Social Media Expert di tutta Italia…

Unitevi. No, unitevi no, che mi sembra che siate già fin troppo uniti e amici e amiconi e di sicuro troppo accondiscenti l’uno dei confronti dell’altro. Piuttosto: svejatevi, cazzo!

Mercoledì scorso, Digg ha lanciato la v4, la già allora molto discussa nuova versione del sito. Risultato: un solo (mini) post in tutto in lingua italiana. Da lì, è andata solo peggio: le polemiche, furiose, sono montate: sia perchè il sito aveva ancora dei bug importanti, oltre che delle funzionalità che nessuno aveva richiesto, sia, soprattutto, perchè permetteva ai grandi editori, la CNN, la BBC, Time, Newsweek, Mashable, CNET etc, di dare in pasto l’intero feed dei propri post al sistema, col risultato di procurare una notevole limitazione sia della varietà delle fonti, il che è male per tutti, sia dell’importanza di chi passa ore e ore a cercare notizie strane per condividerle sul sito e arrivare ad avere una certa fama sul sito stesso. Ieri si è consumato il cosiddetto Abandon Digg Day [ADD] e per protesta molti utenti hanno votato fino in cima alla pagina di Digg diversi articoli provenienti dal sito rivale reddit, e tantissimi hanno chiesto la cancellazione del proprio account, e sono poi confluiti su reddit stesso, dove siamo molto preoccupati per l’arrivo delle incolte masse e per quello che rischia di essere un Eternal September. Una pippa come tante, dirai. Sì, certo. Ma più grande di tante altre, e in teoria di una certa importanza per tutti questi autoproclamatisi Social Media Expert e Community Manager italici, nessuno dei quali ha speso una sola parola sull’avvenimento…

31 agosto 2010 -- 2 commenti

Social Media Ninja Guru Etc

Siamo già, più o meno, arrivati a essere d’accordo che se vuoi fare il consulente di qualcuno per i cosiddetti “Social Media” è bene che, come minimo, tu sia esperto anche di qualcos’altro, oltre che dei social media stessi. Che so, di pubblicità, di relazioni pubbliche, e di come affrontare una crisi di PR, o di direct marketing, se vuoi, o pensi di, poter vendere direttamente via Twitter quanto vende Dell – il che però abbiamo già scoperto voler dire: poco.

Ci sono almeno altri due post che andrebbero letti al riguardo: questo, molto divertente, di uno che ce l’ha fatta ad abbandonare prima tutti i social-cosi e poi anche Twitter, dopo aver smesso con l’alcool.

E quest’altro, di un giovane imprenditore, che ci dice che

Tweeting, Tumblring, Facebooking, blogging, etc., are all routine tasks that can be performed by any person out there with basic English skills and a friendly personality

e che

It’s a fantasy that having 100 or 1,000 more friends or followers will bring you more business even though social networks are nothing more than echo chambers in which nobody is listening.

Ma il punto fondamentale, secondo me, è un altro ancora: perchè mai un’azienda dovrebbe affidare a terzi la propria presenza e la propria voce sul web, ovvero in un mondo dove le cose sono più semplici, dove non deve produrre complicati spot per la tivù, e dove potrebbe, finalmente, fare a meno di intermediari, e aprirsi ai propri clienti per davvero, e non solo far finta di farlo, e magari anche rendere i propri dipendenti raggiungibili dai propri clienti?

Risposta: per lo stesso (pessimo) motivo per cui non hanno mai imparato a usare il web, per lo stesso motivo per cui continuano a fare siti web imbalsamati, per lo stesso motivo per cui continuano a voler controllare i messaggi esattamente come se fossimo negli anni ’50, con Eisenhower Presidente degli Stati Uniti, e non Obama: per paura. Vuoi davvero aprire la tua azienda al web, e/o ai Social Media, che è poi la stessa cosa? Fantastico!

Innanzitutto, devi dare accesso a Internet a tutti i tuoi dipendenti. In secondo luogo, devi incoraggiare tutti i tuoi dipendenti a usare un po’ il web, e anche Facebook e Twitter etc. dall’ufficio. E poi, vedere cosa succede. Quelli che leggono solo il sito della Gazzetta, forse tanto vale togliere loro la possibilità di usare il web. Quelli che, con intelligenza, cercano da soli di capire se possono fare qualcosa di utile per l’azienda con questi strumenti, invece, vanno incoraggiati.

