Il Terzo Mistero di Android

Il terzo mistero di Android – per i primi due, vedi il post precedente – è il seguente: come è mai possibile che non appena accendi il telefono ci sono almeno 5 app che di sicuro non hai usato e che anzi non usi mai eppure che sono (sarebbero) in uso secondo il sistema? E ogni volta che fai “kill selected apps” con l’Advanced Task Killer, passano pochi secondi, e rivedi altre app ancora attive.

Chi di voi sa spiegarmi il mistero della app zombie in Android? E’ così anche con l’Aifòn?

20 marzo 2014 -- 4 commenti

Due cose su Android

Ci sono due cose che mi sconvolgono di Android, oltre ai passi in avanti degli ultimi anni:

1) Qualunque app tu installi – fosse anche Adblock! – vuole avere tutti i tuoi dati, la tua localizzazione, i tuoi contatti. E’ una cosa imbarazzante. E’ così anche con iPhone, o stiamo ripetendo anche sui telefoni un mondo a due velocità: con Apple utenti di alto livello, magari anche più attivi e almeno un po’ protetti, con Android la massa e i tuoi dati vengono dati a cani e porci? Insomma, siamo al punto in cui “Friends don’t let friends use Android” (da: Friends don’t let friends drive drunk)?

2) Anni fa l’Unione Europea tirò su un casino incredibile perché Microsoft aveva deciso di regalare IE e di far fuori un’azienda inutile e inutilmente quotata in Borsa, Netscape. Con Android ho i seguenti 18 servizi di Google installati di default: Calendar; Chrome; Drive; Foto (Picasa?); GMail; Google Now; Google+; Hangout; Maps; Play Books; Play Games; Play Movies; Play Music; Play Store; Quickoffice; Ricerca vocale; Traduttore; YouTube. L’inutile Unione Europea non ha nulla da dire?

18 marzo 2014 -- 12 commenti

L’Ajuntament vol reduir

A Barcelona il sindaco di “destra” vuole diminuire la percentuale di spostamenti in auto in città dal 26,66% (a Milano sarà il doppio, e con strade più strette) al 21,06%. Adoro quanto sono pignoli i catalani! La cosa più interessante, secondo me, è vedere come pensano di farlo, ovvero quali delle azioni che hanno in programma contribuiranno di più o di meno al risultato finale.

A coloro che dicono che “prima bisogna fare le metropolitane” (in quanto tempo e con quali soldi?) vorrei far notare che la complessa e ambiziosa riorganizzazone di tutte le linee di autobus di superficie, che punta a creare una rete “senza ingarbugliamenti” (sense embolics) e a raddoppiare le frequenze degli autobus contribuirà a far scendere la percentuale di viaggi in auto solo dello 0,3%.

Le due cose che faranno diminuire i viaggi in auto, quindi, sono: la creazione di 5 super-isole pedonali o a traffico limitato, che dovrebbe incidere per il 2,6%, e la nuova gestione dei parcheggi, quindi una limitazione del diritto di parcheggiare e/o un aumento del costo del parcheggio stesso, che dovrebbe incidere per il 2,7%. Alla faccia di tutti coloro che vogliono più metropolitane e più parcheggi.

14 marzo 2014 -- 6 commenti

Ma perché? Perché? Perché?

Sto giocando col nuovo telefono (un Moto G). Ho scaricato l’app di Bicing, il bike sharing di Barcelona. Poi quella di Vélib, per Parigi. Meglio quella di Vélib.

Cerco quella di BikeMi. Non la trovo. Cerco BikeMi su DuckDuckGo. Bikemi.com mi ridirige a wap.bikemi.com (ci sono ancora siti wap? Nel 2014? Va beh).

Vedo “download” e clicco. Trovo i link all’AppStore e a Play di Google? No. Vedo tre link, ma sono i link ai pdf delle condizioni di utilizzo e delle istruzioni.

E il link alla cartina delle stazioni. Con Google? No, è in formato .jpg. Questo Paese è disperante. Come è possibile? Cosa cazzo ci è successo?

14 marzo 2014 -- 5 commenti

Vorrei un confronto con Repubblica

Così Pier Luca Santoro sul nuovo sito Corriere.it. I numeri sono pazzeschi.
Vorrei vedere anche i numeri di Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano.

Chi guadagnerà di più dal suicidio de Il Corriere della Sera? Sono anni che dico che questo Paese diventerà un Paese normale solo quando Google Italia fatturerà (in Irlanda?) più di Canale5.
Ma il giorno in cui Il Fatto Quotidiano sarà il giornale più letto online saremo a metà dell’opera.

