alza magari alle 4 del mattino per lavorare deve mantenere The Family, o quello a cui regalano un attico con vista Colosseo e lui non lo sapeva, o quello che Please… Visit… Italy… Please…, o quello che fa volare con l’aereo di Stato le sue mignotte, o quello che intasca milioni di Euro per un partito che non c’è più, o Repubblica e Il Corriere della Sera con i contributi per la carta. Perchè? Perchè, cazzo, questa gente non dice basta e non attacca i luoghi del potere con i forconi?

14 aprile 2012 -- 3 commenti

Le vere domande

Il punto, al contrario di quanto sosteneva Salvini ieri sera su La7, non è che Belsito e la Mauro siano stati espulsi – e, aggiungo, quasi sicuramente espulsi come nel vecchio PCI: senza neppure che nessuno formulasse nessuna accusa: Bossi dice che vanno espulsi, e tutti votano quello che dice Bossi. Il punto è: come mai è stato fatto tesoriere Belsito? C’è così carenza di ragiunatt che si deve ricorrere a uno con un curriculum non limpidissimo come Belsito? E Rosi Mauro, al cui confronto la Pivetti sembrava Norberto Bobbio, che titoli aveva per diventare addirittura vice presidente del Senato, la quarta carica dello Stato? Infine, Renzo Bossi. Ok, ha fatto bene a dimettersi. Ma ha fatto molto male chi l’ha candidato due anni fa. E chi non si è opposto alla sua candidatura. Quindi, tutti.

13 aprile 2012 -- 2 commenti

Cari Startupper…

Perchè invece che fare una cazzata duepuntozero non facciamo un partito politico?
Credetemi: avremmo molte più probabilità di fare soldi.

13 aprile 2012 -- 2 commenti