Perchè un’azienda che utilizza il web e/o i Social Media come se fosse un altro strumento di PR anni ’50, con brochure, comunicati stampa, controllo dei messaggi, e uno solo che parla, il responsabile PR, che è quello ufficialmente designato dall’azienda e ha il compito di parlare un linguaggio biforcuto che i tuoi clienti ormai odiano, è, secondo me, un’azienda che potrebbe anche fare a meno di far finta di essere così ggiovane, cool, duepuntozero e che capisce come va il mondo.

E, viceversa, un’azienda che decidesse se non di abbattere del tutto, almeno di provare a diminuire la distanza fra chi è dentro l’azienda, nella famosa torre di avorio e vetro, e cioè i dipendenti tutti, quelli che ne sanno più dei PR, e chi è fuori, e che compra i suoi prodotti, è un’azienda che, per la prima volta da un secolo, può provare davvero a iniziare o a riprendere il filo di un discorso con i propri clienti che l’era del mass marketing aveva cancellato e, di fatto, reso impraticabile.

28 agosto 2010 -- 2 commenti

darsi la zappa sui piedi

Io un post più autolesionista di questo Diventare “Esperti Social Media” di Elena onestamente non so se l’ho mai letto. Tra l’altro, sembra scritto da Veltroni.

26 agosto 2010 -- 5 commenti

Nord Corea duepuntozero

Anche la Corea del Nord ha un account su Twitter, su Facebook e su YouTube.
E, come noto, Internet merita di vincere il Premio Nobel per la Pace. Oh, yeah!

22 agosto 2010 -- 0 commenti

Show it to ‘em

Show them not only where you are, but where you’ve been, and possibly all the places and non-places in between. This is really “web2.0″ onanism at its finest.

11 agosto 2010 -- 0 commenti

La domanda del 2010

Le presentazioni “niu economi duepuntozero” le si faranno usando l’iPad?

10 agosto 2010 -- 4 commenti

Twitter aiuta a vendere [updated]

Io l’ho sempre detto. Che era una panzana.

Ma no, scherzi? – mi dicevano. Dell vende “un casino” via Twitter. E io pensavo: boh. E poi mi dicevo: mah, può anche essere, alla fin dei conti se lo usi come canale per offerte speciali o per vendere i fondi di magazzino a prezzi scontati, è anche possibile che funzioni. Per puro caso sono finito a leggere un meraviglioso report sui “soscial midia”. Dell – che, è il caso di ribadire, è il più grande caso di successo di vendita via Twitter – ha venduto “ben 6,5 milioni di dollari di prodotti” via Twitter. Niente male. Su un fatturato di 53 miliardi di dollari (se ho fatto bene i conti) è niente meno che lo 0,012%.

[ ... work in progress ... ]

9 agosto 2010 -- 8 commenti

markettari, geek/nerd e umanisti

Lo scorso giro, 1999-2000, è stato il trionfo delle balle dei markettari. Banner per tutti, i-commers per tutti etc. Dieci anni dopo, dei geek/nerd iPhone-dotati che hanno convinto chi fa fusilli che senza twitter non si vive. Mi chiedo: arriverà il tempo degli umanisti?

4 agosto 2010 -- 5 commenti

what the fuck

is my social media strategy .com: whatthefuckismysocialmediastrategy.com

Expose new and relevant communities to the brand by providing assets to encourage brand evangelism

Ovvero: generatore automatico di cazzate per consulenti del web duepuntozero.

[via Dario]

4 agosto 2010 -- 0 commenti

Però twittano (Nokia)

Twittano, e hanno un blog, anzi sicuramente più di uno. E sono presenti su Facebook, su Netlog, su YouTube, su Friendfeed e sa il cielo dove altro ancora.

Ma non rispondono alle email. Si vede che è una roba web unopuntozero ;-)

3 agosto 2010 -- 0 commenti