12 marzo 2014 -- 0 commenti

Eh, sto lavorando

A che punto siamo con le zone carico/scarico a Milano? Ferme e pronte come “cose di sinistra” da mettere in programma per la prossima campagna elettorale? Oggi ho visto fare le consegne direttamente col furgoncino parcheggiato sul marciapiede, attaccato al palazzo, con pochissimo spazio per passare a piedi fra il furgoncino stesso e le altre auto parcheggiate sul marciapiede in posizione “tollerata”, come quando era sindaco l’amministratore di condominio in mutande, che le cose, “destra law and parcheggio sui marciapiedi” o “sinistra”, qui non cambiano mai. E se gli avessi detto qualcosa, sono sicuro che mi avrebbe risposto: “Eh, sto lavorando”.

11 marzo 2014 -- 0 commenti

Analisi semiseria del nuovo Corriere.it

Un’analisi superficiale, ci mancherebbe altro. E puramente lato business.
Hanno deciso di passare da un modello classico di traffico-e-pubblicità…

A un nuovo modello di marchette nascoste come se fossero contenuti…
(pare che i “professionisti del settore” chiamino le marchette “Native ADV”)

 

Due alternative sarebbero state possibili: o un modello in cui si cerca di coinvolgere anche economicamente i lettori: con un azionariato diffuso, con la partecipazione dei lettori “premium” alle riunioni di redazione online; il modello che sta tentando Il Fatto Quotidiano, insomma.

Oppure, se si preferisce rimanere un media di massa che lavora non per i lettori bensì per gli azionisti, i poteri forti e gli inserzionisti pubblicitari, un modello fatto di pubblicità e di marchette, ma di marchette alla luce del sole. Sono più di dieci anni che lo dico: alla luce del sole è ok.

Per me non ci sarebbe nulla di male se il Corriere volesse fare degli speciali publi-redazionali pagati: chi presenta una nuova tecnologia su un telefono (meglio che la presentazione del telefono in sé); o le auto ibride (o il car-sharing, magari) come nuovo paradigma per Toyota o Fiat.

Lo pensavo una dozzina di anni fa dei portali, specie ai tempi delle “Tute Arancioni”. Avevano gente in grado di scrivere, avevano tanto traffico, e Virgilio era un brand “giovane”. Avrebbero potuto (e dovuto, per me) provare a portare avanti l’unica innovazione possibile per un portale.

Oggi, dieci e più anni dopo, coi grandi giornali online sempre più “portalizzati”, alla ricerca di grandi numeri (per fare cosa, poi?), col meteo, con le “notizie” di gossip, con le foto dei lettori (“citizen journalism”, LOL) etc, potrebbero provare a farlo Corriere e Repubblica.

Alla luce del sole, potrebbe essere ok. Potrebbe, anzi, aiutare a far aprire gli occhi a chi legge. Ecco perché non lo faranno mai. Preferiscono continuare con la balla delle “notizie” (che non danno fastidio ad azionisti e inserzionisti; più il “native Adv”) separate dalla “pubblicità”.

Peccato.

7 marzo 2014 -- 0 commenti

Il nuovo Corriere.it

Il nuovo Corriere.it è fantastico: un incrocio fra Pinterest, per le immagini, e il Televideo, per la profondità di analisi. Spero di vedere presto un simile intervento grafico così onesto anche su Repubblica.it, perché sono anni che dico che questo Paese tornerà a essere un Paese normale quando Google Italia fatturerà (in Irlanda) più di Canale5, ma forse il miracolo potrebbe succedere anche solamente il giorno in cui il giornale più letto online sarà Il Fatto Quotidiano.

7 marzo 2014 -- 3 commenti

“Piazza Maidan”

La cosa più bella di un mese di “reportage” italioti di alto livello sull’Ucraina, comunque, è leggere e ascoltare i giornalisti italiani parlare di “Piazza Maidan”. Piazza Piazza, insomma.

The Ukrainian word maidan has Turkish origins. Its closest synonym is the word ‘square’. But maidan is a place for discussing and solving problems that are significant for every member of the community. People do not gather for those reasons regularly. This happens only when something goes wrong and a solution needs to be found.

6 marzo 2014 -- 0 commenti

The Quiet American

Leggo di Kerry che va a Kiev a deporre fiori e candele ai “coraggiosi ucraini che sono morti disarmati sotto i colpi dei cecchini di Yanukovich per difendere la libertà dalla tirannia”. E mi chiedo: ma gli americani sono davvero un popolo di stupidotti, oppure sono i più grandi figli di puttana del pianeta, roba che al confronto si potrebbe quasi pensare di dare davvero il Nobel per la Pace a Putin?

6 marzo 2014 -- 0 commenti