Diciamocelo

Il tenutario di questo blog nutre parecchia simpatia per Hollande, oltre che proprio per la Francia, e ancor più dopo che ci ha messo mezza giornata a tagliare del 30% il suo stipendio e quello dei ministri. Però se il suo progetto economico da contrapporre all’austerità, competitività e riforme del lavoro che vorrebbe la Merkel è di fatto un New Deal di grandi cantieri e infrastrutture europee, secondo me non ci siamo. Non sono più gli anni ’30 della Hoover Dam, basta “creare lavoro” in modo artificiale! E poi, mi chiedo, come le pagheremo queste infrastrutture? Con nuovo debito pubblico che poi porterà a nuova austerità, sacrifici, condizioni di lavoro simil-cinesi etc? Io voglio scendere. Smettiamola di parlare di grandi progetti e grandi investimenti. Anche se i francesi sono molto bravi in queste cose, alla fine non portano da nessuna parte. E’ ora di piccoli investimenti in piccole cose che possano aiutarci a consumare meno: più pannelli solari e meno elettricità prodotta in modo dannoso, meno sprechi, più isolamento termico e meno petrolio per il riscaldamento, più bici e meno benzina per le auto, più agricoltura biologica e a km0 e meno pesticidi e prodotti spostati per centinaia o migliaia di km, più raccolta differenziata e meno inceneritori. Tutte cose che portano anche a meno stress, meno malattie, meno problemi, meno medicine vendute. E’ ora di decrescere.

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