23 febbraio 2010 ore 10:18 | Tag: duepuntozero, web2.0 | Commenti: 0 Commenti
AD 2000: DoubleClick. AD 2010: DoubleClick by Google. Duepuntozero, insomma. Da che si capisce che anche le nuove dotcom – ah, no, non si chiamano più dotcom, le dotcom erano quelle dell’altra stagione, quella che adesso pudicamente chiamano web1.0 – dipendono dalla pubblicità. Quindi, dov’è tutta sta novità di questo web2.0? A parte gli angoli smussati, le tagcloud e i nomi ancora più stronzi di quelli dello scorso giro…
22 febbraio 2010 ore 7:08 | Tag: duepuntozero, facebook, google | Commenti: 5 Commenti
Facebook ha superato Google quanto a visite (non visitatori unici) negli USA. Ecco le prove. Facebook. Non “i social network”. “I social network” non esistono – sai dirmi quand’è l’ultima volta in cui hai fatto login su Friendster, Orkut o Bebo?

17 febbraio 2010 ore 16:42 | Tag: 140, duepuntozero, english, web2.0 | Commenti: 0 Commenti
Sometimes, sharing information is just too much. Can I rob your house?
5 febbraio 2010 ore 17:15 | Tag: 140, duepuntozero, twitter | Commenti: 3 Commenti
Aggiorno addirittura il mio status su twitter mandando costosi SMS in UK…
5 febbraio 2010 ore 13:33 | Tag: aziende, duepuntozero | Commenti: 7 Commenti
Cara Azienda…
1) i “social media” non esistono. O, meglio, tutti i media sono “sociali” – non si parla al bar e in ufficio e a cena di quello che è stato scritto sui giornali o dei programmi in tv? Anche Internet è “sociale”, e da sempre – solo che è più facile parlare, vi è minor asimmetria fra chi produce e chi consuma i media e le conversazioni sono permanenti. Ma sono cambiate in modo fondamentale le regole sui cosiddetti “Social Network” rispetto a newsgroup, forum o blog? Non penso.
2) il “web2.0″ non esiste. O, meglio, è l’unico web che esiste da sempre, per chi ne capisce – Amazon ha iniziato con le recensioni degli utenti 15 anni fa, i primi blog sono della fine degli anni ‘90, Flickr e Facebook stesse hanno ormai 5 anni – ed è invece una grande novità per chi non capisce un cazzo di web e ha passato un intero decennio a cercare di imporre un modello top-down invece di dare ai propri utenti gli strumenti per poter utilizzare la Rete come va utilizzata.
3) in un mondo di questo tipo, in cui finalmente tutti possono parlare, chi o cosa ti fa credere che stiano tutti aspettando di sapere quello che tu, azienda, hai da dire? Tanto più considerando che sono almeno 50 anni che l’unica cosa che sai dire è: “compra i miei prodotti” e “siamo i leader di mercato”. Devi avere un blog? No, aprine uno solo se hai qualcosa di interessante da dire e solo se lo sai dire in modo interessante. Twitter? Per fare cosa? Per te o per i tuoi utenti?
Insomma, smettila di chiederti “come comunicare nel web2.0″ e inizia a stare un po’ zitto.
3 febbraio 2010 ore 18:38 | Tag: 140, duepuntozero | Commenti: 5 Commenti
o è marketing, o sono conversazioni. Basta dire cazzate – non se ne può più.
3 febbraio 2010 ore 14:52 | Tag: duepuntozero | Commenti: 13 Commenti
Ma “web2.0″ vuol dire che ci saranno due società che sbancano lasciando agli altri le briciole?
Le domande:
-che percentuale del tuo tempo online passi su Google, GMail, Reader, Adwords, Analytics etc?
-che percentuale del tuo tempo online passi su Facebook? Che cazzo fai il resto del tempo?
21 maggio 2009 ore 9:04 | Tag: 140, duepuntozero | Commenti: 0 Commenti
Non sono molto simili, queste due espressioni? Parole nuove per cose vecchie.
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