Sindacalizzate

Il livello di sindacalizzazione delle donne italiane è una roba che, in confronto, la Breda negli anni ’70 era Disneyland. Quarantenni che ti dicono che dovresti uscire con quarantenni; donne che fumano che ti dicono “va beh, ma che discorso è che non vuoi uscire con una che fuma?” (baciare un posacenere, cit). E, ovviamente, guai a dire che non ti piacciono o ti stanno sul cazzo le italiane!

Per le italiane, come noto, “le altre”, le non sindacalizzate, insomma, sono tutte delle troie: francesi, spagnole, tedesche, americane, svedesi, russe, poco cambia. Peggio di tutte, però, e non so perché, “le brasiliane”. Esperienza personale: in Brasile quelle che ti fissano come sono solite fare le italiane, almeno sai che lo fanno per lavoro. Le brasiliane a posto, al contrario, sono di un altro pianeta.

28 gennaio 2014 -- 8 commenti

8 Commenti

  1. 1 Leo said at 21:56 on gennaio 28th, 2014:

    Non sottovalutare la tragedia di un trentennio abbondante di televisione berlusconiana, è un retaggio che ha lasciato un solco molto profondo nella sessualità italiana, specialmente proprio la fascia 30-40 (almeno parlo per il mio :)), la generazione “drive-in” si potrebbe definire, no?
    Per il discorso “troie” poi, credo ci sia dietro molta ipocrisia da chiesofili misogini. Insomma se un maschio ne fa di tutti colori è un grande, un modello da imitare, se lo fa una donna è appunto una “troia”, che almeno si faccia pagare (sic.), il sesso è ricreativo per tutti dopotutto e, per come la penso io, la parità dei sessi non è solo per avere lo stesso stipendio.
    Siamo più indietro delle balle del cane, a molti livelli.

  2. 2 Massimo said at 22:01 on gennaio 28th, 2014:

    concordo.

    “Quelle di sinistra che lo fanno gratis sono delle cretine”.
    Non ha detto una cosa del genere l’ex senatore puttaniere con minorenni?

  3. 3 Gigi said at 00:09 on gennaio 29th, 2014:

    Solo una curiosità: esattamente cosa intendi con “sindacalizzate”?
    Lo chiedo seriamente, ammetto di non aver mai sentito il termine in questo contesto.

  4. 4 Armando said at 01:04 on gennaio 29th, 2014:

    Credo che la televisione c’entri poco.
    Quando avevo 15-16 anni notavo dei profondi stacchi generazionali fra me e quelli che venivano prima di me o che venivano dopo.
    Parlo di due anni in più o in meno.
    E allora c’erano due canali…

  5. 5 Massimo said at 08:16 on gennaio 29th, 2014:

    intendiamoci: io non ho nessuna nostalgia dei “vecchi tempi”
    o dei “vecchi valori”. Pfuà (vomito).

    Lo stacco che vedo e che mi dispiace ci sia è fra qui è l’Europa
    (quella che sta al di là delle – bellissime ma limitanti – Alpi)

  6. 6 Massimo said at 08:22 on gennaio 29th, 2014:

    Ciao Gigi: iscritte al SIF, Sindacato Italiano della Figa. Pateticamente sempre pronte a difendersi l’un l’altra: le loro amiche sono sempre belle, sempre brave, sempre intelligenti e sempre simpatiche. Di solito, nessuna delle 4 cose. E poi, a difendere la categoria: per età (“le migliori sono le quarantenni, quella là è una ragazzetta etc); per comportamenti (sono sempre “brave ragazze”, ed è noto che una che ci tiene a dire questo di sé di solito è tutto tranne… E ovviamente per nazionalità. Anni fa ho conosciuto una ragazza spagnola fra le più in gamba e più carine come modi di fare mai conosciute: mi disse, sai, io esco con gli amici italiani, perché di amiche donne non ne ho, non sono mai riuscita a farmene (ed era fidanzata, e non stava cercando di portare via il manico a nessuna). Stessa cosa, più o meno, mi ha raccontato una ragazza brasiliana e una russa. Tutte e tre ragazze carine, in gamba, simpatiche, sveglie, alla mano etc e stranamente a disagio a Milano…

  7. 7 Massimo said at 09:12 on gennaio 29th, 2014:

    Il caro, vecchio, amabile, incontrista che ogni tanto ritorna.

  8. 8 Gigi said at 09:23 on gennaio 30th, 2014:

    Massimo, grazie della spiegazione.
    Sì, conosco in effetti alcune così.
    Poi conosco anche quelle che sparlano pure delle amiche :)


Inserisci un commento