Requiem of sorts

Mi sembra la giornata giusta, visto il calendario. Mi sono avvicinato ai temi di web, marketing e comunicazione a inizio duemila, con il Cluetrain Manifesto. Rimango convinto della bontà di gran parte delle tesi ivi esposte. Amo, in particolare, l’idea di Doc Searls su cosa conta sul web, the need to know, and the need to buy. Sono ancor più un fan di Gonzo Marketing di Chris Locke, secondo me il migliore dei 4 Beatles del web. Verso maggio di quel fatale anno, ho saputo di ciao|com, l’unica dotcom senza il dot. Ho mandato una lettera di presentazione interessante, ma sono finito lo stesso a fare merda, cioè marketing. Web marketing, che ai tempi faceva anche figo. Finita la bella esperienza di ciao, avrei dovuto mollare il colpo. Non l’ho fatto, ed è stata una pessima idea. La verità è che gran parte del cosiddetto web commerciale è ancora figlio delle promesse irrazionali e isteriche di quegli anni. Rimane un mercato, oltre che per chi ne capisca qualcosa di motori di ricerca o per chi sia interessato alle supercazzole duepuntozero e a fare fan su Facebook per PepsiCola, quasi solo per chi vende spazzatura, aka pubblicità, o compra spazzatura, vuoi per chi non ne capisce molto, vuoi per la feccia dell’umanità, dating, porno, poker, scommesse. L’unica frontiera intellettualmente interessante è quella della trasformazione della pubblicità che non funziona in qualcosa che funziona. Nella nostra società putrescente, il settore più interessante é quello dello smaltimento dei rifiuti.

2 novembre 2011 -- 0 commenti


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