Innovation or growth?
Are Monti’s measures lacking in innovation or growth? And aren’t the two largely one against the other? We (the rich countries in general, I mean) can’t grow forever, can we? For example, if we found a way to be happy with fewer “things”, or to grow our own veggies, cook our own meals, get sick less, take care of our own elderly people, stop drinking water in plastic bottles, ride our bikes more instead of sitting in cars that travel at the same speed or cut waste and improve energy efficiency, we would actually be diminishing our GPD. And would that be a bad thing? Really??
6 dicembre 2011 -- 6 commenti

Zygmun Bauman: Consuming Life (in italian: Consumo, dunque sono).
Our society is largely based upon consumption and waste. When people stops buying unnecessary stuff we get what everyone calls “recession”. The assumption that economy, and related growth, can continue infinitely producing black numbers is deeply wrong. They’re already scared with China’s GDP that has fallen to a meager 9.1%.
For some weird reason it seems that economists suppose that infinite growth is possible in a system with finite resources, such as our planet.
It cannot work.
I Agree.
Non per giustificare la growthmania, ma un altro modo di definire la crescita è l’incremento di produttività.
L’eccesso di consumo è la conseguenza del fatto che gli orari di lavoro restano costanti (anzi, per molti aumentano) nonostante tali incrementi di produttività.
Quindi, la “causa” della crescita, cioè l’incremento di produttività, non è da demonizzare.
Certo, anche gli incrementi di produttività hanno dei limiti, ma quali siano questi limiti è più difficile da definire.
Esistono i limiti delle risorse planetarie, questo sì. Ma basterebbe immaginare una fonte di energia altamente disponibile e non inquinante (ad esempio la fusione nucleare) per poter sostenere la crescita economica a livelli oggi impensabili (a patto di riciclare tutto…).
Ma è vero che ad oggi sono scenari piuttosto lontani nel tempo.
c’è, poi, da considerare un’altra cosa, e cioè se davvero lo scopo della vita è lavorare sempre di più e sempre meglio e in modo sempre più produttivo per produrre sempre più cose, anche se in modo (relativamente) più ‘verde’, o se invece siamo arrivati al punto in cui diventa importante anche avere meno inquinamento, meno stress, meno rotture di coglioni e più tempo.
> Ma basterebbe immaginare una fonte di energia altamente disponibile e non
> inquinante (ad esempio la fusione nucleare) per poter sostenere la crescita
> economica a livelli oggi impensabili (a patto di riciclare tutto…)
scusa ma sinceramente penso che Prima che Immaginare sia necessario averla questa fonte “altamente disponibile”, poi si può pensare ad utilizzarla, o prosciugarla come preferiamo fare noi.
il problema di chi campa di finanza/economia per me è proprio qui, immaginano troppo, producono excel con grafici esponenziali, parlano di futures, di hedge, di leverage, solo che poi casca tutto il castello di carte. :)
ma, tornando al tema, non si risolverà niente fin quando ci sarà gente disposta a passare un pomeriggio, magari di sabato, dentro un centro commerciale, o peggio, in coda per comprare il gadget dell’ultimo momento, invece di spendere quel tempo libero per cose ben più importanti.
parliamo di gente che lavora per comprare articoli inutili, ma che gli servono per sentirsi integrata in una società. e’ un paradosso, ormai si è riusciti a convincere la gente che possono esprimere il loro individualismo attraverso il consumo di massa.
c’è da piangere per il futuro.
Sono d’accordo, ci mancherebbe.
Però esprimersi attraverso i consumi è un vizio molto più diffuso di quello che sembra visto che ha contagiato anche ambienti apparentemente alternativi.